Chi c’è stato lo sa: Liverpool è una città in cui si respira calcio in ogni vicolo, pub o parco cittadino, ventiquattro ore su...

Chi c’è stato lo sa: Liverpool è una città in cui si respira calcio in ogni vicolo, pub o parco cittadino, ventiquattro ore su ventiquattro.

Se vi capita di farci un salto, indipendentemente da fede calcistica ed interessi personali, non potete non dedicare una parte del vostro tempo alla visita dei due monumenti storici del calcio inglese: Anfield e Goodison Park, le cattedrali di Liverpool ed Everton.

Non avrete nemmeno bisogno di spostarvi più di tanto in quanto i due impianti si affacciano l’uno sull’altro, separati unicamente da un parco di nome Stanley Park, in cui a qualsiasi ora del giorno ci andiate troverete ragazzi che corrono dietro ad un pallone.

Pensate alla contiguità dei due impianti, ai colori sociali così netti e identificativi (da una parte il rosso dall’altra il blu) che separano virtualmente e calcisticamente in due la città, pensate al fatto che Anfield, inizialmente, è stato la casa dell’Everton e solo in un secondo tempo quella dei Reds.

Tutti questi elementi lascerebbero presagire una rivalità lacerante tra le opposte fazioni, un’ostilità tra rispettive tifoserie che, in effetti, a Liverpool non c’è mai stata veramente.

Non fraintendete però: gli sfottò, le prese in giro, i cori contro l’avversario ci sono sempre stati e sempre ci saranno ma non hanno mai fatto di questa sfida una partita particolarmente pericolosa, che andasse cioè oltre il terreno di gioco e diventasse un problema di ordine pubblico.

Anzi, la partita tra Liverpool ed Everton, oltre ad essere conosciuta con il nome di “Merseyside Derby“, che deriva dal fiume Mersey che bagna la città, viene anche definita “Friendly Derby“: il derby amichevole.
Le ragioni di questo nome sono varie ed affondano le radici, come logico che sia, molti anni addietro, quando i due club sono stati fondati.

Non esistono, come accade per esempio per il derby di Glasgow, spaccature dal punto di vista religioso sebbene, soprattutto in passato, l’Everton fosse visto come fazione cattolica ed il Liverpool presbiteriana.

Numerosi sono stati inoltre gli episodi di solidarietà tra le due tifoserie: ne citiamo due, uno per parte.

Quando si parla di Liverpool, purtroppo, non si può non fare riferimento alla strage di Hillsborough, costata la vita a 96 persone e per la quale, di recente, la polizia è stata considerata responsabile. Nella battaglia condotta principalmente dalle famiglie e dai parenti delle vittime per la ricerca della verità, venuta a galla solo oltre 20 anni più tardi, si sono uniti anche molti tifosi dell’Everton che, in occasione della sfida contro il Newcastle nel 2012, hanno voluto rendere onore alle vittime.

Due bambini, uno con la maglia numero dell’Everton e l’altro con la numero 6 del Liverpool, sono entrati in campo mano nella mano mentre lo speaker leggeva il nome delle vittime, seguito da un applauso collettivo.

L’altro episodio, precedente, risale al 2007 quando un ragazzino undicenne di nome Rhys Jones, tifoso dell’Everton, viene colpito a fuoco mortalmente per le vie della città mentre gioca a pallone.
Come gesto di solidarietà il Liverpool decide di invitare la famiglia della vittima ad Anfield, per assistere ad un match di Champions League, e prima dell’inizio del match risuonano le note di Z-Cars, uno degli inni storici dell’Everton.

Se da una parte, quella dei tifosi, il Derby del Merseyside è vissuto all’insegna del rispetto, se non proprio dell’amicizia, dall’altra i giocatori interpretano la partita come una delle rivalità più accese del Regno Unito.

Difficile spiegare questa dicotomia ma, se andiamo a vedere i dati statistici dal 1992 in poi, la sfida tra Liverpool ed Everton è quella che ha regalato più cartellini rossi in tutta la Premier, e con ampio margine sulle altre.

In 49 derby di campionato disputati sono stati estratti ben 21 cartellini rossi, mentre la seconda sfida più sentita da punto di vista agonistico è un’altro classico, ovvero Liverpool-Manchester United che ha regalato 16 espulsioni.

Tantissimi gli episodi di intemperanza che hanno portato a provvedimenti disciplinari in questa sfida: dal recente tackle di Funes Mori su Origi, al derby del Settembre 1999 che ha visto ben 3 espulsioni: Sander Westerveld e Steven Gerrard per i Reds, Francis Jeffers per i Toffees.

Proprio Stevie G, conosciuto per il suo carattere passionale e per il particolare attaccamento ai colori della propria squadra, è stato espulso anche nel 2006 in un derby che ha visto inoltre l’allontanamento dal terreno di gioco di Andy van der Meyde.

Oggi, all’ora di pranzo, è previsto proprio il Merseyside Derby: le due squadre, che lottano per una posizione in Europa, si daranno battaglia senza esclusione di colpi e, visti i precedenti, non mancheranno gli interventi oltre le righe.

L’arbitro designato è Anthony Taylor, ovvero colui che comanda la classifica in quanto a cartellini estratti: anche per gli amanti delle scommesse potrebbe non essere una cattiva idea buttare un occhio a questa sfida, amichevole sugli spalti ma senza esclusione di colpi sul terreno di gioco, così come dovrebbe sempre essere.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo