Lo strano caso di Zaza Pachulia Lo strano caso di Zaza Pachulia
Ieri la Nba ha reso noti i primi risultati sull’andamento del voto popolare per l’All Star Game in programma a febbraio a New Orleans.... Lo strano caso di Zaza Pachulia

Ieri la Nba ha reso noti i primi risultati sull’andamento del voto popolare per l’All Star Game in programma a febbraio a New Orleans. E un numero, uno soltanto, è balzato immediatamente agli occhi. No, ma non dovete andare a cercare nei leader tra lunghi e piccoli, a Est oppure ad Ovest.

LeBron James, 595.288 voti. Ok. Kevin Durant, 541.209 voti. Ok. Kyrie Irving, 543.030 voti. Ok. Stephen Curry, 523.597 voti. Ok. Fin qui, in effetti, tutto regolare. I top della Lega sono dove devono essere, al loro posto. Ma, scorrendo i nostri occhi sulla lista, sui lunghi ad Ovest, nello specifico, c’è un nome che balza immediatamente davanti a tutti gli altri.

439.675 voti. Un mare di voti. Un oceano di voti. Per Zaza Pachulia.

 

Se gli alieni atterrassero oggi pomeriggio sul pianeta Terra, forse si chiederebbero se questo ragazzone georgiano non abbia qualcosa di speciale. Se non sia diventato una macchina da punti, un rimbalzista stratosferico, un lungo imprescindibile per la sua squadra. No, nulla di tutto questo. Le statistiche raccontano il solito normalissimo Zaza Pachulia.

17,7 minuti di media, 5,2 punti e 5,8 rimbalzi di media nella sua onestissima stagione a Golden State, a fare da gregario -felice e contento- alle stelle dei Warriors. Stelle dei Warriors che, Durant e Curry a parte, hanno preso meno voti di lui. Pachulia, infatti, ha preso finora 150.000 voti più di Klay Thompson, 200.000 voti più di Draymond Green.

La chiave, come sempre, è da cercare nei 4 milioni e mezzi di tifosi georgiani intenzionati a mandare il loro beniamino alla partita delle Stelle. E in quelli che -come noi, per fare un nome- sotto sotto a una schiacciata in campo aperto di Zach LaVine preferiscono un gomito di Zaza Pachulia piantato nella carotide dell’avversario.




Che Zaza finisca all’ASG è però ancora molto improbabile: la NBA, dopo quanto successo lo scorso anno, ha diminuito ulteriormente il peso del voto popolare (quelli di giornalisti e giocatori avranno un peso specifico maggiore) e molto probabilmente il lungo georgiano dovrà ancora una volta guardare la partita dal divano di casa sua. Anche se, forse, lo sfizio di vederlo in campo in una partita del genere sarebbe tutt’altro che irrilevante.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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