Ciao amore mio, lo so, non sono abituato a scriverti, forse non l’ho mai fatto. Non sono uno che ama scrivere nero su bianco...

Ciao amore mio,

lo so, non sono abituato a scriverti, forse non l’ho mai fatto. Non sono uno che ama scrivere nero su bianco quello che gli passa nella testa. Figurati quello che gli passa dentro al cuore. Oggi, però, non so cosa è successo. Sarà che hanno provato in tutti i modi a venderti dei fiori da portarti, o dei cioccolatini con sopra cuori, frasi, dediche. Sappi che non ce l’hanno fatta, comunque. San Valentino non rientra proprio nei miei pensieri più importanti, dovresti averlo capito.

Ieri sera mi hai fatto riflettere. Per l’ennesima volta, quando mi hai chiesto cosa avremmo fatto sabato sera e io ti ho risposto che “no, non se ne parla, c’è Juventus-Napoli” e tu, come sempre, mi hai messo il muso. Scusami, ma non è colpa mia. E’ che sono innamorato. Si, anche di te. Ma anche di quel maledetto pallone, come lo chiami tu.

Certo, amo te, non fraintendermi. Quello che provo quando siamo insieme non saprei descriverlo a parole, è come se i pezzi del mondo fossero tutti al loro posto. Ecco, però, se quello è amore, bè, è esattamente quello che mi succede quando vedo un pallone rotolare, ovunque noi siamo. E’ quella stessa sensazione che provo quando calcio un pallone dritto nel sette, una volta ogni morte di Papa, oppure quando fermo un avversario lanciato in contropiede, oppure quando metto un pallone preciso sulla testa del mio centravanti.

Se quella sensazione di vedere i pezzi del mio mondo tutti al loro posto è amore, bè, come negarlo: sono innamorato anche del calcio. Soprattutto del calcio, hai ragione. E se quella stessa sensazione la provo ad ogni gol, ad ogni vittoria della squadra per cui tifo, se il battito accelera ogni volta che gli avversari si avvicinano alla nostra porta, bè, la conclusione è sempre la stessa. Se non è amore anche quello, bè, allora non so davvero cosa diamine possa essere l’amore.

Non essere gelosa. Tu per me sei importante, lui, il pallone, lo è altrettanto. Lui, come te, c’è sempre. Quando sono triste, lui mi aiuta, mi distrae. Quando sono preoccupato, se c’è lui, dimentico tutto e mi sento sereno, tranquillo, in pace con me stesso. Per questo, non essere gelosa. Non arrabbiarti quando ti costringo a rimanere a casa a vedere Genoa-Sassuolo perchè mi serve un gol di Pavoletti per il Fantacalcio.

Non sono malato. Sono solo innamorato. Di te, ma anche di lui.

Immensamente tuo. Ma anche suo.

Baci.