Il calciomercato è un circo che ogni anno si ripete uguale a se stesso, che ogni anno regala delle situazioni e dei momenti che...

Il calciomercato è un circo che ogni anno si ripete uguale a se stesso, che ogni anno regala delle situazioni e dei momenti che ci sembra di aver già vissuto. E siccome ci aspettano due mesi di trattative serrate, notizie in tempo reale, colpacci, firme, ufficialità e cose del genere, in assenza del calcio giocato, abbiamo provato a regalarvi una guida delinquenziale alle 10 verità del calciomercato. 10 situazioni che succedono spesso, anzi sempre. 10 situazioni per orientarsi nella giungla delle trattative e degli affari estivi.

1. L’estenuante trattativa

Questa trattativa di solito parte già da maggio, con la stagione che si avvia a conclusione, finita con un mesto posizionamento a metà classifica e i tifosi che hanno bisogno di sognare. Il giocatore oggetto dell’estenuante trattativa è di solito un giovane talento, ma già abbastanza conosciuto a livello internazionale, dato che soldi per andare a comprare i campioni già fatto non ce li ha quasi nessuno. La trattativa prosegue, si evolve, si sistemano i dettagli, i bonus, arriva la firma del giocatore ma non l’ok della società, arriva l’ok della società ma il giocatore è stato attirato dalle sempre presenti “sirene della Premier League”. Poi, ad un tratto, l’interesse si spegne, la trattativa si arena, l’agente scompare, e 3 giorni dopo viene presentato in pompa magna da una società che, giustamente, è arrivata, ha tirato fuori i soldi, e si è comprata il ragazzo.

2. L’indizio

Il giocatore ha comprato casa a Milano, New York, Madrid. I suoi figli sono già stati iscritti a un college inglese. La moglie vuole andare a Parigi a respirare l’aria della grande moda. Il tweet delle 3.45 di notte è palese, l’intenzione del calciatore è manifesta. Lo shopping per le vie di Roma e il panino dal camioncino zozzo non possono sbagliarsi, il ragazzo ha le idee chiare, vuole vestire giallorosso. In tempi di calciomercato, pur di fare notizia ci si aggrappa a ogni dettaglio, anche e soprattutto ai più insignificanti. Che, di norma, non vogliono significare proprio una beata mazza.

3. Il colpaccio

I giornali sono sicuri: il presidente è pronto ad aprire i cordoni della borsa. Il grande campione che tutti sognano è pronto ad arrivare per la modica cifra di 90 milioni. Nessuno si fa problemi su dove prendere i soldi, l’importante è sognare. E difatti, solitamente, i soldi non ci sono e il colpaccio resta tale solo sulla carta stampata e sulle probabili formazioni che, a metà luglio, promettono tutte di essere in grado di vincere il campionato già a metà novembre.

4. L’intromissione dello sceicco

Da quando gli sceicchi sono sbarcati nel calcio che conta qualsiasi trattativa deve fare i conti con loro. Per ogni presidente che offre 50 c’è lo sceicco di turno disposto ad offrire 100. Solitamente sono i personaggi più odiati da chi non tifa per le loro squadre. Se siete un tifoso che sogna il grande colpo dovrete fare inevitabilmente i conti con l’intromissione dello sceicco, poco importa se tale intromissione non sia reale ma semplice frutto della fantasia perversa del Minone Raiola di turno che cerca di spuntare qualche milioncino in più per il suo assistito di turno.

5. Il sempreverde

Ogni estate sbuca fuori lui, il sempreverde. L’affare che ogni anno viene dato per fatto, salvo poi ripresentarsi l’anno dopo. Tipo Jovetic alla Juventus, o il grande ritorno di Ibra al Milan, all’inter, alla Juve, Cavani che torna in Italia. Insomma, si potrebbero prendere, pari pari, le prime pagine dei giornali dell’anno prima e ritrovarci esattamente, pari pari, le stesse identiche notizie. Ma tranquilli, questo è l’anno buono per Jovetic alla Juventus.

6. I parametri zero e gli svincolati

In tempi di carestia abbiamo imparato a conoscerli ed apprezzarli, qualcuno ne ha fatto addirittura una ragione di vita (Chi ha detto Galliani?): loro sono i famosissimi parametri zero, che vanno a braccetto con i mitologici svincolati. Quando i soldi non ci sono bisogna inventarsi di tutto, ma nulla da più soddisfazione che buttarsi a capofitto sui giocatori che, per i motivi più disparati, vengono via per una cena da Giannino o poco più. Poco importa se dopo magari gli devi allungare un rene come stipendio, intanto tu quel giocatore l’hai preso gratis, da padrone. Qualche volta tra i parametri zero e gli svincolati si annidano buoni giocatori in grado di rilanciarsi su buoni livelli, più spesso si tratta di ex mestieranti all’ammazzacaffè o teste calde che nemmeno il mahatma Gandhi sarebbe riuscito a rilanciare. Se prestate un po’ di attenzione, nel giro di un paio d’anni questi nomi finiscono in qualche anfratto della legapro o, quando va male male. a raccogliere i pomodori d’estate.

7. Il bidone

La voglia di stupire a tutti i costi, la possibilità di andare a raccattare fenomeni in giro per il globo, e la possibilità di fare scouting avanzato tramite le compilation di Youtube ha complicato parecchio le cose. Oggi, per fare il colpaccio, bisogna rischiare il tutto per tutto portando illustri sconosciuti in Italia. Se poi siano minorenni che non abbiano mai visto un pallone, giovani che all’anagrafe hanno 18 anni ma se ne portano 30 sul groppone, oppure grandi fenomeni di cui nessuno si era mai accorto, nessuno lo può dire. Per ogni giocatore che l’Udinese porta in Italia e che diventa un campione (da rivendere a svariati milioni di euro) ce ne sono 9 che ritornano in patria devastati dalla saudade. Il bidone è un classico intramontabile del calciomercato e prima o poi (ma è sempre prima, mai poi) lo beccano tutti. TUTTI.

8. L’ufficialità

Le parole più temute dai tifosi di tutto il mondo: “Manca solo l’ufficialità”. In genere, quando vengono pronunciate queste funeste parole, manca pure tutto il resto, e il diretto interessato non sa nemmeno di essere stato accostato a quella squadra. Con buona pace dei poveri cristi che avevano già provveduto a comprare una mezza dozzine di maglie tarocche del nuovo acquisto.

9. L’affare last minute

L’affare last minute è uno dei più grandi classici a cui non si può sfuggire in ogni sessione di mercato che si rispetti. E’ solitamente un giocatore che non era stato minimamente preso in considerazione da nessuno,di cui spesso si ignorava  perfino l’esistenza fino all’istante stesso in cui viene presentato come affare last minute. Però proprio il suo arrivo a fil di sirena, con il contratto depositato all’ultimo secondo utile o lanciato delinquenzialmente  sotto la porta, ne aumenta in modo inesorabile il fascino.

10. La presentazione

E, alla fine di ogni estenuante trattativa condotta a colpi di milioni, rilanci, intromissioni, dichiarazioni, ingiurie e minacce, arriva la tanto agognata firma, arriva il comunicato ufficiale della società e la successiva presentazione. In caso di grandi acquisti, non è raro vedere folle oceaniche di una trentina di persone sotto i balconi delle società, in altre occasioni la presentazione avviene, con calciatori vestiti in maniera quantomeno discutibile, dirigenti sudati come bestie e giornalisti con il taccuino pronto a raccogliere le prime dichiarazioni. Che potevano anche scrivere da soli prima di andare alla conferenza stampa, in verità: “Ho sempre sognato di indossare questa maglia prestigiosa, sono motivatissimo e faremo grandi cose, con il mister c’è un ottimo rapporto e spero di diventare l’idolo dei tifosi.” A Natale il nuovo acquisto sta fuggendo nella notte dopo aver litigato pure con il magazziniere.