Leo Messi e l’incubo Bolivia Leo Messi e l’incubo Bolivia
Il girone sudamericano di qualificazione ai Mondiali è sempre una garanzia, poche storie. In un formato decisamente affascinante, le squadre di tutto il continente... Leo Messi e l’incubo Bolivia

Il girone sudamericano di qualificazione ai Mondiali è sempre una garanzia, poche storie.

In un formato decisamente affascinante, le squadre di tutto il continente si danno battaglia in un “tutti contro tutti” che mette in scena rivalità, antichi dissapori, confronti accesi.

Il bello di queste partite è che sono quasi sempre equilibrate, anche quando il pronostico dovrebbe pendere decisamente da una parte, per la disparità di forze in campo.

Prendete, per esempio, quello che succede ormai praticamente da sempre. La Bolivia, sulla carta, è una delle squadre storicamente più deboli del raggruppamento, ma per via delle particolari circostanze ambientali, andare a giocare a La Paz è sempre complicato, per tutti.

I 3.640 metri di altitudine dell’Estadio Hernando Siles sono il miglior alleato della nazionale di casa. L’altitudine rende l’ossigeno merce rara, e solo i polmoni dei boliviani, abituati a lavorare in quelle condizioni, riescono ad adattarsi al meglio.

Così, chi arriva a La Paz deve pagare pegno, e faticare il doppio degli avversari. Domani sera – quando saranno le 22 in Italia – toccherà all’Argentina fare visita alla Bolivia.

Il bilancio dell’Albiceleste in terra boliviana nella storia delle qualificazioni sudamericane basta a rendere conto delle difficoltà: a La Paz l’Argentina ha vinto 3 volte, pareggiato 2 e ha perso 5 volte.

La prima volta di Leo Messi in Bolivia fu un vero e proprio incubo. La Seleccion, guidata in panchina da Maradona, il 1 aprile 2009 venne travolta addirittura per 6-1. Messi è poi tornato solo un’altra volta ai 3.640 metri di La Paz, e anche in quel caso riuscì a strappare solamente un pareggio.

Domani, in una stagione ancora più particolare, in uno stato di forma ancor più precario, l’Estadio Hernando Siles rischia di trasformarsi ancora una volta in una trappola pericolosa. Leo Messi dovrà domare anche l’aria, per provare a raccogliere i primi 3 punti della sua carriera in Bolivia.