Lo scorso fine settimana, per il nostro campionato di Serie A, è stato abbastanza movimentato, soprattutto dal punto di vista delle polemiche arbitrali. Il...

Lo scorso fine settimana, per il nostro campionato di Serie A, è stato abbastanza movimentato, soprattutto dal punto di vista delle polemiche arbitrali.

Il sabato sera si è aperto con le due espulsioni del Bentegodi, dove ha fatto rumore specialmente quella di Fabrizio Cacciatore, uscito dal campo facendo il gesto delle manette all’arbitro Maresca e che si è visto sventolare sotto il naso il cartellino rosso.

Nel pomeriggio di domenica, poi, abbiamo assistito all’espulsione di Belec, portiere del Benevento, per un calcione mai visto rifilato al torinista Niang.

E, dopo un altro paio di svarioni di arbitri e VAR tra Napoli e Crotone, abbiamo potuto ammirare il gol segnato di gomito da Cutrone in Milan-Lazio, che solo un replay venuto fuori all’intervallo ha chiarito essere irregolare.

Insomma, non è mancato il divertimento e non sono mancate le occasioni per discutere.

Oggi, appunto, sono arrivate le decisioni del giudice sportivo relativamente a questi tre episodi: dunque, riepiloghiamole.

Due giornate di squalifica a Cacciatore del Chievo, “per aver, al 17° del secondo tempo, contestato platealmente una decisione arbitrale con il gesto delle manette rivolto per due volte verso la tribuna; infrazione rilevata da un Assistente“.

Una decisione, questa, abbastanza scontata, visti i precedenti simili per Mourinho e Tonelli.

È andata bene invece a Patrick Cutrone: secondo il giudice sportivo, ” il gesto non risulta connotato da sicura volontarietà“. Insomma, non ci sono le circostanze per chiarire davvero se il gesto di Cutrone fosse volontario al 100% (anche per quel movimento della testa) e non ci sono quindi i presupposti per la squalifica del milanista.

Stangata, invece, per Belec. Tre giornate di squalifica, “per per avere, al 34° del primo tempo, con il pallone tra le mani colpito volontariamente con un calcio ad una gamba un avversario che cercava di ostacolargli il rinvio rapido del pallone.”