Lo show di Diego e la grande illusione Lo show di Diego e la grande illusione
Non di rado capita, nel mondo del calcio (ma non solo), di lasciarsi sfuggire giudizi sommari e non troppo ragionati, frutto di conclusioni tirate... Lo show di Diego e la grande illusione

Non di rado capita, nel mondo del calcio (ma non solo), di lasciarsi sfuggire giudizi sommari e non troppo ragionati, frutto di conclusioni tirate troppo in fretta e dell’entusiasmo (o dello scoramento) che caratterizzano un particolare periodo. La storia del pallone è piena di giocatori che hanno esordito da fenomeni salvo poi perdersi clamorosamente per strada, così come molti calciatori che inizialmente non sembravano all’altezza della loro posizione si sono poi rivelati alla distanza in tutto il loro talento.

In quel pomeriggio del 30 agosto 2009, però, praticamente ogni appassionato di calcio, ogni tifoso, ogni addetto ai lavori, non può che aver pensato “questo è un fenomeno”, come Massimo Marianella in telecronaca dopo la seconda rete. Parliamo di Diego Ribas Da Cunha, che poco meno di 10 anni fa illudeva i tifosi juventini con una magnifica doppietta all’Olimpico di Roma, lanciando la Juve di Ciro Ferrara tra le favorite per lo Scudetto.

Facciamo un passo indietro: reduce dal secondo posto nella stagione 2008/09 con Ranieri, sostituito a due gare dal termine del campionato da Ciro Ferrara, poi confermato per l’annata successiva da Jean-Claude Blanc, la Juventus sembra potersi finalmente candidare seriamente a principale antagonista dell’Inter nella corsa allo Scudetto. In bianconero arrivano, tra gli altri, Caceres dal Barcellona, il campione del mondo Fabio Grosso dal Lione, il “pentito” Fabio Cannavaro ma soprattutto i due brasiliani che, sulla carta, dovrebbero far fare il definitivo salto di qualità alla Signora: Felipe Melo, prelevato dalla Fiorentina per 20 milioni di euro più Marchionni, e soprattutto Diego, arrivato dal Werder Brema con le stimmate del fenomeno col compito raccogliere la scomoda eredità di Pavel Nedved, appena ritiratosi.

La Juve vince la prima stagionale col Chievo con gol di Iaquinta su assist proprio di Diego, mentre nella seconda uscita è già sfida Scudetto, dato che la squadra di Ciro Ferrara scende in campo all’Olimpico contro la Roma. La Juventus scende in campo con Buffon tra i pali, Chiellini e Cannavaro al centro con Grygera e De Ceglie sugli esterni, in mezzo il rombo formato dal vertice basso Felipe Melo, le mezzali Tiago e Marchisio e il trequartista Diego a supporto dei due attaccanti, Iaquinta e Amauri. Luciano Spalletti risponde con Julio Sergio in porta, con Cassetti, Mexes, Burdisso e Riise a protezione, Taddei, De Rossi, Pizarro e Perrotta in mediana e Menez con Totti di punta.

Che sia la serata di Diego Ribas da Cunha è chiaro sin dall’inizio, e quando al 25’ il brasiliano recupera palla su un errore di Cassetti, resiste alla carica di Riise e con un esterno pregevolissimo beffa Julio Sergio, c’è solamente da stropicciarsi gli occhi. La Roma non molla, ci crede e raggiunge il pari con un bolide di De Rossi, abile a beffare l’intera retroguardia bianconera sugli sviluppi di un piazzato, ma è solo un fuoco di paglia; Diego non vuole saperne di spegnersi, e prima serve Amauri in ottima posizione, col connazionale che coglie il palo, poi si mette ancora una volta in proprio, disorientando Mexes a suon di doppi passi e firmando il raddoppio con un rasoterra affilato. A fine partita arriva anche la rete dell’altro pezzo pregiato del mercato bianconero, Felipe Melo, lanciato in campo aperto sfruttando il baricentro troppo alto dei padroni di casa.

La Juve di Ferrara domina sul campo della Roma e manda un segnale all’Inter, che ai tempi sembrava davvero presagire un duello alla pari tra i nerazzurri e i bianconeri. A posteriori, non possiamo che definire la Juventus di Diego e Melo come una grandissima illusione: l’ex Werder lascerà Torino dopo un solo anno, Felipe invece tenterà il rilancio con Delneri, ma con pochissimo successo.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11

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