Marco Amelia, un Campione del Mondo in Promozione Marco Amelia, un Campione del Mondo in Promozione
Il calcio è un romanzo, la vita di più. Un giorno sei a Berlino, nella notte più bella della tua vita. Ti passano una... Marco Amelia, un Campione del Mondo in Promozione

Il calcio è un romanzo, la vita di più. Un giorno sei a Berlino, nella notte più bella della tua vita. Ti passano una statua di metallo dorato, delle mani che intrecciandosi abbracciano un pallone e lo protendono verso il cielo. Ti passano questo trofeo, e tu, senza forse sapere nemmeno bene come, stordito ancora dall’emozione, lo sollevi al cielo. E’ la Coppa del Mondo, è la notte di Berlino, 9 luglio 2006, notte impressa nella nostra memoria con un marchio a fuoco. Indelebile. Tu sei il ventitreesimo di quella squadra, il campo non l’hai mai assaggiato.

Ma te la sei meritata, hai sudato e lavorato ogni singolo minuto della tua vita. Sei Campione del Mondo, e nessuno, mai, potrà venire a toglierti questo titolo di cui solo pochi privilegiati possono fregiarsi. Sei uno dei 23 padroni del Mondo e nessuno potrà buttarti giù da quel podio.

O almeno, così credi. Perchè 8 anni dopo, è il 2014, ti passano dei guanti ed una maglia da gioco. Sporca di fango, ancora incrostata dall’ultima volta in cui è stata usata. Qualche taglia più grande della tua, ma solo quella c’era. Con un numero 1 stampato sopra, uno di quei numeri tradizionali, in 3d, adesivi, rigorosamente senza il nome sopra. Perchè quella maglia è della squadra, non è tua. Anche se tu sei sempre lo stesso, sei quello che ha alzato quella Coppa al Cielo insieme a Fabio Cannavaro, a Francesco Totti, ad Alex Del Piero e a tutti i campionissimi della tua generazione. Ma oggi, devi mettere quella maglia, ti tocca sudarla e sporcarla, perchè il romanzo del pallone, e quello della vita, oggi hanno deciso così.

Tu sei un Campione del Mondo, ma per amore del dio Pallone, accetti le decisioni che lui ha preso per te. La Serie A, la Champions League con la maglia del Milan. Poi, qualche stagione difficile, qualche errore di concentrazione, qualche pallone di troppo lasciato andare alle spalle. Che non sempre è colpa tua, ogni portiere lo sa. Il portiere è quello che paga prima degli altri le sbandate della difesa. Ti lasciano solo, da quel momento in poi è colpa tua.

Pari, e hai fatto il tuo dovere. Ti segnano ed è colpa tua. E così, a 32 anni, 8 anni dopo Berlino, ti trovi a parare per il Rocca Priora, squadra di Promozione, a pochi passi da Frascati. Squadra della quale sei anche presidente onorario. Squadra in difficoltà, che ora vuoi aiutare rimettendo i guanti. Ma anche e soprattutto perchè chi ama il dio Pallone, fermo non ci sa proprio stare.

E allora, Marco Amelia, Campione del Mondo, buona fortuna e in bocca al lupo. Che il percorso dalla polvere all’erba è facile, ma dall’erba di San Siro alla polvere di Rocca Priora, bè, ci vuole coraggio, fegato e, perchè no, amore vero.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro