L’Old Firm di Glasgow: Celtic vs Rangers L’Old Firm di Glasgow: Celtic vs Rangers
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il calcio, per molti è una fede, una religione. Ma per il 99% dei... L’Old Firm di Glasgow: Celtic vs Rangers

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il calcio, per molti è una fede, una religione. Ma per il 99% dei casi, stiamo ancora navigando nel mare delle metafore. Poi c’è l’Old Firm, che scorre nel sangue di Glasgow ed è per davvero una questione di religione. La rivalità tra Celtic e Rangers è una delle più affascinanti del mondo del calcio, per la sua visceralità e per i suoi legami con questioni politiche, sociali e culturali. E religiose, appunto.
Se in molti casi la rivalità si ferma al rettangolo di gioco, quella tra Celtic e Rangers è radicata fino alle ossa dei sostenitori delle due squadre. Vivere a Glasgow significa solo una cosa, significa solamente dare la risposta ad una semplicissima domanda: “stai con noi o con loro?

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Potremmo spiegarvi in tanti modi la rivalità fra Celtic e Rangers; in un certo senso affonda le sue radici già nello scisma di Enrico VIII con la Chiesa Romana (motivo del contendere: il divorzio del sovrano da Caterina d’Aragona. Già, sempre loro, maledette donne) che diede origine alla Chiesa protestante anglosassone.

Era l’anno 1532, il calcio forse era ancora lontano dall’essere inventato eppure tutto nasce da qui. Perchè i Rangers sono appunto di chiara matrice protestante, fondati nel 1872  dai fratelli Mc Neil, e da Mc Beath e Campbell. Si, avete capito bene, 1872. Noi avevamo da poco digerito l’impresa di Garibaldi e in Scozia già fondavano squadre di calcio che avrebbero fatto la storia.

Il Celtic invece, come noto, nasce nella comunità di irlandesi, dunque cattolici, trasferitisi in Scozia. La squadra di calcio nasce nel 1888 per mano di un frate, con i colori sociali biancoverdi e il quadrifoglio nel simbolo che richiamano appunto, in maniera indissolubile, il legame con l’Irlanda. Anche il nome Celtic, infatti, è un chiaro cenno alle origini celtiche dei popoli irlandesi e scozzesi.

La rivalità tra Celtic e Rangers trascende il calcio, vive in ogni respiro di Glasgow. Se tifi Celtic, sei automaticamente anche indipendentista, se tifi Rangers, sei unionista. Non si scappa. Non c’è alternativa, non si può vivere nel mezzo, bisogna scegliere. Anche se c’è poco da scegliere, visto che del Celtic o dei Rangers si nasce. Si nasce più poveri, se si hanno origine proletarie: e allora si tifa per i biancoverdi. Si nasce più ricchi, nei salotti della Glasgow perbene e borghese. E allora si avranno nel cuore i colori dei blues.

Il Celtic ha sempre vissuto, perlomeno fino a qualche anno fa, quando anche le differenze sociali nella città di Glasgow erano più accentuate, negli ambienti dei ghetti e più oscuri. I Rangers, godendo della protezione della Chiesa protestante, comunque maggioritaria in città e nel paese, hanno sempre potuto contare su basi economiche più floride. Ma una volta in campo, ieri come oggi, tutto questo non contava, non è mai contato. In campo è sempre stata una e una sola cosa: noi contro voi. Ed è sempre e solo contato vincere, affermare la propria superiorità a costo di tutto.

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Anche di violenti scontri che hanno insanguinato Glasgow nel giorno dell’Old Firm. Anche a costo di agguati tra le due tifoserie, anche a costo di qualche morto, che negli anni ’70 e ’80 erano in verità piuttosto frequenti. Tanto da costringere più volte le autorità ad intervenire, a limitare le occasioni di scontro, a far giocare la partita sempre ad ora di pranzo. Fino a vietare i cori troppo violenti o inneggianti all’indipendentismo, al settarismo, quelli a sfondo religioso, peggio ancora quelli razzisti. Ma è sempre stato come provare a spazzare l’oceano con una scopa. Come fai a fermare qualcosa per cui la gente vive?

Il nome: Old Firm. Vecchio affare. Dato dai tifosi delle altre squadre, come il titolo in Scozia fosse un affare solo tra Celtic e Rangers. E in effetti è sempre stato così, il titolo in Scozia è una lotta a due, l’ultima squadra ad aver interrotto l’egemonia delle due rivali è stato l’Aberdeen nella stagione 1984-85. Aberdeen che era allenato da un promettente manager che avrebbe poi fatto carriera sul suolo inglese: Alex Ferguson. Complessivamente, Celtic e Rangers hanno vinto 211 trofei. Non è solo una rivalità storica, la posta in palio è sempre stata alta.

La rivalità non è stata subito forte. Il primo Old Firm finito male si registra infatti nel 1933. Partita dura, per quel poco che sappiamo, con interventi al limite del codice penale. I 42.000 presenti al Celtic Park daranno poi vita a violenti scontri all’esterno dell’impianto, e da quel giorno nulla sarà uguale. Il mondo stava cambiando, ma una squadra cattolica in un paese protestante non è mai vista di buon occhio, non viene necessariamente accolta con ospitalità.

E forse è anche per questo che i supporter del Celtic vanno spesso oltre le righe, con richiami all’indipendentismo e cori inneggianti all’IRA. Quelli dei Rangers non possono stare a guardare, e innalzano a loro volta il tono dello scontro insultando le radici cattoliche del club, spesso dissacrando il tutto o ricordando le vicende di pedofilia della Chiesa cattolica. Manco a dirlo, lo scontro arriva fino a Belfast, in Irlanda del Nord, dove Celtic-Rangers è una partita molto sentita: testimoni anche i muri che recano murales per l’una o l’altra fazione, spesso con parole non proprio al miele.

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A Glasgow la vita scorre normale, durante l’anno tifosi del Celtic e dei Rangers devono comunque convivere, essendo la loro rivalità radicata in tutti i settori della vita sociale. Ma, il giorno dell’Old Firm, tutto è lecito. I tifosi spesso vanno anche a cercare rogne nei pub degli avversari, vanno a cercarsi i guai a domicilio. Ma quando vivi per il calcio, quando il pallone è, in questo caso per davvero, la tua religione, probabilmente nulla ti importa.

Nel calcio moderno siamo abituati ai trasferimenti eclatanti anche tra squadre della stessa città: basti pensare ai tanti calciatori che dall’Inter hanno tranquillamente traslocato al Milan e viceversa. Ecco, a Glasgow una cosa del genere non è minimamente pensabile. Basti pensare che, dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi, nonostante un calcio diventato sempre più di stampo multinazionale, solo 4 giocatori hanno militato in entrambe le squadre.

Un episodio per tutti: nel 1989 l’attaccante Mo Johnston si trasferisce ai Rangers. Aveva trascorso due stagioni in Francia, al Nantes, ma aveva anche giocato con il Celtic. Diventa il primo calciatore ex Celtic, e anche cattolico, a vestire la maglia dei Blues di Glasgow dagli anni Venti. Diciamo che all’epoca non andò tutto liscio, e la guerra civile sembrò un’ipotesi quantomeno plausibile. Anche alcuni calciatori italiani, e cattolici, hanno poi vestito la maglia dei Rangers: Lorenzo Amoruso e Rino Gattuso.

Molti gli episodi controversi durante il derby di Scozia. Nel 2006 Artur Boruc, portiere polacco del Celtic, bacia il palo e si fa il segno della croce. Sotto la curva dei tifosi dei Rangers, che non la prendono in maniera molto sportiva. Per far iniziare la gara bisognerà mettere in sicurezza Boruc, la cui vita era finita immediatamente a rischio.

Purtroppo però, i mali del calcio moderno hanno colpito anche l’Old Firm: nel 2012 i Rangers, per mancati pagamenti al fisco, falliscono e sono costretti a ripartire dalla quarta serie scozzese. Non hanno problemi a risalire le varie serie del calcio professionistico scozzese, hanno il sostegno di 50.000 indemoniati ogni volta che giocano ad Ibrox anche contro avversari improbabili, e fra qualche giorno prenderà il via la loro stagione nella Scottish Championship, il secondo campionato nazionale.

Se tutto va bene, a meno di incroci in coppa che sarebbero quantomai benedetti, l’anno prossimo potremo di nuovo goderci l’Old Firm. Che, dopo qualche anno di assenza, siamo sicuri sarà un evento memorabile. Perchè l’attesa rende tutto più bello. Figuriamoci nel calcio, figuriamoci a Glasgow.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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  • Old firm love

    ottobre 18, 2014 #1 Author

    Bellissimo articolo, sono appassionato di derby nel mondo. Questo è uno degli articoli che io abbia mai letto. Complimenti!

    Rispondi

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