Il mestiere dell’allenatore non è facile, non lo è per nulla. Figuriamoci poi quando ti tocca andare in conferenza stampa, quando sei già nervoso...

Il mestiere dell’allenatore non è facile, non lo è per nulla. Figuriamoci poi quando ti tocca andare in conferenza stampa, quando sei già nervoso di tuo, a rispondere alle domande dei giornalisti. E infatti, davanti a microfoni, telecamere e taccuini, si sono scritte grandi pagine di calcio, memorabili successi diventati dei veri e propri tormentoni.

Oggi abbiamo deciso di esplorare il magico mondo degli allenatori andati fuori di testa in conferenza stampa, consegnando le loro parole alla storia.

Buon viaggio con le 10 scapocciate più belle mai viste durante una conferenza stampa.

Gennaro Gattuso – OFI Creta

Non poteva mancare lo show del Ringhio nazionale. L’ex centrocampista del Milan si era seduto da poco su una panchina non proprio comoda, quella dell’OFI Creta che navigava in pessime acque, finanziarie e di classifica. Ma a lui, più che altro, davano fastidio le voci messe in giro dai giornalisti, che, a suo dire mettevano in giro calunnie e voci false.

Ringhio allora prende la parola in una memorabile conferenza stampa, alterna italiano, inglese, calabrese e idiomi sconosciuti ai più e fa sentire la sua voce forte fino a dentro il Mar Egeo. Alla fine della conferenza stampa, nessuno ha niente da ridire. E ci mancherebbe, santiddio.

Alberto Malesani – Panathinaikos

LA scapocciata per antonomasia, la più bella ogni epoca che ha dato origine a un vero e proprio mito. Albertone Malesani è in Grecia, sulla scottante panchina del Panathinaikos, un ambientino nel quale, quando le cose vanno male, non deve essere facile lavorare. E infatti, con i tifosi in contestazione verso presidente e allenatore, le cose si fanno pesanti.

Ma Alberto Malesani non ci sta, e in conferenza stampa prende la parola, prendendosela anche con i giornalisti presenti in sala. 6 minuti entrati nella storia del calcio e che non hanno bisogno di presentazioni. Siamo sicuri che una buona parte di voi questa conferenza stampa può recitarla letteralmente a memoria. E’ storia, punto e basta. Cos’è diventato il calcio? Una giungla.

Alberto Malesani – Genoa

Non permettetevi mai, mai, e poi mai di dire ad Alberto Malesani che è mollo. Qualcuno, dopo un avvio difficoltoso del suo Genoa, azzarda l’ipotesi che il tecnico possa essere un pochino fuori forma. Ecco, errore fatale. Alberto Malesani va in conferenza stampa, armato della sua inseparabile tuta, e ci tiene a spiegare al mondo che lui, no, per nessun motivo al mondo, non è mollo.

Per ribadire il concetto, utilizza la parola “mollo” all’incirca 50 volte nel giro di meno di due minuti. Rimpiange l’assenza del prode Ze Eduardo e poi se ne va salutando tutti, bofonchiando, ancora una volta, “mollo…”

Anche questa è entrata nell’immaginario popolare ed è una delle conferenze stampa più famose della storia. Grazie di esistere, mister, ti aspettiamo su una panchina.

Agenore Maurizi – Ischia

Questa forse è un pochino più di nicchia, e se siete stati poco attenti alle vicende della Lega Pro negli scorsi anni probabilmente vi è sfuggita. Agenore Maurizi è un idolo di proporzioni clamorose. E questa conferenza stampa, dopo il pareggio con il Cosenza, la apre urlando ai microfoni “NE HO LE PALLE PIENE”. Quindi potete immaginare la poesia che si sprigiona per il resto della storia.

E infatti il buon Agenore, camicia aperta e catenazza d’oro al collo, è veramente incazzato. A stento lo riescono a calmare, più di qualche volta sembra sull’orlo di impazzire per davvero. A un certo punto fa anche volare un tavolino. Insomma, una delle cose più belle che abbiamo avuto il piacere di vedere. Grandissimo Agenore, numero uno.

Giovanni Trapattoni – Bayern Monaco

Forse la prima conferenza stampa di cui ci siamo perdutamente innamorati. Il Trap, ai tempi d’oro, spiegava calcio sulla panchina del Bayern Monaco. E, come al solito, qualcuno era scontento e contestava l’operato del mister. Per cui il Trap va a dirne quattro davanti ai microfoni, e dipinge una vera e propria opera d’arte.

