L’anima del Derby L’anima del Derby
Non importa la classifica. Non importano i 3 punti in palio, quelli messi da parte fino a questo momento e quelli da mettere da... L’anima del Derby

Non importa la classifica. Non importano i 3 punti in palio, quelli messi da parte fino a questo momento e quelli da mettere da parte fino all’ultima giornata. Anche perché da qui a quel momento, ne succederanno ancora di cose, eccome se ne succederanno. 

Pensate che “il derby è una partita a parte“, “è una partita che vale una stagione” o “non è una partita come tutte le altre” siano degli abusati luoghi comuni? Bè, non avete mai vissuto un derby sulla vostra pelle, allora. Perché, diamine, il derby è veramente una partita a parte. Il derby è veramente una partita che vale una stagione. Il derby è veramente una partita che non è per niente come tutte le altre. E se sono luoghi comuni, oh, pazienza, ragazzi!

Stasera, a San Siro, va in scena un derby in cui forse, per la prima volta, il contorno ha fatto più parlare del campo. Questione di cinesi, da una parte e dall’altra. Questioni di closing, di casting, di mille altre cose che terminano in -ing, che ora fa molto figo. Questioni di mercato, di nazionale e giocatori infortunati, di allenatori arrivati sulla panchina e quelli che arriveranno. L’inchiostro, in questa settimana, si è sprecato così.

Poi, in campo, una volta che Tagliavento darà il via alle ostilità, non ci sarà il tempo di pensare a nient’altro che a quello che succederà nei prossimi 90 minuti. Certo, magari qualcuno, in tribuna, sarà sfiorato dal pensiero del passato, dei derby gloriosi che valevano scudetti e Champions League. Che, cavolo, quelle erano davvero partite che valevano una stagione. Ma sarà solo un pensiero momentaneo.

Dal fischio iniziale in poi, ci sarà un solo pensiero, nelle teste di tutti: portarsi a casa questa partita, perché questa è quella più importante, nonostante tutto, nonostante qualcuno insista a dire che è un derby in tono minore. Nonostante tutto, ci saranno ancora fratelli, amici, mogli, fidanzate, colleghi, capi, clienti, sconosciuti a cui tener testa, solo perché hanno nel cuore un colore diverso dal nostro sulle strisce del cuore, un rosso al posto dell’azzurro, un azzurro al posto del rosso.





Perché forse è proprio questa l’anima del derby, qualunque sia la classifica, a chiunque appartenga la squadra, a chiunque sia stato concesso di indossare i colori della nostra squadra del cuore: 90 minuti in cui viene messo in palio il sacrosanto diritto di rivendicare la propria supremazia sul mondo che ci circonda.

90 minuti in cui 11 sconosciuti entrati nel nostro cuore combattono per il nostro diritto a sentirci superiori a tutti quelli che ci circondano: mica poco, di questi tempi.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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