Lorenzo Pellegrini ha una missione da compiere Lorenzo Pellegrini ha una missione da compiere
A Roma – sponda giallorossa – quest’anno c’è in programma una piccola grande rivoluzione. Non solo in campo, dove con l’arrivo di Paulo Fonseca... Lorenzo Pellegrini ha una missione da compiere

A Roma – sponda giallorossa – quest’anno c’è in programma una piccola grande rivoluzione.

Non solo in campo, dove con l’arrivo di Paulo Fonseca la Roma ha deciso di intraprendere una strada intrigante ma al momento ancora ricca di incognite e a volte tortuosa, come dimostrato dalle prime tre giornate di campionato pericolosamente vissute in un’altalena di emozioni, gol segnati e occasioni concesse agli avversari.

In casa giallorossa, infatti, con i saluti estivi a Daniele De Rossi e Francesco Totti, è partito anche un percorso di rinnovamento, che i più “cattivi” hanno chiamato di de-romanizzazione, con gli elementi più legati al vecchio ambiente che sono stati messi da parte, in favore di una gestione meno romanocentrica della società.

Ma, siccome il calcio è una questione di cuore, e siccome a Roma questo legame tra pallone e muscolo cardiaco è per qualche particolare motivo ancora più stretto, sembra che stia per succedere qualcosa.

Il grande protagonista della vittoria giallorossa di ieri contro il Sassuolo, un 4-2 che nel primo tempo aveva assunto le dimensioni del trionfo, è stato Lorenzo Pellegrini. Per ironia del destino, romano – nato a Cinecittà – e romanista, proprio come le due bandiere ammainate in estate. Quasi come se l’anima del romanismo avesse deciso di lanciare un segnale, di far capire che certe cose non le puoi sradicare da una squadra di calcio, anzi, dalla Roma.

Ieri pomeriggio, contro il Sassuolo, Lorenzo Pellegrini è stato semplicemente devastante. Complice l’assenza di Under che ha un po’ complicato i piani di Fonseca, è stato impegnato come trequartista alle spalle di Dzeko, ma ha interpretato il ruolo in maniera decisamente dinamica, aggiungendo alla fase creativa (3 assist per i compagni) anche un po’ di aiuto ai compagni della mediana. Insomma, roba da far luccicare gli occhi al suo allenatore, che al suo trequartista affida un compito importantissimo, un compito che adesso Pellegrini potrà interpretare con entusiasmo, sapendo che comunque, in caso di necessità, potrà sempre tornare qualche metro più dietro (anche perché, quando tornerà Under, bisognerà trovare un posto anche a Zaniolo…).

Ma la vera missione di Lorenzo Pellegrini è un’altra: quella di prendersi la responsabilità di diventare il leader di questa squadra. La fascia di capitano è ben salda al braccio di Alessandro Florenzi che, però, paga un rapporto non sempre intensissimo con il tifo romanista. Un rapporto che invece, a giudicare dalla standing ovation ricevuta ieri, potrebbe essere diverso per Lorenzo Pellegrini, che ha anche ricevuto più di qualche volta l’investitura di Francesco Totti, che non sarebbe particolarmente dispiaciuto di vedere la maglia numero 10 sulle sue spalle.

Quella sarebbe davvero una missione complicata: ma, nel frattempo, Lorenzo Pellegrini sta tenendo viva e più intensa che mai l’anima del romanismo all’interno della Roma.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro