Miracolo Östersund: alla scoperta della squadra che ha eliminato il Galatasaray Miracolo Östersund: alla scoperta della squadra che ha eliminato il Galatasaray
Siamo il Galatasaray e nessuno si aspettava che venissimo eliminati da un club così piccolo. Se questa partita si fosse giocata tra un mese,... Miracolo Östersund: alla scoperta della squadra che ha eliminato il Galatasaray

Siamo il Galatasaray e nessuno si aspettava che venissimo eliminati da un club così piccolo. Se questa partita si fosse giocata tra un mese, con la finestra di mercato già chiusa, nessuno gli avrebbe dato importanza perchè il discorso sarebbe già stato chiuso dopo la partita di andata – Igor Tudor, allenatore Galatasaray

Parole amare quelle pronunciate dall’ex giocatore della Juventus al termine della partita, che ha visto i suoi ragazzi eliminati dall’Europa soccombere per mano di una squadra svedese, l’Östersund, fondata solo 20 anni fa.

Delusione che si è sommata all’incredulità quando i suoi ragazzi, dopo più di mezzora dal termine della partita, all’uscita dagli spogliatoi, hanno trovato gli avversari svedesi ad attenderli, impazienti di poter scambiare la loro maglia con quelli che, fino a ieri, consideravano giocatori inarrivabili.

La partita di andata in Svezia, finita 2-0 per i padroni di casa, aveva gettato le basi per quella che poteva essere un’impresa storica.

In pochi però ci credevano realmente, consapevoli che in Turchia sarebbe stata, o avrebbe dovuto essere, un’altra storia.

Almeno fino al 60′ di ieri, quando il rigore realizzato da Brwa Nouri, giocatore di cui dopo vi parleremo, con una storia assolutamente pazzesca alle spalle, ha alimentato i sogni di gloria svedesi, spedendo all’inferno i ragazzi di Igor Tudor.

Il Galatasaray, dopo la rete di Nouri, per passare avrebbe avuto bisogno di quattro reti in trenta minuti: ne ha realizzata solamente una, grazie ad Ahmet Calik, ed è andato incredibilmente a casa.

Cosa rende questa storia così speciale? In fondo, nel mondo del pallone, squadre di rango inferiore che battono squadre più blasonate ci sono sempre state e sempre ci saranno. L’Östersunds Fk, abbreviato come OFK, non è una squadra come tutte le altre, per tante ragioni.

Partiamo dalla sua fondazione, recentissima, avvenuta solo nel 1996 grazie alla fusione di tre club locali. Si parte dalla Division 2 che, a dispetto del nome, è la terza serie svedese: nove lunghi anni prima di conquistare la Division 1 che, beffa del destino, proprio nell’anno della promozione dell’OFK, viene declassata a terza serie.

Nel 2007 inizia una piccola rivoluzione all’interno del club: il direttore sportivo Daniel Kindberg comincia, in virtù delle sue amicizie, a stringere legami con vari club in giro per il mondo. Roberto Martinez, attuale tecnico del Belgio e all’epoca manager dello Swansea, gli fornisce un canale preferenziale con l’Inghilterra, dal quale poi arriverà l’attuale allenatore dell’OFK, Graham Potter, ma le collaborazioni non si limitano all’Europa.

Prima che scoppiasse la guerra civile in Libia, infatti, era nato un progetto di collaborazione tra la squadra svedese e rappresentative locali dello stato africano, progetto poi naufragato per motivi di forza maggiore.

Inizia così la scalata dell’Östersund verso i vertici del calcio svedese: nel 2010, come detto, viene ingaggiato il nuovo tecnico, prelevato dall’Università di Leeds: Graham Potter. Con lui la squadra ottiene due promozioni e arriva, al termine della stagione 2015, nella Allsvenskan, la massima serie del calcio svedese.

Nella passata stagione l’OFK ha vinto la Coppa di Svezia, che ha permesso loro di prendere parte ai preliminari di Europa League.

Graham Potter, oltre ad essere l’allenatore, è la mente folle e geniale che guida il progetto OFK; i suoi allenamenti sono del tutto non convenzionali rispetto a quelli classici di una squadra di calcio. Laboratori di scrittura, rappresentazioni teatrali, balletti, corsi di recitazione: se vi dovesse capitare di assistere ad una sessione di allenamento dell’OFK potreste imbattervi in una di queste attività, promosse fortemente dall’allenatore, per cementare il gruppo e sviluppare quell’alchimia di squadra necessaria a raggiungere grandi traguardi.

L’ultimo spettacolo andato in scena? Nientemeno che “Il lago dei cigni” di Tchaikovsky, per darvi un’idea. I ragazzi di Potter cantano, ballano, disegnano e poi in campo si muovono come un corpo unico, animato da undici individualità ben distinte.

Ho preso parte ad ognuna di queste attività e devo dire che non è stato per nulla facile, almeno inizialmente. Ti costringe ad uscire dalla tua confort-zone ma al tempo stesso ti aiuta a ragionare di squadra, a stare insieme -Jamie Hopcutt, centrocampista inglese dell’OFK

La cosa è davvero incredibile se pensiamo alle diverse individualità da cui è composta la formazione: si va da giocatori nati e cresciuti in patria, come il talentuoso attaccante Saman Ghoddos, per passare da Fouad Bachirou, centrocampista francese originario delle isole Comore, tra il Madagascar e il Mozambico.

C’è poi il giocatore più incredibile della squadra, quel Brwa Nouri che ieri ha sigillato il passaggio del turno con il gol su rigore. Nouri è un centrocampista nato nel Kurdistan iracheno e subito trasferitosi in Svezia. La sua carriera a livello giovanile sembra essere molto promettente, arrivando a vincere il titolo nazionale under 19 nell’AIK.

All’età di 19 anni, al momento di spiccare il volo, viene arrestato per una serie di guai giudiziari di cui si rende protagonista lontano dal terreno di gioco: detenzione di sostanze stupefacenti, rapine, risse, pestaggi e chi più ne ha più ne metta. Viene girato in campionati minori e nel 2009 rischia di rimanere addirittura senza squadra quando viene contattato da un osservatore del Dalkurd, formazione composta da immigrati curdi.

La squadra milita nella quarta serie svedese, di cui facciamo fatica ad immaginare il livello, ma Nouri deve per forza accettare se vuole rilanciare la propria carriera. Non solo accetta ma rimane in squadra fino al 2013, aiutando il Dalkurd ad ottenere la promozione in terza serie grazie alle sue reti (37 in 4 anni).

Nel 2014 l’ Östersund lo preleva a parametro zero e Nouri contribuisce con 4 gol e 9 assist alla promozione nella massima serie. Il resto è storia recente, con il suo gol di importanza capitale ai fini della qualificazione al prossimo turno di Europa League

Dovremo cercare di essere bravi almeno quanto nella partita di andata per avere una chance in Turchia. Dopo tutto possiamo andare senza paura, dovremo solo essere coraggiosi e fare la nostra partita per ottenere un buon risultato -Brwa Nouri alla vigilia della sfida di ritorno con il Galatasaray

Il prosieguo del cammino, per questi ragazzi, sarà molto duro ma non potremo fare a meno di seguirli con un occhio di riguardo. Perchè quella dell’OFK è una storia che da speranza e perchè nel calcio, soprattutto al giorno d’oggi, c’è bisogno di squadre come questa, che mostrano al mondo intero che tutto è possibile.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo