Lettera d’amore a Gabriel Paletta Lettera d’amore a Gabriel Paletta
Mio adorato Gabriel, non posso più tenermi dentro queste parole, non posso più lasciare il cuore esplodermi nel petto senza tirare fuori tutto quello... Lettera d’amore a Gabriel Paletta

Mio adorato Gabriel,

non posso più tenermi dentro queste parole, non posso più lasciare il cuore esplodermi nel petto senza tirare fuori tutto quello che provo per te. Non ho intenzione di morire senza prima averti detto quello che sento. Io mi sono innamorata di te, mio angelo, dal primo momento in cui ti ho visto, risplendere in mezzo alla disastrata difesa del Parma.

Ho visto te, mio immenso Gabriel, stagliarti come l’ultimo insuperabile baluardo di quella difesa che si vedeva, era destinata ad affondare. Ma tu no, amore mio, tu no! Guardavo quei tuoi meravigliosi capelli d’angelo, quella tua chioma un tempo folta, ormai ridotta a un campo di battaglia, e il cuore prendeva a galoppare, come un puledro di razza. Con quanto orgoglio, con quanta fierezza facevi garrire al vento quei quattro peli solitari, mio adorato Gabriel! E’ stato in uno di quei pomeriggi nebbiosi, umidi e solitari al Tardini che mi sono innamorata di te.

Poi ti ho visto cambiare maglia, mio amore unico e solo, ti ho visto mettere addosso il rosso e il nero del Milan, il nero e l’azzurro dell’Atalanta, il rosso e il nero del Milan, di nuovo. Ma i miei sentimenti per te non sono cambiati, anzi, sono anche cresciuti. Mentre tu diventavi grande, io sognavo di incontrarti, di conoscerti, di farti innamorare e di fare 4 bambini con te. Sei diventato la mia ossessione, il mio unico sogno. La mia ragione di vita.

Che bello vederti comandare con tanta autorità la difesa del Milan. Che bello vederti prendere per mano il cucciolo Romagnoli, accompagnarlo dolcemente nell’età adulta, con il carisma del comandante che ne ha viste tante e poi tante. Sì, mio adorato Gabriel, saresti un padre meraviglioso, lo so.

Che bello vederti chiudere tutte le porte agli avversari, che bello vederti impettito a dare indicazioni a tutta la squadra, posizionare i tuoi uomini, come un ammiraglio d’altri tempi, come solo un sovrano sa fare. Sei il mio Re, mio adorato Gabriel, volevo solo che lo sapessi.

Non cambiare mai. E fatti ricrescere i capelli, per piacere.

Firmato: una Palettina innamorata.