Le 5 squadre di culto dell’Europa League 2017/18 Le 5 squadre di culto dell’Europa League 2017/18
Oggi pomeriggio comincia la competizione continentale più divertente, imprevedibile e bizzarra. Stiamo parlando – OVVIAMENTE- dell’Europa League, una coppa alla quale non potete non... Le 5 squadre di culto dell’Europa League 2017/18

Oggi pomeriggio comincia la competizione continentale più divertente, imprevedibile e bizzarra.

Stiamo parlando – OVVIAMENTE- dell’Europa League, una coppa alla quale non potete non volere un bene dell’anima.

Il bello di questa coppa, infatti, è anche scoprire squadre e personaggi di nicchia, lontani dai riflettori del grande calcio europeo, ma che meriterebbero di essere conosciuti e cantati.

Per festeggiare l’inizio dell’Europa League, oggi vi presentiamo quelle che, secondo noi, sono le cinque squadre di culto, squadre con una storia particolare alle spalle, squadre di Paesi meno conosciuti o con in rosa elementi che possono essere considerati dei veri e propri idoli.




Una piccola guida per districarsi all’interno di una competizione che, con tante partite in contemporanea, rischia spesso di far perdere cose che possono poi rivelarsi decisamente interessanti.

Signore e signori, ecco a voi le cinque squadre di culto dell’Europa League 2017/18.

Oestersunds FK

Gli svedesi dell’Oestersunds si sono fatti notare già in estate: qualche settimana fa, infatti, vi avevamo raccontato del loro colpaccio. Se sono arrivati alla fase a gironi, infatti, è perché hanno incredibilmente eliminato il Galatasaray nelle prime fasi della competizione.

L’Oestersunds è arrivato in Europa League vincendo la Coppa di Svezia nella scorsa stagione. La squadra è allenata da Graham Potter, una sorta di santone che si diverte a stimolare i suoi ragazzi con corsi di teatro, laboratori di scrittura creativa e altre attività parallele al calcio. Tra i calciatori più interessanti, il centrocampista delle Isole Comore (eh, sì) Fouad Bachirou, o lo svedese di origini irachene Brwa Nouri.

L’Oestersunds è inserito nel Gruppo J (ma quanto è bella una competizione che arriva fino al gruppo L, dai) insieme a Hertha Berlino, Athletic Bilbao e agli ucraini dello Zorya Luhansk.

Vardar Skopje

I macedoni del Vardar Skopje, in estate, sono diventati la prima squadra del loro Paese a entrare nella fase a gironi di una competizione europea: e lo scalpo che si sono portati a casa per arrivare alla fase finale di Europa League è di tutto rispetto, visto che hanno eliminato nell’ultimo turno di qualificazione nientemeno che il Fenerbahce.

Un risultato piuttosto sorprendente, se considerate che il Vardar occupa la duecentosessantanovesima posizione del ranking UEFA. Tra i giocatori più interessanti, l’esterno destro armeno Tigran Barseghyan, e il bomber brasiliano Ytalo (sì, con la Y, non chiedeteci perché), che dopo aver giocato sempre tra Portogallo e Brasile, quest’anno è finito in Macedonia.

Il Vardar è inserito nel gruppo L con Zenit, Real Sociedad e Rosenborg, tre avversari particolarmente ostici: ma noi, sotto sotto, speriamo in qualche miracolosa sfangata degli amici macedoni…

Sheriff Tiraspol

Ci spostiamo ora in Moldavia, per la precisione nella regione della Transnistria (autoproclamatasi indipendente ma non riconosciuta dalla comunità internazionale). Nel corso degli ultimi anni, lo Sheriff Tiraspol si è già affacciato nelle Coppe Europee, avendo vinto 15 volte il titolo nazionale: l’ultima apparizione in Europa League risale alla stagione 2010-11.

Lo Sheriff è allenato da un italiano, Roberto Bordin. La rosa è quantomai variegata, e comprende idoli provenienti da ogni parte del globo. Oltre a diversi brasiliani (Victor Oliveira, Jairo, Benjamin Balima, Cristiano da Silva) ci sono un paio di croati, tra cui anche una vecchia conoscenza del calcio italiano: Josip Brezovec, visto qualche anno fa allo Spezia. A centrocampo comanda Jeremy de Nooijer, direttamente da Curaçao, mentre il peso dell’attacco è tutto sulle spalle del belga – ma di origini congolesi – Ziguy Badibanga.

Lo Sheriff è inserito nel gruppo F, insieme a Lokomotiv Mosca, Copenaghen e Zlín.

HNK Rijeka

A Rijeka – o se preferite, Fiume – qualche mese fa si è festeggiata un’impresa clamorosa: dopo 11 titoli nazionali consecutivi, la Dinamo Zagabria ha abdicato, e non ha vinto il campionato. Campionato che è andato appunto al Rijeka, un po’ a sorpresa, ma non troppo: la società croata infatti ha lavorato bene, programmando il futuro e lavorando in simbiosi, scambiando spesso giocatori e idee, con una squadra italiana, lo Spezia.




Tanti i giovani calciatori interessanti, nella squadra allenata da Matjaz Kek, tra cui i vari Gavranovic, Gorgon e la punta brasiliana Heber. Occhio però anche all’ex Latina e Ternana Boadu Maxwell Acosty, naturalmente.

Il Rijeka è inserito nel girone del Milan, il Gruppo D, di cui fanno parte anche AEK Atene e Austria Vienna: la qualificazione potrebbe non essere utopia…

Skenderbeu

Chiudiamo la nostra rassegna sulle squadre di culto di questa Europa League con un salto in Albania. Lo Skenderbeu, che prende il nome dall’eroe nazionale albanese Gjergj Kastrioti Skënderbeu, aveva vinto un titolo nazionale nel 1933, e poi era caduto un po’ in disgrazia.

Negli ultimi anni, dopo essere risalito nella massima categoria nel 2009, ha ricominciato a vincere a ritmi indiavolati: lo Skenderbeu ha infatti vinto 5 titoli consecutivi tra il 2010 e il 2015. In realtà, vinse lo scudetto albanese anche nel 2015-16, ma il titolo venne poi revocato dopo che venne fuori una brutta e losca storia relativa ad alcune partite truccate.

Lo Skenderbeu aveva già disputato l’Europa League proprio nella stagione 2015-16 e oggi torna a giocare nella seconda competizione continentale. Di sicuro, lo stadio Skënderbeu di Korçë sarà uno dei più caldi della competizione.

Gli albanesi sono inseriti nel gruppo B insieme a Dinamo Kiev, Partizan Belgrado e Young Boys.

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