Il difficile avvio di stagione del Verona, con una sconfitta casalinga e uno scialbo pareggio in casa del Crotone, potrebbe essere sconvolto da una...

Il difficile avvio di stagione del Verona, con una sconfitta casalinga e uno scialbo pareggio in casa del Crotone, potrebbe essere sconvolto da una novità in arrivo da lontano.

Da molto lontano, per la precisione: dall’ Oriente, terra che ora, a quanto pare, sta cominciando a sfornare anche calciatori.

L’Hellas, infatti, sarebbe vicinissima a portare in Italia Lee Seung-Woo, giovanissimo sudcoreano classe 1998, proveniente niente di meno che dalla cantera del Barcellona.

E, proprio al Barcellona, Lee Seung-Woo, qualche anno fa, era costato carissimo: c’era anche lui tra i calciatori minorenni il cui trasferimento e le relative irregolarità costarono ai catalani il blocco del mercato per diversi mesi.

Nonostante la fase di transizione che i blaugrana sembrano attraversare, per il piccolo talento sudcoreano, che qualche anno fa, quando in un torneo giovanile aveva stupito tutti, si era guadagnato il soprannome di “Messi di Corea, di spazio non ce n’era. Per questo motivo, per lui si sono aperte le porte del prestito, e il Verona è stata la squadra più rapida a fiondarsi sul ragazzo.

Lee Seung-Woo, per tre anni è stato addirittura costretto a stare fermo, per colpa di quella storia dei tesseramenti ireggolari. Ma chi lo ha visto giocare, è convinto che valga la pena aspettarlo. Perché il piccolo ragazzo sudcoreano, un attaccante esterno o una seconda punta molto rapida e scattante, ha tutti i numeri per fare molto bene.

A Barcellona, come detto, non ha trovato spazio. I catalani lo hanno ceduto al Verona, ma si sono riservati il diritto di recompra per i prossimi due anni. E, forse, sotto sotto sperano di esercitarlo, per evitare di pentirsi di aver dato via un talento di quelle proporzioni.

A vederlo giocare, l’impressione che se ne ricava è quella di un piccolo furetto capace di scappare via a tutti, un dribbling fulmineo e secco, un tiro potente che non ti aspetteresti da uno scricciolo del genere.

Ma se il talento è tanto, i dubbi sembrano andare di pari passo. Innanzitutto, essendo arrivato in Europa quando era praticamente un bambino, ed essendo rimasto confinato nelle giovanili del Barcellona per così tanto tempo, non si è mai confrontato con il calcio “vero”, quello dei grandi, in cui spesso fisico e mentalità possono fare la differenza, e, anzi, quasi sempre la fanno per davvero.

Proprio per questo, l’attesa di vederlo a Verona è tanta. Se Pecchia troverà il coraggio di schierarlo – e se il piccolo Lee lo metterà in condizione di farlo, ovviamente – la sfida è gustosa: potrà un ragazzo del genere emergere nel difficile e ostico calcio italiano?

Noi, nel dubbio, non vediamo l’ora di vederlo scendere in campo.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro