Miracolo a Francavilla Fontana Miracolo a Francavilla Fontana
Quizzone della domenica: una piccola società italiana scova un ragazzo di colore sulle sponde dell’oceano. L’aspirante calciatore, giunto in una piccola squadra di provincia,... Miracolo a Francavilla Fontana

Quizzone della domenica: una piccola società italiana scova un ragazzo di colore sulle sponde dell’oceano. L’aspirante calciatore, giunto in una piccola squadra di provincia, dimostra di essere un attaccante di classe, regalando un’insperata salvezza a un tecnico pugliese alla prima grande esperienza in carriera. Di chi stiamo parlando? Il 99,5% degli italiani, con un tempo di reazione che nemmeno Bolt sulle piste di Rio, risponderà Longobarda, Aristoteles e Oronzo Canà. Lo 0,5%, formato da abitanti di Francavilla Fontana e di appassionati di Lega Pro, dirà sognante: Virtus Francavilla, Nzola e Nicola Antonio Calabro.

Occhio a cercare su Google “Nzola calciatore“: il web vi rimanderà a Gianfranco “Magic Box“, convinto che quella ‘N’ vi sia scappata. Ma internet non ha sentimenti e il web in realtà non si commuove: il computer non sa che quella lettera dell’alfabeto racchiude la storia di M’Bala Nzola, un ragazzo di 20 anni, metà francese e metà angolano, che per inseguire il sogno di tutti ha scarpinato dalla Francia al Portogallo per finire in una simpatica ma sconosciuta società dell’entroterra pugliese, la Virtus Francavilla, mettendosi così tanto in mostra da essere già seguito da osservatori di Serie A e B.

Intanto, però, c’è la Lega Pro, c’è il gol che all’ultimo istante permette ai biancazzurri, per la prima volta tra i professionisti dopo una vita passata tra Serie D, Eccellenza e Promozione, di battere quel Catania che qualche anno fa metteva in riga Juve e Inter. Ma del resto non si è sesti in classifica nel tranquillissimo Girone C fatto di baci, abbracci, calci sugli stinchi e bomboni sugli spalti per puro caso. Perché, mentre Lino Banfi sognava i tre quarti di Gentile e i sette ottavi di Collovati, più la metà di Mike Bongiorno e la comproprietà di Maradona, in cambio di Falchetti e Mengoni, nell’allegro centro pugliese Nicola Antonio Calabro, uno che da ragazzino giocava con Buffon, Totti e Nesta prima di collezionare caviglie in Serie C per 15 anni, non ha pensato nemmeno per un secondo di cedere le colonne del centrocampo, ultra-confermate sin dai tempi dell’Eccellenza.

Anche perché è lì che si annida quella delinquenza romantica che tanto ci piace e che porta il nome, il secondo nome e il cognome di Carlos Ezequiel Biasón, argentino nato a Jesus Maria (esiste, lo giuro) e cresciuto calcisticamente nel Belgrano. Un misto tra la pace interiore di Gattuso e il fisico di Medel, che corre, picchia e recupera come solo un mediano sudamericano sa fare. Permettendo al suo compagno di reparto, il rumeno Marian Galdean, di continuare a passeggiare e inventare in mezzo al campo, come solamente un giocatore dell’est tanto compassato quanto tecnico sa fare.




E per fortuna dei tifosi biancazzurri, i due vanno d’amore e d’accordo, non come Hagi e Maradona che a USA 94 si menarono in lungo e in largo nonostante i colpi di fischietto del signor Pairetto. Talmente d’accordo che hanno trascinato la Virtus Francavilla in Lega Pro vincendo un campionato di Serie D da outsider e ora sognano i play-off per la cadetteria. Incredibile, se si pensa che metà squadra giusto un paio d’anni fa combatteva su campi in terra battuta di provincia.

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Ma qui il senso d’appartenenza non è un semplice stereotipo, qui l’unione fa davvero la forza, qui, al contrario della Longobarda, il presidente non ha voglia di speculare sulla passione dei suoi tifosi. Anzi, Antonio Magrì, imprenditore nel settore mobiliare, crede talmente tanto nel suo club da aver cacciato di tasca propria 100mila euro per mettere a posto lo stadio, evitando l’onta di dover girovagare in lungo e in largo per la Puglia. Un obbligo quasi morale, soprattutto se in squadra hai un argentino nato a Jesus Maria e il tuo stadio si chiama “Giovanni Paolo II”

PS Se cercate il nome del terzino biancazzurro Francesco Gallù, Google vi rimanderà a un altro Francesco, sempre calciatore ma dalle vocali diverse, con la U dopo la G e la O in fondo. E in questo caso, ma solo in questo caso, potremo perdonare il motore di ricerca.

Sebastian Donzella
twitter: @SebaDonzella

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