Per scrivere la storia, la tua e quella dei tifosi di una delle squadre più antiche d’Italia, non serve poi chissà quanto tempo. Bastano...

Per scrivere la storia, la tua e quella dei tifosi di una delle squadre più antiche d’Italia, non serve poi chissà quanto tempo. Bastano 20 minuti in campo, un po’ di freddezza davanti alla porta e la benedizione del Fato stampata sulla fronte.

Chiedetelo a Riccardo Bocalon, l’uomo della storia. L’uomo che, con la doppietta di stasera, dopo il gol storico al Genoa, ha mandato in semifinale di Coppa Italia l’Alessandria. Proprio loro, proprio una squadra di Lega Pro, una squadra che ora si giocherà il suo sogno in una sfida da brividi contro il Milan. Comunque andrà, l’Alessandria la sua pagina di storia l’ha già bella che scritta. Comunque andrà, di questa squadra, di questa impresa, ci ricorderemo ancora a lungo.

Perchè stasera sembrava dover finire, sembrava dovesse terminare qui la corsa degli intrusi. Certo, il rimpianto sarebbe stato grande, perchè di fronte non c’era certo una corazzata, c’era lo Spezia, in una sorta di derby magico tra Cenerentole della Coppa Italia. E invece, dal 38′ del secondo tempo, è cambiato tutto. Al 38′ del secondo tempo è suonata la sveglia dell’appuntamento con la storia. E Riccardo Bocalon, attaccante classe 1989, che nella sua carriera aveva giocato al massimo in serie B con il Portogruaro (e, ironia del destino, aveva scritto la storia anche lì, segnando il gol della promozione tra i cadetti), è stato l’uomo più lesto a rispondere a quella chiamata.

Due gol da bomber vero, due gol che ad Alessandria resteranno nella memoria di parecchie generazioni. E pensare che era anche entrato in campo solo da pochi minuti. Non immaginava, forse, che di lì a poco, qualcosa avrebbe cambiato per sempre la sua vita.

Perchè questa non è solo la vittoria dell’Alessandria, non è solo una semplice partita di calcio, non è solo una semifinale conquistata contro ogni pronostico. No, signori, la semifinale di Coppa Italia conquistata dall’Alessandria è anche e soprattutto la dimostrazione ostinata che nel calcio, anche in questo calcio così cambiato, così diverso da quello di una volta, c’è ancora tempo e spazio per le favole.

Basta farsi trovare preparati alla chiamata del destino, e accogliere il suo bacio, dritto sulla fronte. Come se fosse un’inzuccata di Riccardo Bocalon.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro