Luka Modric e la nostalgia di Cristiano Ronaldo Luka Modric e la nostalgia di Cristiano Ronaldo
Questa sera il Real Madrid è atteso alla sfida da dentro o fuori contro l’Ajax, nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League.... Luka Modric e la nostalgia di Cristiano Ronaldo

Questa sera il Real Madrid è atteso alla sfida da dentro o fuori contro l’Ajax, nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League.

Un’eliminazione, per i Blancos, sarebbe la pietra tombale su una stagione fin qui disastrosa, ma in realtà il 2-1 dell’andata permette alla squadra di Solari di stare abbastanza tranquilla, visto che l’unico modo per andare fuori sarebbe perdere con due gol di scarto oppure subendone almeno tre.

La vigilia della gara, però, è stata parecchio tormentata, anche perché il Real è reduce da una settimana terribile, in cui sono arrivate due sconfitte contro il Barcellona, in casa, e anche la squalifica di Sergio Ramos per due partite per l’ammonizione volontaria rimediata nella partita d’andata, con il capitano che salterà quindi anche l’andata dei quarti.

E prima della partita, Luka Modric ha parlato di un argomento che a Madrid finora era sempre stato tabù: la mancanza di Cristiano Ronaldo.

Cristiano mancherebbe a qualsiasi squadra, e trovare un ricambio all’altezza è quasi impossibile. La società pensava che altri giocatori potessero ricoprire il suo ruolo. Non un solo uomo, sarebbe stato troppo: lui faceva 50 gol a stagione e sarebbe stato impossibile trovare qualcuno in grado di fare una cosa del genere. Così hanno puntato sugli attaccanti nel loro insieme“.

Continua il centrocampista croato:

Alcuni, con l’addio di Ronaldo, dovevano fare un passo in avanti e prendersi delle responsabilità. Non voglio fare nomi, ma c’è mancata gente che avrebbe dovuto fare 20, 15 o 10 reti. La società ha riposto fiducia in altri giocatori come Bale, Asensio, Benzema, ha preso Mariano e c’è Vinicius che sta facendo benissimo per l’età che ha. La società ha fatto bene, ha dato fiducia a chi era qui“.

Poi, il Pallone d’oro chiude con una speranza per il futuro: “Le cose non sono andate come si pensava, ma bisogna continuare a lavorare e restare uniti, perché il Madrid torna sempre. Ricordo che nel 2015 non vincemmo nulla e ci davano per morti. Negli anni successivi sapete tutti come è andata: il Real non muore mai“.

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