L’introduzione del VAR, l’ormai celeberrima moviola in campo, è uno degli argomenti di discussione più caldi degli ultimi mesi. In Italia è ormai ufficiale...

L’introduzione del VAR, l’ormai celeberrima moviola in campo, è uno degli argomenti di discussione più caldi degli ultimi mesi.

In Italia è ormai ufficiale il suo impiego a partire dalla prossima stagione, mentre a livello internazionale la tecnologia video è in fase di sperimentazione, in alcuni tornei FIFA.

Nello specifico, abbiamo potuto ammirare il VAR ai recenti Mondiali Under 20 (dove ne ha fatto le spese anche l’Italia, punita due volte dalle decisioni della tecnologia) e soprattutto ora è all’opera nella Confederations Cup iniziata oggi in Russia.

Ma da più parti, dopo averla vista all’opera, sono arrivate le prime critiche al VAR: sono infatti già stati parecchi gli episodi dubbi e discutibili in cui non solo la tecnologia video non ha risolto le controversie, ma addirittura ha contribuito a confondere ulteriormente le acque.

L’ennesimo episodio, in pochi giorni, nel match inaugurale della Confederations Cup tra Russia e Nuova Zelanda.

Nel corso del primo tempo, l’arbitro non ha assegnato un rigore abbastanza evidente alla Russia. In diretta era sembrato netto il fallo del portiere, e infatti anche lo stesso direttore di gara ha aspettato per qualche secondo di ricevere indicazioni dalla cabina VAR.

Questo l’episodio incriminato.

Dalla cabina VAR, però, non sono arrivate indicazioni, e il rigore, abbastanza solare, non è stato assegnato.

La domanda, allora, sorge spontanea: ma se non riesce a sciogliere i dubbi nemmeno in una situazione come questa, allora ha davvero senso aver introdotto questa tecnologia? E siamo sicuri che non porterà solo ulteriori polemiche in campo e fuori?

Immaginate cosa sarebbe successo con un episodio del genere in un big match del campionato italiano…