La maglia della Nazionale di calcio, a volte, può diventare qualcosa di magico. Un sogno al quale, sin da bambini, tutti siamo aggrappati. Chi,...

La maglia della Nazionale di calcio, a volte, può diventare qualcosa di magico. Un sogno al quale, sin da bambini, tutti siamo aggrappati. Chi, almeno una volta nella vita, non ha sognato di indossare quell’azzurro e alzare al cielo la Coppa del Mondo?

Nel corso degli anni, la divisa di gioco della Nazionale ha cambiato forma, aspetto, a volte anche colori (tonalità, diciamo), ma il suo fascino è rimasto intatto. Oggi vogliamo proporvi una carrellata su quelle che, a nostro avviso, sono le divise più belle, quelle più affascinanti, quelle maglie vestite dalla Nazionale che hanno fatto la storia e alle quali siamo più intensamente legati.

Ma vogliamo anche conoscere la vostra opinione, per cui, alla fine dell’articolo, troverete un sondaggio per scegliere, tra quelle proposte, la vostra preferita. Andiamo a vedere, in rigoroso ordine cronologico, le nostre dieci maglie preferite della Nazionale.

Anni ’30

Roba da pionieri del football, le divise degli anni ’30 richiamano ad un passato che nessuno di noi ha vissuto con i propri occhi. E bisogna quindi affidarsi alle poche testimonianze dell’epoca, ai reperti giunti fino a noi da quel calcio così distante dai nostri giorni, così diverso.

Giocare nella Nazionale, all’epoca, era cosa profondamente diversa: non esisteva lo star system, non c’erano campioni pagati profumatamente. Era un fatto da uomini veri, punto e basta. La divisa italiana degli anni ’30, quella con cui vincemmo due Mondiali sotto Pozzo? Una semplice maglia di un azzurro molto diverso da quello attuale, con lo scollo a V e in pesantissima lana. E una maglia che, sotto il regime fascista, divenne anche, per un periodo, tristemente nera…

1962

Nel 1962, ai Mondiali cileni (si, quelli finiti con la super scazzottata della Battaglia di Santiago in cui venimmo sconfitti 2-0 e malmenati dai padroni di casa) la Nazionale italiana si presenta con una divisa rinnovata rispetto a quella degli anni ’50.

La novità è rappresentata da una maglia, rigorosamente a maniche lunghe e in materiali pesantissimi, che più che una divisa da gioco sembra una polo: qualcosa di assolutamente impensabile nel calcio moderno ma che all’epoca era in linea con quanto si vedeva in campo. Poche le testimonianze di questa divisa, ma diciamo che, in parole povere, non portò molta fortuna ai nostri.

1970

La divisa del 1970 è una delle più famose della storia della Nazionale italiana di calcio. E’ diventata una vera e propria icona di stile, anche perchè in quegli anni il calcio stava già diventando qualcosa di diverso, si stava radicando nella cultura popolare: seguire le gesta della squadra azzurra cominciava a diventare un fatto di costume, un modo per stare tutti insieme e sentirsi uniti per davvero.

Nei mondiali del 170, quelli della leggendaria Italia-Germania quattro a tre allo stadio Azteca di Città del Messico, ci presentiamo in campo con una divisa che è un inno alla sobrietà, all’eleganza e allo stile italiano: una maglia senza fronzoli che rappresenta a pieno lo spirito del calcio di quel tempo. Indimenticabile e da portare fieramente addosso.

1982

La maglia della magica edizione dei mondiali del 1982 è un simbolo di quegli anni. Prodotta da Le Coq Sportif (l’attuale sponsor tecnico della Fiorentina) è un piccolo capolavoro di design sportivo. Il colletto in stile polo con i bordini tricolore, richiamato anche sul bordo delle maniche. Poi pantaloncini bianchi con numeri azzurri nello stile tipo 3d dell’epoca e uno stemma FIGC aggiunto allo scudetto tricolore sul petto.

Prima dell’arrivo degli anni ’90, ancora una maglia che vestiva larga, senza troppi fronzoli e senza troppa attenzione alla moda e alle tendenze. Insomma, uno degli ultimi anni in cui i calciatori potevano essere solo calciatori e non tante altre cose tutte insieme.

1986-1990

Italia ’90: notti magiche, nel vero senso della parola. Peccato per come sia andata a finire, con una sfortunatissima eliminazione ai rigori in una semifinale contro l’Argentina che ancora fa parlare. Ma, dal punto di vista della maglia, quell’edizione è stata piuttosto fortunata.

La maglia di quell’avventura? Erano altri tempi, e non si cambiava divisa ogni anno. Per cui la maglia è la stessa dei Mondiali del 1986, con il nuovo sponsor tecnico (Diadora) e il nuovo logo della FIGC, quello rotondo, a campeggiare all’altezza del cuore. Il design? Praticamente identico a quello del 1982, con gli stessi bordini, con un azzurro un po’ più tendente al blu e materiali più lucidi.

1998

Ai Mondiali di Francia ’98 ci presentiamo con le maglie prodotte da uno dei giganti della sponsorizzazione sportiva: la maglia Nike proietta l’Italia nell’Olimpo dei grandi, già da qualche anno, e questa è la sua ultima maglia per la nostra nazionale. Una delle più riuscite e forse la più venduta, che mette fine alle polemiche che erano nate proprio per la maglia Nike di qualche anno prima , con la scritta “ITALIA” sul fondo schiena.

La maglia Nike per i Mondiali del 1998 presenta un colletto diverso da quelli utilizzati negli anni precedenti, molto più morbido (all’epoca si usavano colletti più alti e “rigidi”). Lo stemma della FIGC è grande ed evidente, la maglia è forse, almeno per noi, una delle più belle del recente passato.

2002

La spedizione coreana non la ricorderemo con grande simpatia, soprattutto per il modo indegno in cui è finita e la voglia di tirare un cartone in faccia al tremendo Byron Moreno. Ma anche le magliette, in quel maledetto 2002, fecero discutere parecchio. L’Italia vestiva Kappa e in quegli anni andavano di moda le magliette progettate apposta per far risaltare al massimo le trattenute in area di rigore.

Per cui, maglietta iper attillata, ad evidenziare muscoli (per chi li aveva) e panze (per chi le ostentava) senza pietà. E maglie che, una volta tirate, si allungavano a dismisura, proprio per dare un pensiero in più ai direttori di gara. Sereni, Byron Moreno non avrebbe dato un rigore all’Italia nemmeno se l’avessero strappata a morsi quella maglia. Cambiano colore (leggermente più azzurre che blu) e logo, con lo scudetto vecchio triangolare a fare mostra di sé sul petto.

2006

Una delle divise più discusse della Nazionale, che ha fatto parlare parecchio di sé al momento della sua presentazione, soprattuto per le finiture, per i numeri e per il font utilizzato per i nomi dei calciatori. Una divisa che però ha portato parecchio bene, visto il trionfo riportato dai nostri in quella indimenticabile edizione dei mondiali, e che, forse per questo, è una delle divise più diffuse tra i giovani e i meno giovani.

All’epoca fecero discutere, oltre ai particolari già citati, anche le maglie dei portieri, di colori inusuali. Le prestazioni di Gigi Buffon con quella maglia fecero poi presto dimenticare tutte le polemiche. A dimostrazione che spesso il successo delle magliette da calcio è legato al successo delle squadre che le indossano.

2010

Ai mondiali sudafricani del 2010 ci presentiamo da Campioni del Mondo in carica, ma non facciamo assolutamente bella figura. Le maglie cominciano ad avvicinarsi a quelle che conosciamo oggi, anzi, sono puramente moderne. Sempre prodotte da Puma, regalano qualche stacco netto dalla tradizione: un colletto particolare, soprattutto nella forma, con il tricolore diviso tra le due metà.

In mezzo, un ricamo particolare sul fondo della maglia, e delle strisce bianche ai lati mai veramente apprezzate. In ogni caso, la maglia non ha portato poi troppa fortuna.

2016

Non poteva mancare uno sguardo al futuro, che, forse, è invece già presente. Le maglie per la spedizione italiana a Euro 2016 sono state presentate pochi mesi fa, e sono pronte e calde per presentarsi agli Europei di Francia con grandi ambizioni.

La prima maglia sarà di un azzurro tradizionale, con righe bianche, piuttosto attillata. A far discutere è stata anche la seconda maglia: bianca con delle righe tricolori sul petto. Più di qualcuno ha storto il naso, come sempre vorremo vederle in azione per giudicare il successo delle maglie con cui i nostri calciatori scenderanno a difendere l’onore e l’orgoglio italiano…