Ok, è vero. In un calcio che è diventato un inestricabile intersecarsi di storie, di partenze, di ritorni, questa non sarebbe una notizia. Ma...

Ok, è vero. In un calcio che è diventato un inestricabile intersecarsi di storie, di partenze, di ritorni, questa non sarebbe una notizia. Ma anche in questo calcio moderno, ci sono personaggi che sfuggono all’ordinario, che hanno saputo farsi voler bene e alle cui vicende, in un certo senso, ci sentiamo più legati. Ed è per questo che anche in questo calcio così moderno, così spietato, il loro ritorno a casa fa notizia, fa parlare.

Domani, al Castellani di Empoli, Maurizio Sarri forse avrà un dubbio, sicuramente si fermerà a pensare. Il dubbio è quello di chi ancora non sa se ha preso la strada giusta, di chi ha lasciato la tranquilla provincia del pallone per andarsi ad infilare nel caos della metropoli, per andarsi a piazzare direttamente sotto le luci dei riflettori. Una scelta coraggiosa, per chi ha sempre vissuto nell’ombra, controcorrente in un mondo in cui sembra si faccia a gara per finirci, sotto quei riflettori.

Maurizio Sarri tornerà su quel campo, su quel prato verde sul quale fino all’anno scorso sembrava aver costruito un piccolo miracolo. Il suo Empoli era un meccanismo perfetto in cui tutti gli ingranaggi giravano al momento giusto, nel modo previsto. Maurizio Sarri, con la sua tuta e con quella voglia di continuare a fumare sigarette a più non posso anche durante la partita, era l’artefice di quel miracolo, l’orologiaio che aveva costruito quel meccanismo perfetto. Maurizio Sarri che ora dopo appena due partite ha scoperto cosa vuol dire vivere il calcio dei grandi, cosa significa piazzarsi, nella sua tuta, sotto quei riflettori.

Due partite, un punto, un gioco che sembra tutto fuorchè il meccanismo perfetto dell’Empoli dello scorso anno. Questo il bottino raccolto da Sarri a Napoli. E le domande sono fioccate. E’ l’allenatore giusto per il Napoli? Si può scegliere una filosofia di gioco del genere e adattarla a una squadra con grandi ambizioni? Gli uomini sono quelli giusti? Sarri può reggere la pressione di una piazza importante? Domande a cui solo il campo ovviamente saprà dare una risposta.

Domani, Maurizio Sarri ripenserà a tutto quello che ha vissuto con la maglia, anzi con la tuta, dell’Empoli. E forse, sotto sotto, penserà anche per un momento  “chi me l’ha fatta fare?“. Ma siamo sicuri che sarà solo un momento. Perchè Maurizio Sarri è abituato alle sfide, è abituato ad alzarsi le maniche della camicia e a lavorare per ottenere il massimo.Al Castellani il Napoli non ha mai vinto. L’anno scorso gli azzurri più scuri rifilarono una lezione agli azzurri più chiari, un 4-2 che forse fece innamorare De Laurentiis e lo convinse a portarsi a casa quell’uomo saggio che sedeva sulla panchina di casa. E chissà che la stagione del Napoli non possa prendere una direzione nuova proprio partendo da Empoli, lì da dove il suo mister in tuta è venuto.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro