Con l’ennesimo piccolo grande capolavoro, il Leicester City di Claudio Ranieri si è silenziosamente portato a +7 sul Tottenham, con sei giornate al termine...

Con l’ennesimo piccolo grande capolavoro, il Leicester City di Claudio Ranieri si è silenziosamente portato a +7 sul Tottenham, con sei giornate al termine della Premier League. Oggi, il sogno delle Foxes è più vivo che mai.

Strappare il titolo alle pretendenti più ricche e attrezzate sarebbe una vera e propria favola, un miracolo sportivo con pochi eguali nella storia del calcio moderni. Per questo siamo andati a cercare nel passato cinque storie di squadre che hanno vinto un campionato a sorpresa, contro ogni pronostico. Le volte in cui Davide ha vinto su Golia innalzandosi sul trono.

Queste sono le cinque vincitrici più improbabili di un titolo negli ultimi anni, in Europa. Sperando di poter aggiungere prima o poi il Leicester a questa lista.

Hellas Verona, 1984/85

Forse la più grande sorpresa della storia del campionato italiano: il Verona nella stagione 1984-85 scrive una pagina memorabile dalla sua storia, ma anche del calcio italiano. Mai, fino a quel momento, una squadra di una città non capoluogo di regione si era portata a casa lo Scudetto. E il Verona di Osvaldo Bagnoli stupisce il mondo con una squadra che, sulla carta, non avrebbe mai e poi mai potuto impensierire le rivali più quotate.

L’Hellas si lascerà alle spalle la Juventus di Platini, che finirà addirittura sesta, l’Inter di Rummenigge (appena arrivato in Italia), il Napoli di un Maradona appena sbarcato nel nostro Paese, e il Torino, che chiuderà poi al secondo posto quel campionato. I trascinatori dei gialloblu alla storica vittoria saranno, soprattutto, due stranieri: il tedesco Hans-Peter Briegel e il danese Preben Elkjær Larsen. Nanu Galderisi sarà invece il miglior marcatore di quella squadra, con 11 centri.

Il Verona raccoglie 15 vittorie, 13 pareggi e solo due sconfitte. Contro l’opinione di tutti, con 43 punti si porta a casa il tricolore in un tripudio di incredulità. Resta ancora, per distacco, una delle favole più belle del nostro sport.

Qui la storia completa dello scudetto del Verona

Sampdoria, 1990/91

Altra storia tutta italiana. La squadra blucerchiata di Genova nel 1991 si porta a casa il suo primo storico scudetto, e lo fa con una squadra che non era certo partita con i favori del pronostico. Anche se la squadra costruita dal presidente Paolo Mantovani era comunque attrezzata per lottare con le più blasonate rivali, nessuno pensava che quella Samp potesse riuscire nell’impresa già in quella stagione.

La squadra blucerchiata sarà trascinata dalla coppia dei gemelli del gol: Roberto Mancini e Gianluca Vialli. L’attuale allenatore dell’Inter metterà a segno 12 reti, mentre Vialli si laureerà addirittura capocannoniere di quell’edizione del campionato: 19 i centri messi a segno da Vialli.

L’allenatore del miracolo è il compianto Vujadin Boškov, che mette insieme un gruppo compatto e solido. Il campionato è equilibrato, la Samp resiste all’iniziale buona partenza dell’Inter e della Juventus, con il Parma di Nevio Scala, altra sorpresa, che rimane aggrappato alla testa del campionato per tutto il girone d’andata.

Nel girone di ritorno tutti pensano che la Samp sia destinata a staccarsi dalle posizioni di testa. Ma mentre la Juventus e il Parma perdono terreno, e il Milan prova a rimontare, la Samp resta aggrappata al sogno scudetto, domenica dopo domenica. Negli scontri diretti la Samp si impone contro Milan e Inter (contro i nerazzurri addirittura al Meazza) e mettono le mani sullo scudetto, che arriva con il 3-0 al Lecce del 19 maggio. E’ festa, è un’impresa leggendaria per la parte blucerchiata di Genova.

Montpellier, 2011/12

Andiamo in Francia, terra dove, in verità, le sorprese sono un pochino più all’ordine del giorno (o almeno lo erano fino a quando il PSG non ha deciso di cannibalizzare il campionato…). Infatti avremmo potuto citare anche l’impresa del Nantes nella stagione 1994/95 o quella del Lille 2010/11 guidato da Rudi Garcia.

Ma ancora meglio ha fatto il Montpellier nella stagione 2011/12, vincendo uno dei campionati più sorprendenti della storia della Ligue 1. Era il primo anno del nuovo PSG a iniezione di petrodollari, ma non bastò per fermare la favola del Montpellier. Una favola che si conclude con la squadra campione, con 82 punti, tre in più dei parigini.

Il Montpellier del presidente Louis Nicollin (che aveva fondato il club solamente nel 1974) non è una squadra costruita per avere ambizioni di alta classifica. Eppure, anche e soprattutto grazie ai 21 gol messi a segno da Olivier Giroud, il Montpellier si laurea a sorpresa campione di Francia. Costringendo l’anziano presidente a dipingersi i capelli con i colori della squadra…

Un finale thriller all’ultima giornata regala il successo alla squadra guidata in panchina da Remi Girard: è John Utaka a segnare il gol scudetto in una partita, quella contro l’Auxerre, fermata più volte per problemi di ordine pubblico. Alla fine, dopo un’attesa infinita, il Montpellier porta a casa partita e campionato.

Nottingham Forest, 1977/78

Salto indietro nel tempo per quella che non è solamente la storia di una squadra che vince un campionato a sorpresa. Quella del Nottingham Forest di Brian Clough è una vera e propria storia da libro, e da film. E infatti, su Brian Clough, di libri e film ne sono stati fatti in quantità.

Clough prende il Forest a metà classifica della Second Division nella stagione precedente, lo riporta nella massima serie e, alla guida di una neopromossa va a prendersi il titolo nella stagione 1977/78. Anzi no, mica solo il titolo: si prende anche la Coppa di Lega, per un double memorabile.

Brian Clough, con l’innesto di giocatori d’esperienza (Shilton, il fedelissimo McGovern, Martin O’Neill, Archie Gemmill, Tony Woodcock e Peter Withe, domina il campionato e scrive una memorabile pagina di storia per il calcio inglese. Nelle stagioni successive il Forest sarà protagonista anche e soprattutto in Europa: nelle due stagioni successive riuscirà a vincere per due volte in fila la Coppa dei Campioni, il che rende ancora più incredibile e piena di significato la storia della squadra.

Ma d’altronde uno come Brian Clough passa una volta ogni cento anni. E forse anche di più.

AZ Alkmaar, 2008/09

In Olanda non è che ci sia poi così tanta scelta: l’Eredivisie, di solito, era ed è un affare per pochi noti: Ajax, Feyenoord, PSV. Punto. Tanto è vero che, dal 1964 al 2008, solo una squadra aveva interrotto l’egemonia delle tre grandi: si trattava dell’Az Alkmaar, che vinse il titolo nel 1980-81. Da quell’anno, poi, fino al 2008, ancora solo e soltanto Ajax, Feyenoord, PSV.

Finchè nel 2008-09 fu di nuovo la squada di Alkmaar a interrompere questo monotono monopolio. E lo fa sotto la guida di un grande tecnico, Louis Van Gaal, che era tornato in Olanda nel 2005, proprio all’AZ, dopo l’esperienza di Barcellona. E Van Gaal compie un altro dei suoi tanti piccoli miracoli.

L’AZ si porta a casa il titolo collezionando 80 punti, 11 in più del Twente che si classifica al secondo posto: un’altro segno del fatto che l’egemonia di Ajax, Feyenoord e PSV quell’anno semplicemente si era inceppata.

Mounir El Hamdaoui vince il titolo di capocannoniere mettendo a segno 23 reti. E pensare che quella stagione dell’AZ era cominciata con due sconfitte consecutive…