Le mille carriere di Felipe Caicedo Le mille carriere di Felipe Caicedo
La sua doppietta di ieri contro la Sampdoria, la prima in Serie A, ha regalato alla Lazio tre punti fondamentali per continuare a credere... Le mille carriere di Felipe Caicedo

La sua doppietta di ieri contro la Sampdoria, la prima in Serie A, ha regalato alla Lazio tre punti fondamentali per continuare a credere nel sogno Champions: parliamo ovviamente di Felipe Caicedo, il bomber di scorta dei biancocelesti, che raramente ha deluso in stagione quando Inzaghi l’ha chiamato a sostituire Ciro Immobile.

Quello che molti non sanno è che Caicedo, a 31 anni ancora da compiere, ha accumulato esperienze nei posti più svariati d’Europa (e non solo), vivendo di fatto più carriere all’interno della stessa, incrociando squadre più o meno blasonate e personaggi ben noti in diversi momenti storici dell’ultimo decennio di calcio internazionale. Proviamo a esplorarne il percorso sin qui.

Felipe Caicedo compare improvvisamente in Europa a 17 anni, quando il Basilea lo preleva dagli ecuadoregni del Rocafuerte. In Svizzera nelle stagioni 2006/07 e 07/08 (ma solo per metà),

Felipe trova subito i suoi primi gol da professionista in Europa e il primo trofeo, la Coppa di Svizzera. Con lui a Basilea, come spesso capiterà nel corso del nostro racconto, ci sono calciatori destinati a sfondare nel calcio mondiale, come il coetaneo Ivan Rakitic, altri meno noti ma comunque destinati a lidi più prestigiosi, come Eduardo e Derdiyok, e quelli che diventeranno volti più o meno noti del nostro campionato, come Kuzmanovic e l’indimenticabile Michel Morganella.

Nell’inverno 2008 il giovane Caicedo viene notato dal Manchester City, non ancora ricchissimo pretendente alla Premier, e per ben 7 milioni di euro lascia la Svizzera per trasferirsi in Inghilterra.

Del suo City abbiamo parlato diffusamente non molto tempo fa: Eriksson in panchina, Rolando Bianchi in attacco e altri giocatori destinati in tempi diversi alla Lazio, come Garrido e Dabo.

La sua avventura a Manchester si chiude con 34 presenze e 7 gol, prima di finire in prestito allo Sporting Lisbona (con Joao Moutinho e Miguel Veloso) e successivamente al Malaga (con il buon Victor Obinna), approdando poi definitivamente nella stagione 2010/11 al Levante. Coi rossoblu Caicedo vivrà la stagione più prolifica della sua carriera: 14 gol in 29 partite, che convincono il Lokomotiv Mosca a puntare su di lui versando ai valenciani 7,5 milioni di euro.

In Russia la carriera di Felipe sembra finalmente stabilizzarsi: non è un titolare fisso, filo conduttore di quasi tutte le sue esperienze, ma sa farsi trovar pronto quando chiamato in causa. Assieme a lui, nella capitale russa, c’è ancora Victor Obinna, mentre il titolare indiscusso è Roman Pavlyuchenko; s’intravede Alberto Zapater, che ricorderete come meteora del Genoa.

Il crepuscolo sulla sua esperienza in Europa pare arrivare ad appena 26 anni, quando firma coi qatarioti dell’Al-Jazira; in realtà la sua permanenza in Arabia dura appena 6 mesi, dato che con l’arrivo di Mirko Vucinic il club decide di cederlo, così Caicedo torna in Liga, accasandosi a Barcellona, sponda Espanyol.

Qui Caicedo ritrova Christian Stuani, ironicamente sua riserva nel Levante e ora titolare indiscusso, anche se la convivenza tra i due durerà appena un anno vista la cessione del’uruguagio nella stagione seguente. Il resto è storia recente: in 3 stagioni Caicedo segna 24 reti, sufficienti per convincere Igli Tare a farne l’attaccante di scorta della Lazio, con la quale l’ecuadoregno vince subito la Supercoppa Italiana ai danni della Juve.

Dopo aver vissuto le sue mille carriere, Caicedo è divenuto l’arma in più dei biancocelesti, che puntano anche su di lui in questo finale di stagione per raggiungere i propri obiettivi. Prima che magari possa decidere di partire per una nuova avventura.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11

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