Le pagelle del girone d’andata di Serie A Le pagelle del girone d’andata di Serie A
L’ultimo giorno del 2017 è cominciato, e ci si prepara ai tradizionali festeggiamenti di fine anno. Ma, prima di chiudere gli incartamenti e i... Le pagelle del girone d’andata di Serie A

L’ultimo giorno del 2017 è cominciato, e ci si prepara ai tradizionali festeggiamenti di fine anno.

Ma, prima di chiudere gli incartamenti e i faldoni e portare in archivio il 2017, c’è ancora un’ultima pratica da sbrigare: con il turno di ieri, infatti,  si è concluso il girone d’andata della Serie A, che ha incoronato il Napoli campione d’inverno.

Quindi, il momento è perfetto per stilare un primo bilancio e dare i voti alle 20 protagoniste del nostro campionato.

Ecco a voi il pagellone di fine anno della Serie A.




Atalanta 6,5

Il voto è riferito al solo campionato, altrimenti sarebbe ben più alto, visto che il meglio la truppa Gasp l’ha dato in Europa. Comunque, a fine anno, il bilancio parla di 27 punti, con qualche impresa di rilievo (il pari interno con la Juve e la vittoria di San Siro) e il solito calcio spumeggiante. L’exploit dello scorso anno è forse irripetibile, e in fondo a Bergamo sono contenti anche così.

Benevento 4

4, come i punti raccolti in 19 giornate. E senza la vittoria di ieri contro il Chievo, il voto forse meritava di essere più basso. La squadra è senza dubbio inadeguata alla categoria, il bilancio complessivo forse più severo di quanto meritato dai giallorossi, ma di sicuro la salvezza sarebbe uno dei miracoli più grandi della storia dello sport italiano, e forse pure oltre.

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Bologna 6

Campionato sull’altalena per la squadra di Donadoni, capace di buone partite e di prestazioni sconcertanti. La squadra, comunque, è giovane, e l’obiettivo dichiarato era assolutamente quello della salvezza. I 24 punti raccolti fin qui (uno in meno del Milan, per dire) consentono di guardare alla seconda parte della stagione con ottimismo, e per questo motivo la sufficienza sembra essere un voto onesto per i rossoblu.

Cagliari 5,5

A quota 20, con un cambio di allenatore, più 5 sulla zona retrocessione. Il Cagliari è in una sorta di purgatorio, il che impedisce di raggiungere la sufficienza. In ogni caso, c’è chi ha fatto molto peggio, per cui ad oggi l’insufficienza dei rossoblu non è poi così grave: basterà mantenere un ruolino di marcia abbastanza regolare per evitare di rimanere invischiati nella zona calda.

Chievo 5,5

Come al solito, i clivensi si piazzano a metà classifica e rimangono lì senza troppi problemi. Quest’anno, comunque, la squadra di Maran sembra avere qualcosa in meno – e dal momento dell’infortunio di Castro le prestazioni sono calate – rispetto al passato. 21 punti in 19 giornate, e la zona retrocessione a soli 6 punti non consentono ai gialloblu di raggiungere la sufficienza. Ma ci sarà tempo per migliorare.

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Crotone 5

I calabresi, rispetto allo scorso anno, sono messi comunque meglio, ma chiudono ancora una volta l’anno in zona retrocessione. Mezzo voto in meno per il cambio di panchina, con l’allontanamento di Davide Nicola che era forse evitabile – ma magari ci sono cose che non sappiamo – e l’arrivo di Zenga che potrebbe rappresentare un rischio. Al Crotone servirà ancora una volta un’impresa nel girone di ritorno per salvarsi, ma non è detto che quest’anno il miracolo riesca ancora.

Fiorentina 6,5

Le premesse di fine estate sembravano tragiche: e invece Pioli è riuscito a mettere in piedi una squadra più che dignitosa, e i viola sono tranquillamente nella metà sinistra della classifica, con 27 punti. Niente di trascendentale, né troppe ambizioni, ma in ogni caso, un campionato che rispecchia serenamente l’attuale valore della rosa dei viola. Che poi si possa fare molto di più, è un discorso che trascende il campo e chiama in causa la proprietà, che dovrebbe forse decidere cosa fare di questa squadra.




Genoa 5

L’arrivo di Ballardini ha portato sicurezza e stabilità al Genoa, che con Juric rischiava grosso, ma i rossoblu restano ancora in cattive acque, nonostante il cambio di rotta con il nuovo condottiero. 18 punti sono ancora pochi, e il rischio di finire invischiati in lotte pericolose è ancora troppo alto.

Inter 6,5

Avessimo dovuto dare un voto alla squadra di Spalletti un mese fa, probabilmente sarebbe stato un 8 pieno. Quattro partite dopo, con 2 punti in 4 gare (pareggi senza reti con Juve e Lazio, e sconfitte con Udinese e Sassuolo) i nerazzurri escono ridimensionati, e nel giro di poche settimane devono probabilmente salutare i pensieri di scudetto che forse a qualcuno erano già venuti. In ogni caso, l’obiettivo stagionale era la Champions League, al momento, anchese la Lazio dovesse vincere il suo recupero, l’Inter sarebbe a + 1 sul quarto posto. Quindi, sufficienza abbondante.

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Juventus 7,5

Il discorso, con i bianconeri, è sempre lo stesso: ormai, da una squadra che ci ha abituato a dominare in lungo e in largo, ci aspettiamo forse più del dovuto. Il bilancio parla di una squadra che è a un punto da un Napoli che ha fatto una prima parte di stagione stratosferica, e inoltre, negli scontri diretti con le prime 4 della classifica, i bianconeri non hanno mai perso. Insomma, la squadra di Allegri si giocherà insieme al Napoli lo scudetto fino alla fine, per cui il voto – per entrambe – è meritatamente alto.

Lazio 7,5

La squadra di Simone Inzaghi sta disputando un campionato di assoluto spessore, dimostrandosi una squadra tatticamente molto preparata e con alcuni calciatori in grado di fare la differenza. Ad inizio anno in pochi la accreditavano come contendente per un posto in Champions League ma, ad oggi, i numeri dicono questo. In lieve calo nelle ultime giornate, rimane un girone di andata disputato a livelli molto alti.

Milan 4

Inutile girarci troppo intorno: il Milan è la più grande delusione di questo girone di andata della serie A. In rapporto al mercato estivo ed alle aspettative i rossoneri hanno avuto un rendimento assolutamente deficitario, tanto da essere costretti ad avvicendare il tecnico Montella prima ancora di aver girato la boa di metà campionato. Con Gattuso le cose non sembrano essere particolarmente migliorate, per questo il voto non può che essere gravemente insufficiente.

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Napoli 8

Con la vittoria, seppur un po’ stentata, contro il Crotone nell’ultima giornata di andata il Napoli si è laureato campione d’inverno. Per buona parte di questo campionato la squadra di Sarri è stata anche quella che ha fatto vedere il miglior calcio, meritandosi questo primato. Nonostante le assenze di Milik e Ghoulam i partenopei sono riusciti ad esprimersi costantemente ad ottimo livello e, quando il gioco ha cominciato a stentare, sono comunque arrivati risultati positivi. Fino a questo momento il campionato del Napoli è stato quasi perfetto.

Roma 7

Ad inizio anno, se andate a vedere le griglie di partenza di tantissimi addetti ai lavori, i giallorossi non godevano di grandissima considerazione, vuoi per un mercato considerato da molti deficitario, vuoi per l’arrivo di un tecnico come Di Francesco, che ancora non aveva esperienza in una big. Nonostante ciò la partenza della Roma è stata ottima: buon calcio, risultati che arrivavano e giocatori valorizzati. Nelle ultime giornate questa carica positiva sembra essersi leggermente affievolita ma, nonostante questo, la prima parte di campionato della Roma rimane al di sopra delle aspettative.




Sampdoria 7

Subito dietro le big, e con una partita da recuperare, c’è la squadra di Giampaolo, che nella prima parte di questo campionato ha messo in mostra un ottimo calcio, soprattutto in casa, mettendo in cascina anche parecchi punti.
Sistema di gioco collaudato e alcuni interpreti notevoli (Torreira, Zapata e Quagliarella su tutti) hanno fatto sì che la Samp risultasse ostica per quasi tutti gli avversari, giocando un calcio sempre propositivo e mai speculativo. Grande merito a Giampaolo.

Sassuolo 5

La partenza con Bucchi al timone della barca è stata abbastanza disastrosa, tanto che per evitare il naufragio la proprietà è stata costretta a chiamare un vecchio volpone della categoria come Beppe Iachini. L’allenatore che vive in simbiosi con il proprio cappellino è riuscito a raddrizzare la baracca e, al momento, seppur non esaltante, il campionato del Sassuolo sembra piuttosto tranquillo a 6 punti dalla zona retrocessione. I calciatori per fare meglio nella seconda parte di stagione ci sono: staremo a vedere se la cura Iachini funzionerà anche a lungo termine.

SPAL 6

Squadra neopromossa che non sta affatto sfigurando nella massima serie. Dalla Spal non ci si poteva certo aspettare un campionato molto diverso: era chiaro fin da subito che l’obiettivo sarebbe stato quello della salvezza, cosa non facile da raggiungere.
Al momento, seppur a pari punti con il Crotone, la squadra di Semplici sarebbe salva e merita la sufficienza piena in quanto, in alcune gare, è riuscita anche a mettere in mostra un gioco piacevole e propositivo.

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Torino 5,5

Quasi tutti, ad inizio anno, si aspettavano di più dal Torino, attualmente al decimo posto in classifica. A parziale giustificazione di Mihajlović va detto che la punta di diamante della squadra, Andrea Belotti, è stato martoriato da problemi fisici e anche quando è sceso in campo spesso non era al meglio. Nonostante ciò era lecito aspettarsi qualcosa in più dal Toro che, per qualità e profondità della rosa, poteva tranquillamente stare qualche posizione più in alto in classifica.

Udinese 7

Il voto è una media tra la gestione Delneri, insufficiente, e quella di Oddo, super positiva. Come al solito la famiglia Pozzo è riuscita a scovare alcuni gioiellini veramente interessanti che sotto la gestione Oddo stanno sbocciando, basti pensare ad Antonin Barak. Ridendo e scherzando i bianconeri sono all’ottavo posto in classifica, appaiati con Fiorentina ed Atalanta, e nelle ultime settimane stanno giocando anche un ottimo calcio raccogliendo risultati molto positivi.

Verona 5

Nelle ultime giornate, in particolare con il successo sul Milan, il Verona ha messo insieme punti preziosi per uscire dal pantano, ma la classifica resta ancora deficitaria. La scelta di confermare Pecchia per ora ha pagato i dividendi, e tentare la rimonta nella seconda parte di stagione sarà impresa meno ardua di quel che si pensava. Insomma, voto negativo, ma il Verona, ad oggi, è ancora tutt’altro che spacciato.

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