Mauro Icardi, appuntamento con il sogno Mauro Icardi, appuntamento con il sogno
Quando culli un sogno troppo a lungo, quando ti ritrovi notte dopo notte con sempre le stesse immagini, la stessa colonna sonora negli occhi,... Mauro Icardi, appuntamento con il sogno

Quando culli un sogno troppo a lungo, quando ti ritrovi notte dopo notte con sempre le stesse immagini, la stessa colonna sonora negli occhi, c’è un rischio, bello grosso.

Quello che quel sogno diventi un’ossessione, trasformandosi in un vero e proprio incubo nel momento in cui dovesse avvicinarsi la possibilità di realizzarlo.

Maurito Icardi, ieri sera, ha rischiato di infilarsi in questo tunnel.

Dopo aver atteso a lungo, forse anche troppo, la notte del suo esordio in Champions League, stava vedendo il suo sogno allontanarsi, annegare in un match complicato, difficile, quasi incomprensibile: il Tottenham, pure senza incantare particolarmente, stava per sbancare San Siro, mettendo i nerazzurri in una posizione già estremamente drammatica.

In un girone in cui c’è il Barcellona, e con un PSV che promette di non regalare niente gratis, cominciare con una sconfitta casalinga contro gli inglesi avrebbe probabilmente compromesso tutta l’avventura europea dell’Inter.

E, fino al minuto 85, la prestazione di Mauro Icardi non era certamente stata di quelle da ricordare. La sua squadra, come spesso accade nelle serate storte, lo aveva abbandonato al suo destino, aveva dimenticato di metterlo in condizione di essere letale.

Mauro Icardi, ieri sera, ha toccato 16 palloni: sufficienti per segnare il gol del momentaneo pareggio

Uno come Mauro Icardi, a volte, non ha bisogno di 10 occasioni per punire. Ma è difficile che riesca a prendersi la squadra sulle spalle da solo, inventandosi dal nulla la giocata risolutiva. Ma non sottovalutate mai le corde dell’animo umano quando c’è di mezzo un sogno.

L’attaccante argentino, al minuto 85, decide di presentarsi puntuale all’appuntamento con il suo sogno. Anzi, di prenderselo di rabbia, di trascinarlo per mano e portarlo con sé. Al minuto 85, Kwadwo Asamoah mette in mezzo un pallone strano, teso, che atterra al limite dell’area.

Al minuto 85, Mauro Icardi non dovrebbe neppure essere fuori da quei 16 metri, al minuto 85 lui dovrebbe essere a un passo dal portiere a lottare per dei centimetri di spazio vitale. Eppure, quando il pallone di Asamoah atterra al limite dell’area di rigore, trova ad attenderlo, puntuale come un orologio svizzero, il piede destro di Mauro Icardi.

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Poi, finisce proprio nel modo in cui l’avrebbe fatta finire uno sceneggiatore con poca fantasia, ma tanta voglia di accendere l’entusiasmo del suo pubblico. Con il pallone calciato da Icardi che finisce in rete, per il momentaneo pareggio, e il gol di Matias Vecino, l’uomo della provvidenza nerazzurra, all’ultimo respiro.

Mauro Icardi, la sua prima notte europea, l’avrà sognata tante volte. Ma, forse, nemmeno lui avrebbe osato immaginarla così bella.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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