In un tedesco che diventa italiano nei momenti di massima incazzatura, il Trap le canta a tutti, sale di colpi sbattendo i pugni sul tavolo per poi arrivare al massimo del suo climax con il famosissimo ed inimitabile STRUNZ! urlato a tutta voce. Un capolavoro assoluto del quale mai ci stancheremo. Trap, ti vogliamo un bene dell’anima.

Antonio Conte – Siena

Questa clamorosa scapocciata in conferenza stampa risale al 26 febbrai 2011, ed il protagonista è Antonio Conte. Allora l’ex centrocampista juventino era il tecnico del Siena, impegnato nella serie cadetta con l’obiettivo della promozione in serie A.

Prima della partita Modena-Siena Conte si lascia andare ad uno sfogo nei confronti dei “gufi”, ovvero quegli pseudotifosi che non supportano adeguatamente la squadra e si fanno vivi solo quando c’è da criticare. Il ct è un fiume in piena, le parole scorrono senza filtri nel tentativo di giustificare il proprio operato, a dispetto della riduzione del tetto ingaggi, operato dalla società , e con l’acquisto di giocatori che non voleva nessuno.

Sono le parole di un uomo arrivato all’esasperazione, che non ce la fa a tenersi tutto dentro ed esplode. Senza espressioni particolarmente colorite ma con un tono deciso che non può dare adito a fraintendimenti.

Eziolino Capuano – Potenza

Non potevamo tenere fuori da questa classifica il meraviglioso Eziolino Capuano. Avremmo potuto sceglierne una a caso, visto che lo Special (Capu)one di perle ne regala praticamente una al giorno. Abbiamo deciso di regalarvene una risalente ai tempi in cui il nostro mini eroe allenava il Potenza (dove si presentò armato di kitana, tanto per ricordarvelo).

I rossoblu sono stati sconfitti a Reggio Emilia con un gol quantomeno dubbio e un paio di decisioni che Capuano ritiene abbiano danneggiato il Potenza. Rivede insieme ai giornalisti locali le immagini incriminate e poi succede il finimondo. Che cosa bella.

Gianmarco Pozzecco – Varese (basket)

Ci perdonerete l’incursione cestistica ma questa del Poz meritava di finire in questa classifica. L’ex playmaker di Varese e della nazionale, quando si è seduto in panchina, è diventato immediatamente un idolo, a prescindere dai risultati.

Qui, si esibisce in uno show in conferenza stampa dopo una sconfitta, nella quale, a suo parere, gli avversari non hanno avuto molto rispetto. Ecco, il Poz parte piano e pacato, poi sale di colpi rischiando di farsi venire un infarto. Meraviglioso anche il finale, in cui torna pacatamente a salutare tutti. Eroe.

Franco Gagliardi – Reggina

Franco Gagliardi è un personaggio meraviglioso. Un calabrese verace, un reggino che non fa niente per nascondere quello che pensa davvero. Insomma, uno di quei personaggi che noi adoriamo e che vorremmo vedere su ogni panchina dalla serie A alla terza categoria. Qualche anno fa, il buon Franco ebbe l’onore di sedere sulla panchina della sua squadra del cuore, ovviamente la Reggina.

Non era però un momento facile per la squadra, tra problemi societari e di classifica. Il buon Franco se la prende con i giornalisti, colpevoli di non aver fatto adeguata pubblicità alla partita del centenario della squadra amaranto. E, tra una bestemmiuccia e una parolaccia qua e là, il buon Franco spiega la sua versione dei fatti. Meraviglioso, un trascinatore d’altri tempi.

Ah, di Francone ci sentiamo di segnalarvi anche questa perla. Una meraviglia.

Antonio Caliendo – Modena

L’8 luglio del 2015 Antonio Caliendo ha regalato agli organi di informazione presenti in sala stampa a Modena una vera e propria perla. Qualche giorno prima una trasmissione televisiva aveva insinuato qualche dubbio circa la proprietà del Modena Calcio, rilevando in particolare i collegamenti della proprietà emiliana con una società con sede legale nelle Isole Vergini.

La conferenza stampa inizia con un giornalista che incalza Caliendo chiedendo chiarimenti riguardo la proprietà modenese. Da qui inizia la sfuriata del presidente Modenese che, in grosso affanno, cerca di arrabattarsi in qualche modo dribblando alcune domande scomode, in un crescendo di incazzatura.

Al termine della conferenza stampa, non prima di aver nominato il nome di Dio invano e aver sbattuto le mani sul tavolo, si alza, visibilmente pezzato, e se ne va. La classe non è acqua.