Minuto 72 di Milan – Sassuolo, gli ospiti sono in vantaggio per 3-2, i rossoneri sono costretti a rincorrere dopo aver subito tre reti...

Minuto 72 di Milan – Sassuolo, gli ospiti sono in vantaggio per 3-2, i rossoneri sono costretti a rincorrere dopo aver subito tre reti che hanno messo a nudo tutti i problemi di una difesa ai limiti del presentabile, parzialmente tamponati dal gol iniziale di Bonaventura e dal calcio di rigore trasformato da Bacca.

Pochi minuti prima, al 59′, aveva fatto il suo ingresso in campo il classe 1998 Manuel Locatelli (solo omonimo dell’epico Tomas), forse la scommessa più grande di Vincenzo Montella in questo inizio di stagione.

Minuto 72 dicevamo: Bonaventura indirizza la palla a centro area dalla lunetta del corner, Letschert respinge la palla di testa spedendola all’altezza della lunetta dell’area di rigore, appostato lì vicino c’è proprio Locatelli che si coordina e col sinistro, lui che è un destro naturale, lascia partire una conclusione così:

Il pallone parte potente, prende quota e s’insacca sotto il sette, alle spalle dell’incolpevole Consigli. Manuel guarda la palla andare veloce verso l’incrocio, il seguito è una serie di flash che difficilmente dimenticherà: corre incredulo esultando a braccia larghe, il viso sconvolto, si tocca la testa  cercando di realizzare l’accaduto, festeggia il pari insieme al pubblico di San Siro, ora il suo pubblico, viene placcato dai compagni e in breve sommerso da un nugolo di maglie rossonere. Il Milan vincerà poi la partita grazie alla rete di Paletta; al di là delle polemiche e degli episodi dubbi, ci piace pensare che il Calcio non abbia voluto rovinare il sogno di Manuel, un ragazzo di 18 anni che aveva appena vissuto la più grande gioia sportiva della sua vita.

Le parole di Locatelli nel postpartita riconcilierebbero anche il più disincantato e freddo ex amante del calcio con questo sport: il ragazzo piange di gioia e commozione, ha la bellissima faccia di chi è genuinamente scosso da una delle più grandi emozioni mai provate, ma ha la lucidità e l’umiltà per non esaltarsi e non fare il passo più lungo della gamba. Manuel non ha ancora realizzato l’accaduto, dedica il gol alla famiglia e agli amici che hanno sempre creduto in lui, e come in altre occasioni ha belle parole per il pari ruolo Montolivo, colui che gli ha lasciato il posto in campo ed è spesso nel mirino delle critiche e delle ironie dei tifosi del Milan.

Cresciuto nel vivaio dell’Atalanta, Loca passa al Milan ad appena 11 anni e, bruciate le tappe nelle varie selezioni giovanili, diventa presto un punto fermo della Primavera allenata da Cristian Brocchi, che quando approda in prima squadra porta il ragazzo con sé, facendolo esordire in Serie A lo scorso 21 aprile e schierandolo dal 1′ nell’ultima di campionato contro la Roma. Al suo arrivo Montella conferma Locatelli in rosa e sin dalle prime amichevoli estive dimostra di tenerlo seriamente in considerazione; in campionato il tecnico lo getta nella mischia per mezz’ora contro la Sampdoria e da lì in avanti ne fa una sorta di dodicesimo uomo, primo o secondo cambio fisso, fino al gol di ieri sera che potrebbe spalancargli le porte verso una maglia da titolare.

Locatelli è un ragazzo di talento e coi piedi per terra, un giovane per il quale, indipendentemente dai propri colori, è difficile non fare il tifo. Il nostro calcio ha bisogno di tanti Locatelli.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11