Il calcio è diventato più complicato che mai. Non solo per quelli in campo, che devono districarsi tra nuove invenzioni, nuove competizioni, nuovi modi...

Il calcio è diventato più complicato che mai.

Non solo per quelli in campo, che devono districarsi tra nuove invenzioni, nuove competizioni, nuovi modi di giocare e uno sport in continua evoluzione dal punto di vista fisico e tattico.

Non solo per gli addetti ai lavori, che devono continuamente adeguarsi a un mondo che ogni giorno cambia e diventa sempre più legato a doppio filo alle evoluzioni della finanza.

Il calcio è diventato più complicato che mai anche per i tifosi, e, soprattutto, con l’aria che tira, è diventato più complicato che mai innamorarsi di un calciatore.

Troppe le variabili di cui tenere conto, troppe le cose che possono influenzare il giudizio di un calciatore, troppe le cose da considerare prima di poter lasciare il nostro cuore nelle mani di uno sconosciuto. Troppo, troppo, troppo: meglio tenere alte le difese, non farsi sorprendere, e lasciare solo a pochi eletti il privilegio di entrare nel nostro cuore.

Prendete, per esempio, Mauro Icardi: il suo peccato originale, forse, è quello di essere finito sommerso dal personaggio, un personaggio che forse ha finito per oscurare quello che è davvero Mauro Icardi.

Il calciatore Mauro Icardi.

L’attaccante Mauro Icardi.

Il fenomeno Mauro Icardi.

Prendete, per esempio, la partita di sabato sera: una partita in cui Icardi si è visto poco, ma ha lasciato il suo segno indelebile. In un lampo, con due colpi da attaccante vero.

Due gol da attaccante vero, da attaccante di razza, di quelli che toccano due palloni e li buttano dentro.

Di Mauro Icardi, però, troppo spesso si è parlato per altro. Per quello che succedeva fuori dal campo, per un libro che forse poteva serenamente rimanere ancora per qualche anno un progetto, per questioni di cuore e di glamour che poco hanno a che fare con il campo.

Che poi, forse, visto che è di calcio che stiamo parlando, è al campo che dovremmo guardare.

E il campo, fino ad oggi, ci ha sempre detto che Mauro Icardi fa sul serio.

Le critiche non sono mai mancate: non gioca per la squadra, non aiuta i compagni, se non segna non serve a niente, è buono solo dentro l’area di rigore, eccetera, eccetera, eccetera.

Su Mauro Icardi si è detto sempre tutto e il contrario di tutto. E forse, quel personaggio spesso ha fagocitato quello che succedeva sul campo.

Ingiustamente, spesso.

Questo, però, potrebbe davvero essere l’anno decisivo, l’anno buono: quello in cui il calciatore Mauro Icardi spazzerà via il personaggio Mauro Icardi. La tanto agognata convocazione in Nazionale è arrivata, i primi gol in campionato. Adesso è il momento di lasciar parlare il campo.

E, anche se quello che succederà fuori continuerà a far rumore, noi uomini di calcio forse dovremmo imparare a separare il fumo dall’arrosto: e cominciare a capire che Mauro Icardi il suo mestiere lo sa fare tremendamente bene.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro