La scena sembra proprio quella di un film. Un thriller, un giallo, un poliziesco, una pellicola drammatica o un film d’autore, fate voi. Ma...

La scena sembra proprio quella di un film.

Un thriller, un giallo, un poliziesco, una pellicola drammatica o un film d’autore, fate voi. Ma la scena sembra davvero apparecchiata da uno sceneggiatore desideroso di pompare emozioni nel cuore dei suoi spettatori.

Il momento – naturalmente – è quello adatto per il climax. Il finale, ovviamente, quando tutto è pronto per esplodere e i titoli di coda sono già pronti a scorrere.

Il tempo per il colpo di scena, per riscrivere la storia, e dare un senso al finale, dare un senso a tutto quello che è successo prima.

I protagonisti, manco a dirlo, sono quelli giusti. Quelli che servono per dare sale alla vicenda e far appassionare gli spettatori, che ormai, dopo più di un’ora e mezza incollati alle loro poltrone, attendono solo di sapere come andare a finire.

Ce ne sono altri, ma ne possiamo isolare tre.

Mehdi Benatia, uno degli ex di giornata, che con il suo gol sta decidendo quella partita.

Wojciech Szczęsny, manco a dirlo un altro ex, che ha già messo un paio di sigilli al risultato, che però, nella scena finale, rischia di trovarsi disarmato e con le spalle al muro, vittima sacrificale destinata a soccombere.

E poi c’è lui.

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Patrik Schick, il rinnegato. Lui che in estate era già della Juventus, lui che aveva già fatto visite mediche e foto con la maglia bianconera, salvo essere rispedito al mittente, in una vicenda ancora misteriosa e che ha a che fare con le sue condizioni di salute.

A voler credere al destino, sarebbe stato inevitabile pensare che quel pallone sarebbe capitato proprio sui suoi piedi. Il pallone per far male alla Signora che in estate lo aveva scartato, e dare una gioia a chi invece su di lui aveva puntato, senza indugi, spendendo una cifra mai spesa prima.

Ma forse sarebbe stato tutto troppo semplice, così. Scrivere la storia di un riscatto, di una vendetta, di una punizione amara per chi aveva scaricato Patrik Schick.

In quel cammino verso la porta della Juventus, l’attaccante ceco avrà pensato a tante cose. Troppe, forse.

Il suo tiro si è infranto sul piede allungato di Wojciech Szczęsny, che così è potuto diventare l’eroe bianconero che ha salvato il Natale.

E quel pallone, almeno fino al prossimo gol, almeno fino al prossimo Roma-Juve, diventerà l’incubo più nero di Patrik Schick.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro