Facile non deve essere stato. Come tante cose in questa vita. Era la sua notte, quella che tutti aspettavamo da luglio. Noi, la aspettavamo....

Facile non deve essere stato.

Come tante cose in questa vita.

Era la sua notte, quella che tutti aspettavamo da luglio. Noi, la aspettavamo. Lui, probabilmente, nel dubbio ne avrebbe fatto volentieri a meno, di viverla, questa notte. Perché lo sapeva dall’inizio che sarebbe stata triste. Malinconica più che altro.

Perché quando incontri il tuo passato, il tempo si ferma sempre per un istante. Come in un replay, l’orologio rallenta, il cuore invece sembra accelerare, e la testa corre a cercare i ricordi. Quando incontri il tuo vecchio amore, poi, figuriamoci. Un inferno.

Ne avrebbe fatto a meno, Gonzalo Higuain. Avrebbe volentieri evitato di farsi fischiare, insultare, farsi puntare dita e occhi addosso. Ne avrebbe fatto a meno, ma lo sapeva anche lui, che sarebbe stato inevitabile. Il prezzo da pagare per una scelta che forse non tutti avrebbero fatto. L’unica chance di redenzione era questa: passare le forche caudine del San Paolo e guadagnarsi il suo futuro.

Era la sua notte, era la notte del Pipita. Quella in cui sapeva di dover tornare dove aveva lasciato un pezzo di cuore, e dove avrebbe trovato gente che si è sentita tradita, umiliata, offesa. Gente che, forse, in cuor suo ha maturato tutto il diritto di odiarlo. Odio romantico, si intende. L’odio che puoi riservare solo a una persona che hai amato con tutto il tuo cuore.

Un controsenso, è vero. Ma chiunque sia stato mai tradito, in vita sua, lo sa. Quella sensazione non è per tutti, e forse, è così che certe volte deve andare.

La notte di Gonzalo Higuain è stata la più triste possibile. Abbandonato, da solo, a fare a sportellate con Albiol e Koulibaly. E con la folla del San Paolo, che, tocco dopo tocco, scaricava la sua rabbia, il suo rancore, quel che rimaneva di un amore ormai bruciato. Consumato, incenerito, sepolto.

Dio solo sa quanto avrebbe voluto un pallone da buttare in rete, Gonzalo. Per scaraventare tutto alle spalle, e forse chiuderlo definitivamente, quel capitolo. Invece è rimasto lì, impotente, costretto dalla partita difensiva della sua squadra a rimanere solo, inerme, a riflettere e a guardare negli occhi la gente che aveva fatto innamorare.

Una notte più triste e malinconica di questa, per Gonzalo, era difficile da immaginare. Mercoledì, purtroppo o per fortuna -dal suo punto di vista, ovviamente- tutto si ripeterà. La storia potrà anche andare diversamente, rispetto a stasera, ma le cicatrici nei cuori, forse, non guariranno facilmente.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro