Migue, il tifoso cieco in Francia per seguire la Spagna Migue, il tifoso cieco in Francia per seguire la Spagna
“No veo, pero te siento“. Cinque parole che raccontano un mondo intero. Gli Europei, e le grandi manifestazioni calcistiche in genere, regalano, in genere,... Migue, il tifoso cieco in Francia per seguire la Spagna

No veo, pero te siento“.

Cinque parole che raccontano un mondo intero.

Gli Europei, e le grandi manifestazioni calcistiche in genere, regalano, in genere, istantanee di tifosi immortalati sugli spalti nelle pose più assurde, conciati con look rivedibili e intenti a perdere la dignità travestendosi da qualsiasi cosa.

Però, ogni tanto, quelle stesse telecamere e obiettivi, immortalano delle storie che vale la pena fermarsi a raccontare, almeno per un attimo. E la foto che ha fatto il giro del mondo, in questi giorni, arriva dagli stadi di Francia, da Nizza, per la precisione. Il tifoso immortalato nella foto si chiama Miguel, per tutti semplicemente Migue. E, sul suo petto nudo, campeggiava una scritta. Breve, semplice, diretta: no veo, pero te siento.

Una frase che, in cinque parole, racconta la storia di questo ragazzo di 19 anni, raccolta questa mattina dal sito web di Marca. Miguel è in Francia insieme al fratello Pepe, che lo sta accompagnando in questa avventura. Miguel, 19 anni, è cieco dalla nascita, e suo fratello, oltre ad essere presente al suo fianco in tutte le partite, in tutti gli stadi, è -letteralmente- anche i suoi occhi. Migue, infatti, la partita la deve, per forza di cosa, sentire. Sentire, nel senso più profondo del termine. Non un semplice ascoltare. Sentire, dalle orecchie fino allo stomaco. Sentire, nel senso di provare un’emozione.

Il fratello Pepe racconta a Migue tutte le azioni della partita, così come succedono. Il contorno del pubblico, dei rumori del campo e di quelli degli spalti, lo aiuta ad orientarsi e a costruirsi nella sua testa la partita. Migue, in fondo, è un gran fantasista. Prende le parole e le fa diventare storia, nella sua testa, sostituendo il lavoro degli occhi. E, anche senza guardare la partita, Migue si sente vicino ai suoi beniamini in campo.

Io che sono un tifoso mi esalto quando mi danno coraggio. E la stessa cosa succede ai calciatori in campo, lo sentono che gli diamo forza.

Migue festeggerà il suo ventesimo compleanno il giorno della finale. Spera, in cuor suo, di essere presente a Parigi, per respirare la magica atmosfera del grande evento. La partita, come sempre, gliela racconterà la voce di suo fratello Pepe. Ma Migue, al solito, sarà lì. Con il cuore, che a volte ci vede meglio degli occhi.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro