Gliela leggi negli occhi, la fame. Quella voglia di lanciarsi su ogni pallone, quella brama di arrivare per primo, di anticipare il difensore e...

Gliela leggi negli occhi, la fame.

Quella voglia di lanciarsi su ogni pallone, quella brama di arrivare per primo, di anticipare il difensore e schiaffarla in porta.

Glielo leggi negli occhi, al Gallo, che ha voglia di spaccare la porta, ogni volta.

Basta guardarlo muoversi, nell’area di rigore, con la concentrazione di chi non aspetta altro che un pallone buono da buttare dentro, per poi correre ad esultare con quel gesto ormai diventato icona.

Non lo tieni più, il Gallo.

E’ un ciclone travolgente, un uragano di muscoli, un tornado di prepotenza. Testa, piedi, cuore. Ogni volta ti sorprende, questo ragazzo. Lotta con una voglia in corpo che ti fa venire voglia di prendere e seguirlo, di andargli dietro, di farti trascinare a conquistare qualsiasi cosa, guidato da lui.

Ha una voglia matta, Belotti. Di arrivare in cima alla montagna, di diventare grande. Gol dopo gol. Colpo dopo colpo. Ogni volta che tocca palla, hai l’impressione che qualcosa stia per succedere. Tipo che possa spaccare la porta con una cannonata, o che possa bucare il pallone con una testata. Tanto, da qualsiasi parte arrivi il pallone, ci arriva lui per primo.

Non puoi non innamorarti di Belotti.

E non è solo questione di gol. Perché, uno così, non puoi non amarlo, perché, prima ancora di scendere in campo, sai già che darà tutto, anche l’anima, per uscire dal campo vincitore. E se non segna, pazienza, avrà sudato la maglia della tua squadra, avrà rischiato anche l’osso del collo, per quella maglia.

Basta vedere con quanta generosità si lancia su un pallone che sembra perso, troppo lontano, troppo alto, troppo forte. Anche se sa già che non ci arriverà, il Gallo si lancia in aria, sperando nell’impossibile, sognando di colmare, con la forza del suo desiderio, le lacune della fisica.

Quando si lancia in acrobazia per cercare di colpire un pallone che non può evidentemente colpire, ti rendi conto che non puoi non volergli bene. Quando corre come un matto, fino al 90′ e oltre, su e giù per il campo, dove un attaccante non dovrebbe andare, non puoi che farti, ancora una volta, la stessa domanda, oramai diventata retorica.

Oh, ragazzi: ma quanto è forte il Gallo?

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro