Le chiavi tattiche della vittoria del Liverpool contro il Barcellona Le chiavi tattiche della vittoria del Liverpool contro il Barcellona
Articolo in collaborazione con Wyscout La serata di Anfield è ancora negli occhi di tutti gli appassionati di calcio, che hanno potuto assistere a uno... Le chiavi tattiche della vittoria del Liverpool contro il Barcellona

Articolo in collaborazione con Wyscout

La serata di Anfield è ancora negli occhi di tutti gli appassionati di calcio, che hanno potuto assistere a uno spettacolo straordinario, una di quelle imprese che si verificano poche volte nella storia del calcio.

Una notte unica, che ha regalato grandi emozioni, ma che si può spiegare – a mente fredda, un giorno dopo – anche dal punto di vista tattico.

La semifinale di ritorno di Champions League è stata il trionfo del calcio a tutto volume di Jurgen Klopp, un calcio che è riuscito ad andare anche oltre le assenze, pesantissime, di Salah e Firmino, oltre all’infortunio di Andy Robertson a fine primo tempo.

Allo stesso modo, il crollo del Barcellona non è spiegabile solamente con le gambe che tremano davanti a un catino infuocato come Anfield, ma va ricercata anche in un approccio totalmente sbagliato, totalmente avulso dal contesto, quasi una replica del disastro dell’Olimpico contro la Roma nella scorsa stagione.

Il pregio del Liverpool è stato quello di giocare una partita molto aggressiva, ma lasciando molto spesso il pallone al Barcellona, per sfruttare una delle sue armi migliori (e una delle pietre angolari della filosofia di Klopp): il recupero del pallone e le ripartenze scatenate.

I Reds, infatti, hanno recuperato 90 palloni contro i 75 del Barcellona, così divisi per zone del campo: 36 bassi, 40 medi, 14 alti. Matip è stato il giocatore che ne ha recuperati di più (15), seguito dall’encomiabile Fabinho (12).

E molto spesso il Liverpool, specie nel primo tempo, è salito altissimo (anche per i suoi standard) per andare a mettere pressione al Barcellona, come, per esempio, su questo pallone recuperato da Matip.

Fonte: elaborazione video Wyscout

E anche il gol del 2-0 è arrivato da un recupero palla altissimo di Alexander-Arnold, complice anche un errore (dettato anche dalla paura) di Jordi Alba, con tutta la squadra del Liverpool pronta a buttarsi sulla preda in un attimo, senza pietà.

Fonte: elaborazione video Wyscout

In ogni caso, come detto, il Liverpool non ha avuto paura a lasciare il possesso palla e il gioco al Barcellona, come dimostrato dalle percentuali del possesso palla (58-42 per il Barcellona) e dal numero di passaggi completati (478-329 in favore dei blaugrana).

Il Barcellona, in ogni caso, ha avuto molte occasioni per concludere a rete, e solo un grande Alisson ha mantenuto inviolata la porta dei Reds. Il computo delle occasioni parla infatti di 9 per i Reds e 7 per i blaugrana. 5 le parate del portiere brasiliano, che forse ha dimostrato come la differenza tra avere un portiere di livello internazionale oppure no possa farsi sentire (sì, stiamo pensando alla disastrosa performance di Karius nella finale dello scorso anno…).

Fonte: elaborazione video Wyscout

Ma la mossa che ha cambiato definitivamente la partita è arrivata forse un po’ per caso.

L’infortunio di Robertson ha costretto Klopp a rischiare: fuori lo scozzese, dentro Wijnaldum, con il versatile Milner spostato da centrocampo al ruolo di terzino sinistro.

E il dinamismo dell’olandese ha fatto la differenza. Con due inserimenti a tutta velocità in mezzo all’area di rigore blaugrana, ha messo a segno la doppietta che ha definitivamente ribaltato il match e messo a tappeto il Barcellona.

Fonte: elaborazione video Wyscout

In sostanza, il Liverpool ha vinto giocando nell’unica maniera che conosce, quella di mangiarsi il campo e l’avversario, con ritmi altissimi. Una tattica che i Reds avevano messo in campo anche al Camp Nou, ma sbagliando troppo e uscendo sconfitti in maniera più pesante rispetto a quanto avrebbero meritato.

Il Barcellona, invece, ha avuto il demerito di affrontare la partita di ritorno con eccessiva superficialità, quasi come se fosse impreparato a un assalto del genere da parte dei Reds. Oltre a Messi, che pure ha provato a mandare in porta i suoi compagni in più di qualche occasione, uno dei pochi sufficienti è stato Arturo Vidal, non a caso uno che ci ha messo grinta e intensità, due caratteristiche che forse ieri sera avrebbero fatto molto comodo alla squadra di Valverde.

Le statistiche e gli screenshot video sono elaborati con l’app di Wyscout, che vi offre una demo gratuita di 15 giorni: potete scaricare le app su Google Play e App Store.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

 

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