Gli ultimi due acquisti di una sessione di mercato estremamente attiva e romantica da parte del West Ham, che nei giorni scorsi aveva concluso...

Gli ultimi due acquisti di una sessione di mercato estremamente attiva e romantica da parte del West Ham, che nei giorni scorsi aveva concluso le pratiche per l’approdo a Londra di Joe Hart e Pablo Zabaleta, hanno portato a Londra due attaccanti.

Da poche ore è arrivata l’ufficialità che Marko Arnautovic e Javier Hernandez, el Chicharito, saranno i due nuovi attaccanti per la stagione che sta per cominciare.

Non poteva essere diversamente, come sa bene chi segue da vicino gli Hammers, che nelle ultime stagioni hanno avuto un rapporto con i giocatori d’attacco che definire complicato sarebbe un eufemismo.

Per tutti quelli che non seguono capillarmente le sorti degli Irons vi spieghiamo, in breve, la curiosa situazione.

C’è qualcosa di molto sorprendente quando si vanno a vedere i numeri del West Ham dal 2010 ad oggi, ovvero dall’anno in cui David Sullivan e David Gold hanno rilevato la totalità dei pacchetti azionari degli Hammers.

In questi sette anni, con in mezzo una retrocessione nella gestione Avram Grant, e quattro gestioni tecniche differenti, la squadra di Londra è riuscita nell’impresa titanica di mettere sotto contratto ben 32 attaccanti, 34 se consideriamo gli ultimi due nuovi acquisti.

Un dato già abbastanza clamoroso di suo, ancor più se consideriamo che in questo lasso di tempo tutti questi attaccanti, sommati, hanno realizzato la miseria di 128 reti in oltre 650 partite disputate. Ma c’è di più: solo 4 di questi 32 sono riusciti ad andare in doppia cifra.

I fantastici quattro, che hanno realizzato almeno 10 reti per il West Ham dal 2010 ad oggi, sono Sakho( 20 in 52 partite), Carroll (26 in 101 apparizioni), Frederique Piquionne (11 reti in 62 gare) ed Enner Valencia (che si è fermato a 10 gol tondi tondi). I primi due sono ancora lì ed insieme ai due nuovi acquisti formeranno il reparto offensivo della squadra di Bilic nella nuova stagione.

Di Frederique Piquionne l’ultima esperienza di cui si ha traccia è nel campionato indiano, più precisamente nel Mumbai City, dopo di che deve essere sopraggiunto il ritiro. Enner Valencia, attaccante dell’Ecuador, è andato a giocare in Messico e nella sua partita d’esordio, pochi giorni fa, ha realizzato una tripletta.

E gli altri 28? Chi sono e che fine hanno fatto? Ce n’è davvero per tutti i gusti: partiamo con i Sudamericani, passati fugacemente senza lasciare traccia, Brian Montenegro e Wellington Paulista, firmati rispettivamente nel 2011 e nel 2013 senza mai scendere in campo.

Proseguiamo con alcuni giocatori che da queste parti conosciamo molto bene, essendo italiani o avendo militato per qualche tempo nel nostro campionato: Simone Zaza, arrivato nel 2016 e subito ripartito direzione Valencia è solo l’ultimo di una lista che comprende Marco Borriello, Victor Obinna, John Carew, Mido (il grandissimo Mido transitato come meteora nella Roma a metà anni 2000), Robbie Keane (visto brevemente con la maglia nerazzurra dell’Inter nel 2000) e Mauro Zarate.

La lista è completata da Ilan, primo giocatore, brasiliano, acquistato nel 2010, McCarthy, Demba Ba, McCallum (mai sceso in campo), Baldock, Maynard, Maguire (stessa sorte di McCallum), Maiga (attualmente impegnato negli Emirati Arabi), Chamakh, Whitehead, Petric, Carlton Cole, Gordon, Jelavic, Emenike, Calleri, Martinez e Fletcher.

Alcuni di essi, come potete vedere sono stati, o sono tutt’ora, ottimi giocatori che semplicemente non hanno trovato l’ambiente giusto per potersi esprimere al meglio. Altri sono stati invece vere e proprie meteore la cui sorte, dopo l’esperienza con gli Hammers, non è stata migliore.

Con i due nuovi acquisti, Arnautovic ed Hernandez, Slaven Bilic spera di poter finalmente invertire la rotta: per quel che riguarda l’attaccante prelevato dallo Stoke, con un passato di comparsa all’Inter, la cosa è tutt’altro che scontata. L’attaccante austriaco, di origini serbe, nel suo esordio ha dovuto fare i conti con la pressione derivante dall’etichetta di “nuovo Ibra” che in molti gli avevano appiccicato addosso.

Alto, possente fisicamente, tecnico e caratterialmente instabile: di queste caratteristiche, che gli sono valse il paragone ingombrante, Arnautovic ha scelto spesso di privilegiare soltanto l’ultima. In tutta la sua carriera, fino ad oggi, è andato in doppia cifra di reti segnate solo due volte, nel Twente, ad inizio carriera, e due stagioni fa nello Stoke City. Che non sia un bomber di razza è fuori discussione, che possa fare al caso degli Hammers, che su di lui hanno investito quasi 30 milioni di euro (bonus compresi), è tutto da verificare.

Diverso il discorso per il Chicharito Hernandez, strappato al Bayer Leverkusen, pagando la clausola di poco più di 15 milioni che lo legava al club, e portato a Londra. Con il Chicharito il West Ham si è assicurato un attaccante che ha la quinta media gol per minuti giocati nella storia della Premier League.

La sua sfortuna è stata quella di capitare allo United, squadra in cui è approdato dal Chivas di Guadalajara, dopo un fantastico Mondiale disputato col Messico nel 2010, in un periodo in cui veniva preferito un modulo ad una sola punta, con Van Persie come prima opzione. Nelle sue prime stagioni inglesi riesce comunque a ritagliarsi un ruolo importante, sebbene spesso parta dalla panchina e venga impiegato come soluzione alternativa.

Nei suoi primi 3 anni con la maglia del Manchester segna sempre almeno 10 gol in Premier, con i 13 gol della stagione d’esordio che rimangono il miglior risultato raggiunto in termini realizzativi, per quel che riguarda l’esperienza inglese.

Nel 2014 passa in prestito al Real Madrid, dove l’utilizzo non è così diverso da quello a cui era abituato nei Red Devils, realizzando 7 reti in 23 apparizioni totali di Liga.

Negli ultimi 2 anni il Chicharito ha voluto sperimentare anche l’esperienza in Germania, con il Leverkusen, esperienza che si può definire sicuramente positiva come testimonia la doppia cifra di realizzazioni raggiunta in entrambe le annate.

Con la sua firma gli Hammers si assicurano le prestazioni di un attaccante moderno, fisico, a dispetto della statura non imponente, tecnico e con parecchia propensione al gol, cosa che più importa a Slaven Bilic.

Javier Hernandez, cosa da non sottovalutare, conosce già benissimo la Premier e, a queste cifre, potrebbe essere uno dei migliori affari di questo mercato estivo. L’età, con ancora i 30 anni da compiere, è dalla sua e il West Ham si augura di aver trovato, finalmente, l’attaccante da doppia cifra fissa. Che il 34° attaccante firmato negli ultimi 7 anni sia, finalmente, quello buono? Noi ci crediamo.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo