Ci sono cose che i soldi non possono comprare, con buona pace di quello che ne pensano i pubblicitari della Mastercard. I soldi degli sceicchi,...

Ci sono cose che i soldi non possono comprare, con buona pace di quello che ne pensano i pubblicitari della Mastercard. I soldi degli sceicchi, per esempio, non potranno mai comprare cuore, forza di volontà, voglia di vincere e desiderio di riscatto. Che sono poi, dalla testa alla coda, dal portiere all’allenatore, gli ingredienti principali del miracolo firmato dal Leicester City, che, vincendo a Manchester, oggi si è portato a più sei sulla seconda in classifica. E adesso ha l’obbligo morale di crederci, senza se e senza ma.

Ed è per tutti questi motivi che dovremmo essere grati a Claudio Ranieri e al suo Leicester. Perchè, più di tutto, ci sta facendo tornare la passione che credevamo di aver perso. Sta facendo in modo che possiamo tornare a credere alle favole e ai miracoli. Anche in un calcio in cui i soldi, il business e i bilanci, più che il campo, decidono i campionati.

Una squadra che a inizio anno avrebbe dovuto lottare per la retrocessione, a inizio febbraio è prima con sei punti di vantaggio sulla seconda. Una squadra costruita con gli stessi soldi che, forse, servono a pagare l’ingaggio di una delle stelle del Manchester City.

Un figlio d’arte tra i pali. Uno che è abituato a convivere con i fantasmi del padre, con i paragoni, con un’eredità pesante da sopportare. Kasper Schmeichel paura non ne ha mai avuta.

Due sequoie in mezzo alla difesa, due cristoni che non ci pensano mai due volte prima di entrare duro e buttare giù l’avversario. Due che non sposti nemmeno con le cannonate, figurati con le sportellate. E che all’occorrenza, come Huth oggi, si inventano pure goleador. Lui e Wes Morgan sono i custodi di questo sogno.

Un faticatore di centrocampo come non ne fanno più. Un motorino pronto a correre avanti e indietro pur di recuperare un pallone in più. Uno di quelli che ti chiedi se non ci siano in campo un paio di cloni, perchè un attimo prima era venti metri avanti, ora è qui a recuperare la palla. Un eroe che risponde al nome di N’Golo Kanté.

Un fenomeno che con il pallone tra i piedi fa quello che vuole. Uno che fino a qualche anno fa si temeva potesse non sfondare mai nel calcio che conta, troppo piccolo e gracile, dicevano. Riyad Mahrez, invece, è un fuoriclasse vero. Uno di quelli che con una giocata ti cambia le partite.

E poi, davanti, c’è il simbolo di questa squadra. Il working class hero, il bomber venuto dalla fabbrica e dal fango delle serie minori. Un attaccante disposto a tutto, ma veramente a tutto, per arrivare puntuale all’appuntamento con il gol. Uno con dentro una rabbia e una voglia di spaccare il mondo che non si possono descrivere a parole. Jamie Vardy è la faccia sporca che serve per raccontare questo Leicester.

Ma il mago che ha messo in piedi questo sogno siede in panchina. Claudio Ranieri, da Testaccio, ha sempre ascoltato in silenzio tutti quelli che lo accusavano di essere un perdente, un eterno secondo. Ha ascoltato e se ne è fottuto. Ha aspettato il momento giusto, ha costruito una squadra che sta insegnando a tutta Europa che per il calcio c’è ancora parecchia speranza.

Si, il Leicester di Claudio Ranieri salverà il calcio. Insegnandoci che non è ancora tempo per alzare le mani, arrenderci e consegnarci al nemico. Il Leicester di Claudio Ranieri salverà il calcio. E le favole.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro