Mourinho ha dato spettacolo in conferenza stampa Mourinho ha dato spettacolo in conferenza stampa
L’eliminazione in Champions League del Manchester United ad opera del Siviglia ha destato molto scalpore, così come le dichiarazioni a caldo di Josè Mourinho... Mourinho ha dato spettacolo in conferenza stampa

L’eliminazione in Champions League del Manchester United ad opera del Siviglia ha destato molto scalpore, così come le dichiarazioni a caldo di Josè Mourinho che non sono state accolte per nulla bene dai tifosi.

I Red Devils, dopo aver pareggiato la partita di andata a Siviglia per 0-0, disputavano il ritorno tra le mura amiche con i favori del pronostico ma sono stati sconfitti in casa 2-1 ma quel che più ha dato fastidio a tifosi e addetti ai lavori è stata la mancanza di idee e la scarsissima pericolosità degli uomini di Mou.

Il tecnico portoghese è tornato a parlare oggi in conferenza alla vigilia dell’incontro di Fa Cup di domani contro il Brighton. I giornalisti, come prevedibile, sono tornati ad incalzarlo sulla sfida persa contro il Siviglia.

Un giornalista, in particolare, gli ha rivolto questa domanda: “Ho parlato con alcuni supporters questa settimana e tutti erano molto dispiaciuti per la scarsa prestazione della squadra nella partita contro il Siviglia. Vuoi dire ancora qualcosa a riguardo?”

Da qui, come un fiume in piena, è arrivata la risposta di circa 12 minuti di Josè Mourinho, incentrata tutta sul concetto di “Eredità calcistica”.

“Voglio dire intanto che i tifosi sono tifosi e hanno diritto di avere le loro opinioni e le reazioni che ritengono più opportune. Nel calcio però c’è qualcosa che si chiama “Eredità calcistica”, un concetto che ora cercherò di spiegarvi nel migliore dei modi.

L’ultima finale di Champions dello United risale al 2011, nel 2012 fuori nella fase a gironi, con Benfica, Basilea e Galati. Nel 2013 fuori agli ottavi e io ero sulla panchina del Real Madrid. Nel 2014 eliminato ai quarti, nel 2015 fuori dalle coppe, nel 2016 fuori nella fase a gironi di Champions e poi eliminato in Europa League, nel 2017 vittoria dell’Europa League col sottoscritto e ritorno in Champions dove, nella fase a gironi, siamo arrivati primi con 15 punti su 18.

In sette anni, con 4 diversi allenatori, il miglior risultato e’ stato un quarto di finale. Questa è eredità calcistica. In Premier l’ultimo campionato vinto risale alla stagione 2012-13 e negli ultimi 4 anni il miglior piazzamento e’ stato un quarto posto. Questa è eredita’ calcistica.

Significa che quando inizi un percorso puoi trovarti in un punto o in un altro. È eredità calcistica. Eredità calcistica.

Quando sono arrivato al Real, ad esempio, solo Xabi Alonso col Liverpool, Casillas col Real e Ronaldo con lo United avevano giocato un quarto di finale di Champions. Tutti gli altri non avevano giocato nemmeno un quarto di finale. Questa è eredità calcistica.”

Lo interrompe un attimo il giornalista : “Josè però queste statistiche..”

Riprende lo Special One: “Sono dati reali. Vuoi altri dati reali? Te ne do’ un altro paio. Negli ultimi 7 anni il peggior piazzamento del City in campionato è stato il quarto posto. Negli ultimi 7 anni il City ha vinto il campionato 2 volte, quasi tre se volete, e sono arrivati secondi altre due volte. Questa è eredità calcistica.

Otamendi, De Bruyne, Fernandinho, Silva, Sterling, Aguero, sono investimenti del passato, non degli ultimi due anni. Quando un giorno io lascerò lo United l’allenatore che subentrerà avrà Lukaku, Matic, De Gea e altri con una differente mentalità. Questa è l’eredità calcistica.

Nei quarti di Champions ci sono 4 squadre che sono sempre li’, Barcellona, Real Madrid, Juventus e Bayern Monaco, poi ci altre che ogni tanto appaiono, come fu la mia Inter o il Monaco la scorsa stagione”.

Ha poi concluso la conferenza parlando di se stesso: “Sono vivo, la vita è bella. Non sparirò, non ho intenzione di scappare, non ho paura delle mie responsabilità. A 20 anni ero solo il figlio di qualcuno, ero un signor nessuno nel calcio. Ora ne ho 55 e ho fatto quello che ho fatto grazie al lavoro, al talento e alla mentalità.

Capisco che per molti, molti anni e’ stata dura per quelle persone a cui non piaccio, da 10 mesi non vinco nulla, ho battuto il Liverpool e il Chelsea e ho perso col Siviglia e ora tocca a loro essere felici. Ma per quella che e’ la mia formazione religiosa, ho imparato che bisogna essere contenti della felicita’ altrui anche quando si tratta dei tuoi nemici”.

Questi i tratti salienti della conferenza di Mourinho, che promette di diventare un tormentone come altre sue celebri conferenze degli anni passati.