La vera storia del mago Claudio, dello stregone Craig e della trovata che salvò il Leicester La vera storia del mago Claudio, dello stregone Craig e della trovata che salvò il Leicester
Il Mago Claudio è seduto nella sua poltrona. Il volto stanco, gli occhi distrutti dall’ennesima notte in bianco. Il Mago Claudio sembra rassegnato. Il... La vera storia del mago Claudio, dello stregone Craig e della trovata che salvò il Leicester

Il Mago Claudio è seduto nella sua poltrona. Il volto stanco, gli occhi distrutti dall’ennesima notte in bianco. Il Mago Claudio sembra rassegnato. Il trucco non gli riesce più, dal cilindro non escono più conigli. Si alza dalla poltrona, pulisce i suoi occhiali e si affaccia alla finestra della sua casa di Leicester. Sul tavolo, i giornali che, impietosi, raccontano dell’ennesima sconfitta della squadra con la maglia blu, e del baratro della retrocessione che incombe. Stretto nelle sue spalle, il Mago Claudio pensa l’unica cosa possibile. La magia è svanita.

Di fronte, gli si presenta la scena che, da maggio dello scorso anno, gli fa cominciare la giornata con il sorriso. E’ un murales con la sua faccia, gli occhi colmi di gioia e un sorriso che si allarga fino a quasi sfondare il muro di mattoni su cui quel ritratto è disegnato. Al suo fianco, un trofeo in metallo, pesante, prezioso, unico. Il trofeo che il Mago Claudio ha regalato alla gente di Leicester con i suoi continui giochi di prestigio, con le sue pozioni fatate, con le sue invenzioni misteriose.

Ma la verità la conosce solo lui. Quella magia, che aveva consegnato alle Foxes la Premier League più bella della storia del calcio, era svanita nel nulla. Ma, ora che si trova di fronte alla realtà, il Mago Claudio sa che c’è solo una cosa da fare. L’ultima magia. L’ultimo trucco da prestigiatore, la mossa che salverà la stagione dei ragazzi con la maglia blu e che, forse, potrà condurli a un sogno ancora più grande.




Ma per fare questa magia ha bisogno di un telefono. Il Mago Claudio compone il numero di Vichai Srivaddhanaprabha, che, per brevità è salvato sulla rubrica del suo telefono semplicemente come “boss“. Poche parole, un cenno di intesa, un’altra telefonata che parte. Dall’altra parte, risponde la voce di Craig Shakespeare, un uomo che, a dispetto del nome importante, sembra esattamente uno dei tanti. Uno di quegli impiegati che non aspettano altro che il venerdì sera per tornare ad essere loro stessi, nel caldo delle loro famiglie, nella quiete della loro casa.

Qualche ora dopo, i tre si incontrano. Tira un vento gelido, e stretti nei loro cappotti con il colletto alzato, sembrano davvero tre stregoni pronti a un rito. Le mani si stringono, veloci. Il Mago Claudio tira fuori dalla tasca una boccetta, piccolina. All’interno, un liquido dal colore azzurro intenso. Una boccetta piccola, ma che sembra emanare una luce particolare, unica.

Il Mago Claudio la stringe nelle mani, la consegna al tozzo Craig, stringe ancora una volta le mani degli altri due convenuti. Poi, mandando al diavolo le convenzioni, i due abbracciano, stringendolo forte, il Mago Claudio. Che rientra nel suo ufficio, riempie uno scatolone con foto, ritagli di giornali, appunti e una giacca a vento con lo stemma del Leicester City. Lo stemma dei campioni di Inghilterra.

Quando il Mago Claudio esce dal suo ufficio, rivolge solo due parole al Boss e allo Stregone Craig.

Mi raccomando“.

I due lo guardano, con gli occhi pieni di ammirazione. Gli occhi di chi sa di aver assistito all’ennesima trovata di un Mago ineguagliabile.

Qualche ora dopo, il mattino seguente, Craig Shakespeare si presenta al campo di allenamento, da solo. I calciatori del Leicester lo hanno letto sui giornali. Sono sorpresi, ma non troppo. Se lo aspettavano, qualcuno giura che siano stati proprio loro a mandare via il loro vecchio Mago. Craig Shakespeare annuncia che, da quel momento, sarà lui l’uomo al comando delle operazioni. Ma, prima di cominciare l’allenamento, lo Stregone Craig annuncia che ha qualcosa da dire a tutti loro.




Fa formare un cerchio, e poi tira fuori una boccetta. Quella boccetta. I calciatori del Leicester, stupiti, lo guardano stringendo gli occhi, raccogliendosi in espressioni tra lo sbigottito e l’impaurito. Craig, a quel punto, prende la parola.

Sarò breve, ragazzi. Sappiamo tutti quello che avete fatto lo scorso anno. E’ un’impresa senza precedenti. Ma non avreste potuto farla, senza quello che sto per farvi vedere.

Craig Shakespeare apre la boccetta, sfilando il tappo. Un odore dolce, intenso, raggiunge tutti i giocatori del Leicester. Che ora possono ammirare quel liquido azzurro, denso, illuminato. Lo Stregone prende ancora la parola.

Questo, ragazzi miei, è lo spirito del Leicester. Il fluido che l’anno scorso vi ha fatto diventare eroi. Era il segreto, l’unico vero segreto di tutto quello che avete fatto. Lo aveva preparato, dopo anni di studio, il Mago Claudio, che, senza che voi ve ne accorgeste, ve lo ha fatto respirare. A poco a poco, lo avete assorbito, è parte di voi. E ieri, prima di andarsene, ha voluto lasciare quest’ultima boccetta a me. Questa che sto per darvi, è l’anima del vostro trionfo. E’ lo spirito del Leicester, che ora tornerà a riempire i vostri cuori.

A uno a uno, i ragazzi si avvicinano. Wes Morgan. Jamie Vardy. Riyad Mahrez. Christian Fuchs. Kasper Schmeichel. Danny Drinkwater. A uno a uno, annusano il fluido, lo fanno entrare nel loro cuore.

Poi, l’allenamento comincia, e una nuova pagina di storia prende vita.

Come animati da una nuova forza vitale, i calciatori in maglia blu riprendono vita. Riprendono forza, coraggio, voglia di correre e lottare su ogni pallone. Vincono una partita in campionato, poi un’altra ancora. Riprendono la loro corsa, riprendono vita.

Ma c’è ancora una battaglia complicata da combattere. Quella del sogno, quella per continuare il cammino verso una Coppa dalle Grandi Orecchie. Mentre i ragazzi sono in campo, il Mago Claudio è sulla sua poltrona.

Mentre gli eventi prendono vita, mentre Wes Morgan segna il primo gol, mentre Marc Albrighton segna il secondo gol, mentre Kasper Schmeichel para il rigore a Nzonzi, il Mago Claudio comincia a sorridere. Comincia a capire che la sua trovata ha funzionato. Quella boccetta, semplice acqua colorata di blu, ha fatto ritrovare l’anima ai suoi ragazzi.

Il Mago Claudio spegne la tv, si alza dalla poltrona, e si affaccia alla finestra. Le voci della gente di Leicester cominciano a salire per le strade della città. Lui, in fondo, sa di aver fatto la scelta giusta. Sacrificarsi, fare un passo indietro, lasciare tutto in mano allo Stregone Craig, complice della sua geniale trovata. Il Mago Claudio non è più fisicamente con la squadra, ma il suo fluido magico, invece, sì. Ed è quella, forse, l’unica cosa che ha davvero senso.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

PS: no, purtroppo le cose non sono andate davvero così. Ma è quello che tutti speriamo sia successo. Perché per andare avanti, in questa turbolenta esistenza, abbiamo bisogno dei sogni e della speranza. E di un pizzico di magia.

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