Le 18 frasi fatte che sentirete nel mondo del calcio Le 18 frasi fatte che sentirete nel mondo del calcio
Raccontare il mondo del calcio a parole è spesso operazione ardua e difficile. E, siccome il calcio, come la vita, è spesso un eterno... Le 18 frasi fatte che sentirete nel mondo del calcio

Raccontare il mondo del calcio a parole è spesso operazione ardua e difficile. E, siccome il calcio, come la vita, è spesso un eterno ritorno, gira e rigira ci troviamo tutti, giornalisti, giocatori, allenatori, presidenti, tifosi, a riutilizzare formule e frasi fatte che sono oramai entrate nel lessico pallonaro. Per questo vogliamo oggi darvi una piccola guida per orientarvi nella giungla delle frasi fatte del mondo del pallone. Non vogliamo condannarle, perchè anche noi, ieri, oggi o domani, siamo caduti o cadremo nella tentazione di utilizzarle.

1. Essere qui è un sogno: tifavo questa squadra fin da bambino.

Detta anche la Ibra-move. Il calciatore in questione, ma anche l’allenatore, attenzione, nel corso della conferenza stampa di presentazione elargisce un largo sorriso a trentatrè denti affermando di tifare proprio quella squadra fin da bambino. Poco importa che probabilmente da bambino neanche sapesse di che colore fosse la maglia di quella squadra. Solitamente, dopo queste affermazioni, l’idillio tra calciatore e squadra tifata sin da bambino si scioglie entro pochi anni, se non mesi, con accuse reciproche, insulti più o meno velati e polemica esultanza dell’ex al gol nella prima partita successiva. Che, spesso, è giocata con la maglia dei più odiati rivali.

2. Sono qui per portare avanti un progetto che mi affascina. Il calcio qui è in grande crescita.

In genere, queste parole vengono riferite dal calciatore di turno che si trasferisce a svernare negli Emirati Arabi, in Cina, negli Stati Uniti, in Diosasolodovedonia dietro ingaggio multimilionario. Non sa neanche dove sia sulla cartina, ignora lingua, usi, costumi e tradizioni locali, si troverà a giocare con compagni di squadra che a stento sanno riconoscere un pallone da calcio, ma loro credono fermamente ed indiscutibilmente nel progetto. E, soprattutto, intendono farsi ambasciatori del calcio in quella terra dimenticata dal Signore. Dopo un paio di mesi tutti si dimenticano di loro, se non per qualche intervista rilasciata in evidente sovrappeso dal loro esilio dorato.

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