Le 5 domande alla Serie A che riparte oggi Le 5 domande alla Serie A che riparte oggi
La Juventus di Sarri entrerà in crisi? La Lazio (o addirittura l’Inter) potrà approfittarne? Si riparte subito da quanto visto in Coppa Italia. La... Le 5 domande alla Serie A che riparte oggi

La Juventus di Sarri entrerà in crisi? La Lazio (o addirittura l’Inter) potrà approfittarne?

Si riparte subito da quanto visto in Coppa Italia. La Juventus di Sarri è apparsa spaesata, senza punti di riferimento, in calo fisico. Solo un po’ di ruggine o i segnali di un’insicurezza di fondo?

I bianconeri dovranno gestire l’assalto della Lazio, con motivazioni clamorosamente diverse rispetto ai biancocelesti. La Juve giocherà con la paura di farsi superare, la squadra di Inzaghi con l’entusiasmo di chi vede davanti a sé un’occasione storica.

E occhio anche all’Inter: se i nerazzurri vincono il recupero contro la Sampdoria rientrano a -6, e visto che sarà tutto tranne che un campionato normale fino alla fine, potrebbero anche provare l’impresa di tornare in corsa per il titolo.

Roma o Atalanta per il quarto posto in Champions League?

Considerando i primi tre posti ormai blindati, si ripartirà con quella che potrebbe essere una corsa al quarto posto tra Atalanta e Roma. Molto potrebbe dipendere da quanto succederà domani tra i nerazzurri di Bergamo e il Sassuolo: se la Dea non dovesse vincere, si ritroverebbe con 3/4 punti di vantaggio sui giallorossi, con 12 partite da giocare.

Insomma, tornerebbe tutto in ballo, e a quel punto sarebbe una bella lotteria. L’Atalanta non ha un calendario facilissimo (Lazio, Napoli, Juventus e Inter), ma anche i giallorossi non scherzano. Tutto potrebbe addirittura decidersi all’ultima giornata, quando ci saranno Atalanta-Inter e Roma-Juventus (magari con avversarie senza troppe motivazioni).

Sia l’Atalanta che la Roma hanno un gioco molto particolare, votato all’attacco e dispendioso. Riusciranno a dosare le energie? La Roma ha il vantaggio di avere una panchina più lunga, l’Atalanta quello di avere un gioco più collaudato, quasi automatico. Sarà, probabilmente, una lotta appassionante fino all’ultimo.

Come sarà il calcio senza pubblico?

Le prime partite di Coppa Italia – e anche quelle estere – ci hanno permesso di familiarizzare con gli stadi vuoti. Abbiamo visto anche qualche esperimento per riempire gli stadi con effetti virtuali (che, ve lo diciamo, non ci entusiasmano moltissimo) e cori registrati.

Ma gli stadi vuoti avranno un effetto anche sulle partite e sui calciatori, e fare i conti con questa nuova situazione sarà importante anche per capire se ci saranno cambiamenti sull’approccio al match. Qualcuno potrà trarre dei vantaggi dal giocare in stadi deserti, anche a livello psicologico, altri invece potrebbero risentirne. Una variabile da tenere in considerazione e che potrebbe impattare molto sulla classifica finale.

Ci sarà una retrocessione pesante?

SPAL e Brescia, con 18 e 16 punti, hanno bisogno quasi di un miracolo per salvarsi. Ma, poi, la situazione è ancora apertissima. Al momento sembrerebbero in pericolo Lecce, Genoa, Sampdoria, Torino e Udinese, e anche la Fiorentina, a quota 30, può dirsi tutt’altro che tranquilla.

Tornare a giocare dopo così tanto tempo e ritrovarsi a lottare per la salvezza potrebbe mettere nei guai qualcuno, soprattutto quelle squadre che non erano partite con l’idea di rimanere invischiate nelle zone basse della graduatoria. Insomma, il campionato è ancora lungo, e in tante dovranno stare attente per cercare di non finire in cattive acque.

Quale sarà l’impatto delle 5 sostituzioni? Gli infortuni giocheranno un ruolo decisivo sul finale di campionato?

Non bisogna dimenticare che la Serie A si concluderà con la possibilità di effettuare 5 sostituzioni a partita, una modifica regolamentare che potrebbe cambiare in tutto e per tutto il modo di preparare la gara e quello di affrontare la stagione.

Naturalmente le squadre con la rosa più lunga saranno favorite, ma troveranno vantaggi anche quegli allenatori in grado di cambiare assetto tattico in corsa; insomma, con le energie da dosare, negli ultimi 30′ potremmo assistere a vere e proprie rivoluzioni in corso d’opera che potrebbero stravolgere i risultati.

E non bisogna dimenticare, poi, il fattore infortuni. Sono già tanti i giocatori che stanno accusando problemi (gli ultimi tre Sensi, Khedira e Alex Sandro), e la situazione potrebbe davvero diventare decisiva nel finale di stagione, una sorta di “last man standing”, nella speranza di non dover vedere troppi stop ai propri giocatori chiave.