Che fine ha fatto Maxim Tsigalko? Che fine ha fatto Maxim Tsigalko?
Ha segnato caterve di gol, ha bucato centinaia e centinaia di portieri, in ogni angolo del mondo: da una sperduta landa dell’Est Europa, ai... Che fine ha fatto Maxim Tsigalko?

Ha segnato caterve di gol, ha bucato centinaia e centinaia di portieri, in ogni angolo del mondo: da una sperduta landa dell’Est Europa, ai teatri più prestigiosi del calcio mondiale.

È stato protagonista di avventure leggendarie, ha vestito un numero imprecisato di maglie, ha messo a segno record su record, numeri che, oggi, nemmeno Cristiano Ronaldo e Leo Messi potrebbero lontanamente avvicinare.

Ha fatto innamorare migliaia di appassionati, che in lui hanno visto una vera e propria icona, un idolo da ammirare e da tenere nel cuore per sempre. Il tutto in un mondo fatto di bit, di 0 e di 1 che si intrecciano e intersecano fino a diventare magia.

Un nome entrato nella leggenda: Maxim Tsigalko, il cannoniere virtuale.

Già, perché quella dell’uomo che ha fatto la storia di Football Manager è una vera e propria epopea. I fatti, per quei pochi che ancora non lo conoscessero, sono presto spiegati. Nel famosissimo videogioco calcistico manageriale, c’era un calciatore che in pochi conoscevano nella realtà, ma che, tra i bit di Football Manager, era un cannoniere spietato, una macchina da gol che bisognava acquistare a tutti i costi.

Centravanti bielorusso, classe 1982. Ad essere precisi, all’epoca – era la stagione 2001/02 – il gioco si chiamava ancora Championship Manager. E Maxim Tsigalko era un must have, visto che, ad un prezzo relativamente basso, ti portavi a casa un campione assoluto.

Non importava quale squadra avresti allenato. Maxim Tsigalko doveva essere il tuo primo acquisto, a tutti i costi.

All’epoca internet non era ancora un mezzo di comunicazione di massa, e i social network erano solo un’idea nella mente di persone che qualche anno dopo avrebbero fatto fantastilioni mettendola a punto.

Per cui, reperire informazioni su quella creatura mitologica che rispondeva al nome di Tsigalko era impresa titanica. Nessuno sapeva chi fosse, eppure era fortissimo. Le leggende sul suo conto volavano tra la gente, con qualcuno che, di tanto in tanto, faceva partire le leggende metropolitane, mettendo in giro la voce che lo avesse acquistato il Milan, l’Inter, la Juventus, il Real Madrid.

E pensare che quello non era nemmeno il suo vero nome. Il calciatore che più si avvicinava a lui era tale Maksim Tsyhalka, la cui data di nascita, peraltro, è da far risalire al 27 maggio 1983, un anno più tardi rispetto a quanto si diceva nel gioco.

Dinamo Minsk, Naftan Novopolotsk, Kaisar, Banants, Savit Mogilev. Queste le maglie indossate in carriera da Tsigalko (perdonateci, non riusciamo a chiamarlo con il suo vero nome…) che ha anche disputato qualche partita con la maglia della Bielorussia, trovando anche un gol, in un’amichevole contro l’Uzbekistan, giocata il 2 aprile 2003.

Queste le rare immagini del primo e unico gol segnato dal nostro eroe con la maglia della Nazionale.

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E oggi, che fine ha fatto Maxim Tsigalko? La sua carriera, in realtà, si è fermata abbastanza presto. A 26 anni, per via dei tanti infortuni che lo hanno massacrato, ha dovuto abbandonare il mondo del calcio.

Era il 2008, quando mise per l’ultima volta gli scarpini da calciatore. Nella nostra memoria, però, tutto questo è relativo. Perché per noi, e soltanto per noi, Tsigalko rimarrà l’eroe sconosciuto che ci ha fatto vincere coppe, scudetti e trofei a Championship Manager.

Grazie, Maxim. Ti abbiamo voluto un bene dell’anima.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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