Liverpool-Siviglia: una coppa per la storia Liverpool-Siviglia: una coppa per la storia
Ogni finale, per sua natura, è destinata a scrivere un pezzettino di storia del calcio. Se non altro perchè lascia inciso sull’albo d’oro un nome, qualcosa... Liverpool-Siviglia: una coppa per la storia

Ogni finale, per sua natura, è destinata a scrivere un pezzettino di storia del calcio. Se non altro perchè lascia inciso sull’albo d’oro un nome, qualcosa destinato a rimanere lì per sempre, nonostante tutto. Si, ogni finale è a suo modo storica.

Ma Liverpool e Siviglia, stasera, al St. Jakob Park di Basilea, si giocano qualcosa di più di una semplice finale di Europa League. Per tutte e due è un’occasione per scrivere la storia. Per motivi diversi, con motivazioni differenti. Ma sarà storia, in ogni caso. Perchè in questa finale di Europa League si intrecciano tanti percorsi, tante vicende personali.

Le squadre, per esempio: il Siviglia potrebbe entrare nella storia delle coppe europee: vincere oggi a Basilea significherebbe mettere le mani per la terza volta in fila sull’Europa League. Tre trionfi che sancirebbero un vero e proprio monopolio degli andalusi sulla seconda competizione continentale dell’UEFA. Il Liverpool, invece, una coppa europea non la alza al cielo dal 2005, l’anno della finale di Istanbul. L’ultima Coppa UEFA risale invece al 2001, quella vinta contro l’Alaves. Due finali pazze, due storie che raccontano come il Liverpool, in Europa, sappia vincere solo facendo ammattire i propri tifosi. Ai Reds le cose semplici non piacciono. Vogliono soffrire.

liverpoolsiviglia

Gli uomini, poi. Liverpool-Siviglia è anche questione di allenatori. Due personalità forti, che trascendono la squadra. Che, forse, vengono prima della squadra. Prima ancora che Liverpool-Siviglia, questa finale è Jurgen Klopp contro Unai Emery. Il tedesco, con le finali, non ha un bel rapporto. Non è passato troppo tempo dall’ultima volta che ne ha persa una -quella ai rigori contro il City, Coppa di Lega inglese- ma è il ricordo della finale di Champions del 2013 a fare ancora male. Vincere oggi non curerebbe quella ferita, ma di certo aiuterebbe a farla rimarginare più in fretta. Lo spagnolo, invece, sembra saperle solo vincere, le finali. Il suo Siviglia, in fondo alla competizione, c’è sempre. E se ci sarà ancora il nome degli spagnoli, sull’albo d’oro dell’Europa League, sarà veramente storia.

L’Europa League non avrà il fascino della Champions League. Ma per una volta, questa sera, forse nessuno ci penserà. Perchè era da parecchio tempo che una finale della seconda competizione continentale non aveva così tanto fascino, non presentava così tante sfide. E, quasi ce ne dimenticavamo, oltre alla coppa c’è in palio anche un posto nella Champions League del prossimo anno, traguardo mancato in campionato da tutte e due le squadre.

Si, non è una finale come le altre. Forse, vale qualcosa in più.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro