Luis Muriel, un alieno a Firenze Luis Muriel, un alieno a Firenze
Per tornare ci vuole molto coraggio, ad andarsene via sono bravi tutti. Luis Muriel, attaccante colombiano, lo si potrebbe definire un coraggioso. Un ragazzo,un... Luis Muriel, un alieno a Firenze

Per tornare ci vuole molto coraggio, ad andarsene via sono bravi tutti.

Luis Muriel, attaccante colombiano, lo si potrebbe definire un coraggioso. Un ragazzo,un uomo, un calciatore che arrivato ad un bivio della sua carriera ha scelto appunto di tornare, rientrando in Italia, lì dove aveva vissuto i momenti più importanti della sua avventura calcistica. Al diavolo il Siviglia, al diavolo la Liga, al diavolo i tatticismi e le panchine di troppo. Si torna per essere felici, si torna sempre e soltanto dove si è stati bene, dove la gente ti ha voluto bene e l’Italia per Muriel è un po’ casa sua. Da quando giovanissimo arrivò ad Udine dalla squadra colombiana del Deportivo Cali.

Già, la Colombia! I colori, il sapore, la passione, i cieli, l’eterna primavera di una terra straordinaria. Il salto non deve essere stato facile, soprattutto se hai diciassette anni e non parli una parola di italiano. Eh poi diciamola tutta, Udine non è esattamente Cali, il clima è diverso e l’ambientamento richiede tempo.

Luis Ferando Muriel Fruto è nato a Santo Tomas nel 1991. Dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili con la casacca dell’Atletico Junior ed aver esordito nella Primera A colombiana con quella del Deportivo di Cali, nel 2010 viene acquistato dall’Udinese. La società della famiglia Pozzo per permettergli di ambientarsi in un calcio assai differente come quello europeo, lo manda in prestito un anno al Granada, dove Luis gioca sette partite nella Segunda Division spagnola.

Dopo l’anno di apprendistato in terra iberica, il giovane colombiano è pronto per cimentarsi in un campionato difficile come quello italiano. E’ la stagione 2011-2012 e l’Udinese lo gira ancora in prestito, questa volta al Lecce. Sulla panchina dei salentini siede un giovanissimo Eusebio Di Francesco che viene esonerato ad inizio dicembre con la squadra ultima in classifica. Al suo posto arriva Serse Cosmi, i risultati cambiano, il Lecce a fine anno retrocede in serie cadetta, lottando quasi fino all’ultima giornata contro il Genoa. Cosmi, durante la sua gestione intravede le qualità di Muriel, al quale regala le chiavi dell’attacco dei giallorossi, il colombiano lo ricambierà con sette gol, molti dei quali di pregevolissima fattura.

Serse Cosmi in alcune interviste si lascia scappare un paragone: afferma spesso che Luis Muriel per movenze, forza fisica e qualità tecniche gli ricorda un altro sudamericano che qualcosa in Italia aveva lasciato vedere, un brasiliano che una decina d’anni prima aveva lasciato sprazzi di stordente bellezza sui campi della Penisola, con indosso la maglia dell’Inter. Il paragone di Cosmi è con Ronaldo Luis Nazario da Lima.

Forse troppo, si, sicuramente troppo. Ma il colombiano in accelerazione effettivamente ricorda molto il Fenomeno brasiliano.

L’Udinese decide di riportare a casa l’attaccante di Santo Tomas. Muriel con la maglia dell’Udinese gioca due stagioni e mezzo, andando in gol diciannove volte tra tutte le competizioni. Nel Gennaio del 2015 arriva la chiamata della Sampdoria. Luis si trasferisce a Genova e diventa sin da subito un idolo della gradinata blucerchiata. Due stagione e mezzo anche con la maglia del Doria, giocate da campione assoluto intervallate però anche da grandi pause, ventiquattro gol messi a segno e una valigia pronta con destinazione Siviglia.

La chiamata dalla Liga arriva ad inizio della stagione 2017-2018, difficile resistere alla tentazione di andare a misurarsi nel campionato dove giocano i due calciatori più forti dell’era moderna, avere la possibilità di sfidare Messi e Cristiano Ronaldo non è cosa che capita tutti i giorni, infatti Luis Muriel accetta l’offerta della società andalusa e lascia l’Italia.

Le cose però in Spagna non vanno come sperato. Il colombiano finisce presto ai margini del progetto tecnico, le prestazioni sono deludenti. Il Siviglia soprattutto in questa stagione dimostra di poter fare tranquillamente a meno del colombiano. Muriel si sente di troppo, ha voglia di rimettersi in gioco da protagonista, nonostante i tredici gol messi a segno con la maglia degli spagnoli, sente scarsa fiducia nei suoi confronti e decide di andarsene.

Pantaleo Corvino, direttore sportivo della Fiorentina, da sempre attentissimo alle dinamiche di mercato, non si lascia sfuggire l’occasione, battendo tutti sul tempo ed ingaggiando Muriel negli ultimi giorni di dicembre dell’anno appena trascorso. Il resto è storia recente, l’esordio con la maglia Viola nell’ultimo turno di campionato ha lasciato tutti a bocca aperta. Due gol straordinari, uno più bello dell’altro. Nei quali ci sono tutte le caratteristiche migliori dell’attaccante colombiano.

Forza, velocità, resistenza e tecnica. Il secondo gol soprattutto è una vera e propria opera d’arte. La Fiesole ha già un nuovo idolo, Stefano Pioli, allenatore della Fiorentina nelle interviste post partita ha dichiarato: “dopo vent’anni ho rivisto su un campo di calcio qualcosa che assomigli al Fenomeno”. Come a chiusura di un cerchio, il ritorno in Italia e di nuovo i paragoni – questo molto ingombrante- che si ripresentano.

Ora spetta a Muriel, che ha ancora ventisette anni, decidere cosa vuole essere da grande. La strada intrapresa sembra essere quella giusta, ma per tirare delle conclusioni è ancora oggettivamente presto. La partita contro la Sampdoria deve essere un trampolino di lancio, non un punto d’arrivo. In un calcio come quello italiano, esasperato dai tatticismi, giocatori con la sua velocità, se in condizione possono essere
potenzialmente devastanti.

Luis Muriel domenica ci ha regalato due attimi di estrema bellezza e noi per questo gliene siamo grati. La speranza è quello di vederlo “volare” sui campi di calcio tutte le settimane, metter da parte i paragoni e goderci questo ragazzo colombiano che quando vuole sa far emozionare come pochi altri in circolazione.

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo

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