Il tempo passa per tutti, anche per quelli che crediamo eterni: e il peso degli anni comincia a farsi sentire anche sulle spalle di...

Il tempo passa per tutti, anche per quelli che crediamo eterni: e il peso degli anni comincia a farsi sentire anche sulle spalle di uno dei migliori di sempre.

Cristiano Ronaldo ha festeggiato da un mese i suoi 33 anni, e la sua evoluzione in campo, in questi anni, riflette in pieno quello che sta succedendo intorno a lui.

Nei primi anni della sua carriera, e in quelli in cui si è affermato come uno dei più forti calciatori sul pianeta, CR7 ha giocato prevalentemente come esterno d’attacco – preferibilmente a sinistra – basando tutto il suo gioco sulla fisicità, sulle accelerazioni e sulla sua esplosività.

L’azione che caratterizzava il portoghese era quella che lo vedeva mettere il turbo sulla sinistra, accentrarsi e sparare verso la porta con il destro.

Con gli anni, qualcosa è cambiato, e il Cristiano Ronaldo attuale, per tanti motivi che spiegheremo, è profondamente diverso da quello di qualche anno fa, fisicamente e soprattutto tatticamente, dove ha vissuto una vera e propria evoluzione.

Come detto, i primi anni della carriera di CR7 sono quelli dell’esplosività, dello strapotere fisico. Al Manchester e al Real gioca prevalentemente largo. L’evoluzione arriva negli ultimi anni, per due motivi principali.

Il primo, l’avanzare dell’età: entrando nei 30 Ronaldo ha la necessità di ottimizzare tutto il suo lavoro. Così, comincia a lavorare maniacalmente su ogni aspetto del suo gioco, da quello fisico a quello mentale. E comincia a gestire al meglio le sue forze.

Il secondo, invece, riguarda le necessità tattiche del Real, che nel frattempo ha cambiato modo di giocare.

Così, si passa dalla BBC – Bale, Benzema, Cristiano – a sistemi di gioco alternativi.

Una delle varianti proposte da Zidane è il 4-3-1-2, con Isco dietro due punte, solitamente Ronaldo e Benzema. Il portoghese, a volte, gioca da centravanti pur avendo come compagno di reparto Benzema, che invece arretra sorprendentemente il suo raggio d’azione. E questa mossa permette di lasciare più spazio alle incursioni di due laterali fenomenali come Marcelo e Carvajal.

Un’altra variante tattica è quella provata da Zizou solo di recente: un 4-4-2 con Asensio e Lucas Vazquez larghi, con Ronaldo che agisce ancora più vicino alla porta. E la riprova ne sono i tanti gol segnati quasi da rapinatore d’area in questo periodo. I tempi dell’esterno offensivo tutta velocità ed esplosività sembrano un lontano ricordo, ma entrambi i ruoli sono stati interpretati da CR7 con la qualità che solo i migliori hanno.

La heatmap di Cristiano Ronaldo contro l’Eibar: un uomo d’area puro.

Molto interessante poi andare ad analizzare il bottino di Cristiano Ronaldo in base alle posizioni in campo.

Da ala sinistra, Ronaldo ha giocato 334 partite, segnato 336 gol e fornito 111 assist. Da esterno destro, invece, 109 partite, 67 gol, 26 assist.

E, con la svolta da punta centrale, i numeri recitano così: 95 partite, 91 gol, 27 assist. Letale, ovunque giochi.