Non c’è niente di più brutto che vedere un ragazzo piangere su un campo di calcio. Non c’è niente di più brutto che vedere...

Non c’è niente di più brutto che vedere un ragazzo piangere su un campo di calcio. Non c’è niente di più brutto che vedere il viso di un ragazzo che cambia forma, rigato dalle lacrime, la bocca che si contorce e un fiume che inizia a scendere, senza sosta. Può essere un gol subito al novantesimo, può essere una retrocessione decretata dal campo, un gol che non è arrivato e un obiettivo sfumato.

Ma non c’è niente di più brutto che assistere, impotenti, ad un pianto che va in scena sul prato verde. Sentirsi impossibilitati a fare qualsiasi cosa, voler scendere e andare a rassicurare quel ragazzo, dirgli che tutto andrà bene, che ci sarà un’altra partita, un’altra stagione, un’altra qualificazione da giocarsi.

Ma ci sono anche dei momenti, delle serate, in cui non c’è niente di più bello che vedere un ragazzo piangere. Perchè quel ragazzo è Lorenzo Insigne, e sta piangendo di felicità. Sta piangendo perchè si è messo alle spalle un infortunio terribile. Sta piangendo perchè ha finalmente sconfitto il suo beffardo destino. E’ finalmente tornato a giocare, è finalmente tornato a segnare.

E’ finalmente tornato ad essere Insigne. Punta l’uomo, arriva a un passo dall’area di rigore, lascia partire il destro a giro. La palla va esattamente dove deve andare. Nell’angolino alla sinistra di Viviano. E’ il gol del 3-1, quello che avvicina il Napoli al secondo posto. Ma è tanto, tanto, tanto altro. E’ il gol di chi può tornare finalmente a sentirsi vivo dopo mesi di inferno. Mesi costretto a guardare i tuoi compagni soffrire, con la voglia di strapparsi tutto di dosso e tornare a correre, veloce, su quel prato verde che è sempre stato la tua casa.

Il destro a giro di Insigne si infila in rete. E Lorenzo non deve più pensare a nulla. Può lasciarsi andare, può farsi abbracciare da Gabbiadini e scoppiare in lacrime, come se non ci fosse tutta Italia a guardarlo. E’ il dolore che diventa sollievo, è la sofferenza che ritorna gioia. E allora piangi, Lorenzo, piangi, perchè le tue lacrime, per stavolta, sono la cosa più bella che possa esserci. Le tue lacrime, stasera, sono il segno più vero del fatto che per davvero tutto passa, tutto si aggiusta.

Piangi, Lorenzo, piangi. Il peggio è passato, il futuro è di nuovo tutto da scrivere.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro