Leicester, la notte del destino Leicester, la notte del destino
Certe volte il destino li manda belli forti i suoi segnali: e non ci vuole un genio per capirli. Sono chiari, netti, decisi. Nello... Leicester, la notte del destino

Certe volte il destino li manda belli forti i suoi segnali: e non ci vuole un genio per capirli. Sono chiari, netti, decisi. Nello specifico, stasera, erano difficili da non cogliere. La traversa di Escudero, un pallone che in genere finisce dritto in porta, con Schmeichel che lo guarda pregando più forte che può. E qualche minuto dopo, la staffilata di Albrighton che finisce secca e inesorabile alle spalle di Sergio Rico.

E nemmeno a dire che erano i primi, di segnali. Perché il Leicester era passato in vantaggio con un gol sporco, brutto, in mischia. Un gol di coscia, di stinco o di chissà cosa del suo capitano Wes Morgan. Un gol come i tanti che hanno aiutato le Foxes nella pazza cavalcata della scorsa stagione. Insomma, quel gol è sembrato proprio la scintilla che cercavamo. Il segnale che il destino aveva deciso di mettere di nuovo la maglia blu del Leicester.

E poi, quel calcio di rigore. Il secondo parato da Kasper Schmeichel nel doppio confronto. La firma del portiere che tante volte ci aveva messo le manone, che tante volte aveva sigillato i risultati che l’anno scorso avevano portato le Foxes al titolo. Sì, chi ha visto questa partita lo ha capito immediatamente. Il destino era dalla parte del Leicester, e ha deciso di farsi sentire. Di alzare la voce.




Non sappiamo spiegare, razionalmente, cosa possa essere successo. Dall’esonero di Ranieri, questa squadra si è trasformata, e sembra trascinata da una forza magica che, in qualche modo, ha riportato il fluido che ha guidato il Leicester fino in fondo.

Non lo sappiamo, e non lo sapremo mai. Di sicuro, per una sera, abbiamo rivisto il Leicester che ci aveva fatto innamorare. E lo continueremo a vedere, lì dove non sembrava possibile: ai quarti di finale di Champions League.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro