Fine stagione, tempo di bilanci. Non può mancare la nostra top 11 delinquenziale, gli 11 eroi che abbiamo scelto per rappresentare il nostro Verbo,...

Fine stagione, tempo di bilanci. Non può mancare la nostra top 11 delinquenziale, gli 11 eroi che abbiamo scelto per rappresentare il nostro Verbo, la nostra filosofia di calcio.

Sono state scelte difficili, complicate. Abbiamo dovuto tenere fuori gente che non avremmo mai voluto tenere fuori. Ci siamo basati sulle statistiche, ma non solo. Anche il modo di stare in campo è stato influente nelle nostre scelte. 

Per cui, delinquenti e delinquentesse, ecco a voi la Top 11 delinquenziale della Serie A 2015-16.

Portiere: Emiliano Viviano

Per la porta la scelta non è stata semplice, visto che il portiere è un ruolo delicato, ma nel quale bisogna essere dei veri e propri professionisti per riuscire a delinquere. La nostra preferenza è andata sul portierone della Samp Emiliano Viviano.

Baffo da pornoattore anni ’80, numero due sulla casacca, faccia cattiva. Se la Samp non è finita in maniera ingloriosa in Serie B il merito è anche suo. 141 parate in totale in stagione, sintomo del fatto che i difensori blucerchiati non hanno svolto esattamente alla perfezione il loro lavoro, e che il buon Viviano ha dovuto spesso metterci una pezza e salvare la baracca.

Ma, soprattutto, 4 rigori parati in stagione sui nove che gli sono stati tirati contro: Candreva, Lazzari, Berardi e Birsa i giocatori che si sono lasciati ipnotizzare dal baffo del portierone fiorentino. In carriera è arrivato a quota 15. Uno come lui vorremmo averlo sempre dalla nostra parte, anche perchè se le cose dovessero mettersi male sappiamo che non ci abbandonerebbe al nostro destino.

Difensore: Mauricio

Il pilastro della nostra difesa non può che essere Mauricio, il difensore brasiliano della Lazio che ci ha rubato il cuore. Per Maurizione nostro, in stagione, 48 falli commessi in 24 ammonizioni: due belle randellate di media a partita, qualità e quantità.

Per lui, però, soprattutto, la bellezza di 13 cartellini gialli collezionati nel corso della stagione, una bella galleria di tibie e peroni appesa in casa e la consapevolezza di essere uno dei migliori della specialità. Non il migliore, come vedremo. La difesa della Lazio non era una delle più belle da affrontare per gli attaccanti avversari, in realtà: avremmo potuto scegliere serenamente anche uno tra Bisevac, Gentiletti, Patric, chiunque insomma.

Ne scegliamo uno solo, e ovviamente non può che essere Mauricio. Una delle bandiere di questa stagione delinquenziale è assolutamente lui. Top player assoluto del ruolo.

Difensore: Kostas Manolas

Secondo difensore della nostra top 11 è il caposaldo della difesa della Roma, il greco Kostas Manolas. Pensateci bene: al suo fianco addirittura Tonino Rudiger è riuscito a fare bella figura, quindi immaginate quanto deve essere forte questo ragazzo.

Per tutti, quest’anno, prima di arrivare davanti al portiere polacco (scusateci, non funziona il copia/incolla stamattina) dei giallorossi, c’era un muro da superare: e sulla lista di Kostas Manolas gli invitati sono stati veramente pochi. Molti di più quelli che hanno avuto l’opportunità di rimbalzargli addosso e prendere delle belle legnate intimidatorie.

53 falli commessi da Manolas, 37 quelli subiti nel corso della stagione: segno che le sportellate sono volate in tutti e due i sensi. 7 cartellini gialli in 37 partite. Perchè il coraggio di sventolargli il cartellino sotto il naso lo trovate voi.

Difensore: Jeison Murillo

A inizio anno la coppia di difensori sudamericani dell’Inter sembrava un muro insuperabile, qualcosa di leggendario. Per un certo periodo, Jeison Murillo e Miranda hanno chiuso tutte le porte. Poi, da un certo punto in poi, qualcosa si è rotto e il muro si è sgretolato, cominciando a far imbarcare acqua alla nave guidata dal buon Mancini.

Alla fine del campionato, quando si è cominciato a sbracare, Murillo fa segnare un record: è lui il calciatore più espulso della Serie A 2015-16, con tre cartellini rossi accumulati nel corso della stagione. Ci è riuscito commettendo 29 falli nel corso della sua stagione, prendendo invece 40 falli. Completa l’opera con 3 gialli nelle 34 volte in cui è sceso in campo.

Certo, avete ragione, forse potevamo scegliere qualcuno di più delinquenziale. Ma lasciare fuori il primatista per numero di cartellini rossi ci sembrava comunque delittuoso. Perdonateci.

Centrocampista: Fernando

Eccolo qui, il Principe. Quattordici cartellini gialli per il martello del centrocampo della Sampdoria, uno dei migliori acquisti che la nostra Serie A potesse fare quest’anno. Nella disastrosa stagione dei blucerchiati, uno dei pochi a salvarsi è stato proprio il ventiquattrenne centrocampista brasiliano, e non stiamo parlando solo di mera delinquenza (per quanto, anche per quella, si sia ovviamente fatto notare).

Fernando ha fatto vedere parecchie cose belle, ha segnato 4 gol fondamentali, e ci ha fatto vedere anche di essere un buon tiratore di calci piazzati. 68 i falli commessi da Fernando nelle 35 apparizioni in campionato (in pratica quando non era squalificato, ha sempre giocato), 67 quelli subiti, a fare bilancio quasi pari. Aggiungeteci 95 palle recuperate e 86 contrasti vinti (nella top 10 in tutte e due le statistiche) e capirete che uno come Fernando starebbe bene in qualsiasi centrocampo.

Il più classico centrocampista di lotta e di governo. Più di lotta, comunque.

Centrocampista: Francesco Magnanelli

Un po’ di orgoglio italiano nel mezzo del centrocampo ce lo volete consentire? Il Sassuolo ha fatto una grandissima stagione, e, Milan permettendo, potrebbe anche festeggiare una storica qualificazione all’Europa League.

E uno dei protagonisti della grande stagione degli emiliani è Francesco Magnanelli, che nel mezzo del centrocampo ha provveduto a randellare, a recuperare palloni e a stendere avversari malintenzionati. 71 i falli commessi dal Magna nel corso della stagione, che però di legnate ne ha anche prese, 91 in totale. Il bilancio dei cartellini parla di 8 gialli e nessun rosso, ma a noi sta bene anche così.

Inspiegabile la scelta di Antonio Conte di non prenderlo nemmeno in considerazione per lo stage di Coverciano preliminare alle convocazioni di Euro 2016. Roba da incatenarsi davanti alla Federcalcio per protesta.

Centrocampista: Marten De Roon

Una delle scoperte più belle della stagione. Il centrocampista olandese dell’Atalanta è stato uno di quelli sempre presenti sui taccuini degli arbitri di tutta Italia. Le poche partite in cui non ha timbrato il cartellino (ovviamente giallo) non sono state omologate dalla Lega Calcio.

Il bilancio stagionale parla di 9 cartellini gialli e di un cartellino rosso, ma se andiamo ad analizzare le statistiche del centrocampista classe 1991 troviamo molto, molto di più. 78 i falli commessi da De Roon (impressionante l’assonanza con Veron del cognome, di tanto in tanto ci aspettavamo di vedere in campo la Brujita quando eravamo distratti), 34 quelli commessi.

121 i contrasti vincenti, il numero più alto del campionato. Uscire da un contrasto con De Roon sulle proprie gambe è stata roba da pochi eletti, roba da veri professionisti. 132 invece i palloni recuperati. Bella scoperta, bollino delinquenziale conquistato a pieni voti.

Centrocampista: Tomàs Rincon

Per par condicio, oltre a un centrocampista della Sampdoria, bisogna metterne uno dei rivali cittadini: e quindi la scelta cade senza esitazione alcuna sul Generale Rincon. Il venezuelano del Genoa è uno dei nostri preferiti, non ci nascondiamo. Con lui andremmo incontro a qualsiasi pericolo, combatteremmo ogni nemico. E siamo quasi certi di uscirne vincitori, se scendiamo in battaglia con lui.

9 i cartellini gialli racimolati dal venezuelano nel corso della sua stagione in Serie A, nelle 33 volte in cui Gasperini lo ha schierato in campo. 72 falli commessi, mentre solo 50 volte gli avversari hanno avuto il coraggio (ne serve parecchio) di stenderlo al suolo. 72 i contrasti vincenti, sulle 126 volte in cui Tommasino è andato giù a caccia del pallone. E lui è uno di quelli che aderiscono con grande vigore e trasporto artistico al motto “Palla o Gamba”.

51 i palloni recuperati, ma il suo contributo è arrivato anche in zona gol: 3 le segnature totali per il venezuelano, che è andato a sole 33 realizzazioni dal capocannoniere Higuain. Ci è andato vicino.

Centrocampista: Felipe Melo

Lo abbiamo lasciato per ultimo, tra i centrocampisti, solo per farvi prendere un piccolo spavento. Davvero credevate che avremmo stilato una top 11 delinquenziale del campionato senza metterci dentro il Gran Maestro Felipe Melo?

La delinquentata dell’anno è probabilmente (anzi, sicuramente) la sua. Un colpo fantastico, una tenaglia con le gambe sulla testa di Lucas Biglia in Inter-Lazio. Manifesto iconico della sua presenza in campo. Felipao ne ha avute per tutti, ha randellato bene, riuscendo anche spesso a farla franca. 6 cartellini gialli e 2 rossi sono infatti un bilancio di tutto rispetto, considerato quante angherie ha perpetrato nel corso della stagione il centrocampista dell’Inter.

36 i falli commessi da Melo, ma, attenzione, nella seconda parte della stagione le sue apparizioni si sono purtroppo diradate. Mancini gli ha dato sempre meno fiducia e lui ha chiuso con sole 26 presenze. Un piccolo neo per la sua stagione, ma insufficiente a tenerlo fuori dalla nostra formazione ideale.

Attaccante: Mario Mandzukic

Due attaccanti dovevamo scegliere, visto il 3-5-2 con cui abbiamo schierato la nostra formazione. E uno dei due non poteva non essere il miglior acquisto che la Serie A potesse fare. Il gigante croato della Juventus ha rapito il nostro cuore, senza nemmeno chiedere il riscatto. Siamo stati felicissimi di lasciarglielo in pegno.

Attaccante di sacrificio, quantità ma anche qualità. Non chiedetegli di segnare valanghe di gol, ma chiedetegli fatica, lotta, sgomitate e ve le darà. Mai visto un attaccante pressare con tanta intensità e rientrare a fare il terzino quando la squadra ne ha bisogno. E infatti a fine stagione accumula ben 52 falli, numero di tutto rispetto se fai il centravanti e non il medianaccio.

5 cartellini gialli, tutti sintomi di voglia e impegno. 36 contrasti vinti sui 56 tentati, mentre sono 10 i palloni recuperati. Ah, si, visto che è un attaccante dobbiamo darvi anche il numero di realizzazioni stagionali: 10, e 4 assist. Considerati pure gli infortuni, niente male. Onestissimo Marione.

Attaccante: Leonardo Pavoletti

Si, non poteva assolutamente mancare lui, l’uomo che vorremmo vedere con la maglia della Nazionale numero 9 sulle spalle a Euro 2016. Leonardo Pavoletti è il nostro centravanti del cuore, e anche questa stagione ce lo ha dimostrato.

Quattordici le marcature stagionali nelle 25 presenze del bomber del Genoa, frenato nel cuore della stagione da un fastidioso infortunio. La porta la vede, e, da buon centravanti delinquenziale, ha messo insieme anche un numero rispettabilissimo di falli: 74 le volte in cui l’arbitro gli ha fischiato contro. Segno che se c’è da sgomitare, lottare, tirare giù gli avversari, il Pavo non si tira indietro.

Quindi, Antonio Conte, vedi cosa devi fare. Pavoletti lo vogliamo titolare a Euro 2016, non facciamo scherzi e andiamocela a comandare così, con l’arroganza di chi può.

Allenatore: Fabrizio Castori

Per la nostra squadra avevamo bisogno anche di un allenatore, ovviamente. Chi meglio di Fabrizio Castori? L’allenatore del Carpi ha provato per tutta la stagione a sfangare una salvezza che sarebbe stata storica. Un piccolo intoppo, quando la dirigenza degli emiliani ha deciso di esonerarlo per chiamare Sannino. E’ durata poco e Fabrizio Castori si è ripreso di prepotenza la panchina del Carpi.

Forse, avesse avuto la possibilità di rimanere su quella panchina senza interruzioni, Castori il Carpi lo avrebbe pure salvato. La nostra squadra, con Castori in panchina, giocherebbe in maniera poetica. Tutti dietro, arroccati fino alla morte per difendere il prezioso 0-0, salvo poi provare a sfangarla in maniera invereconda nei minuti finali, provando a colpire in contropiede o su un calcio piazzato.

Castori, con il suo giaccone larghissimo, è stato anche un’icona della moda. Infatti quest’estate in spiaggia ci presenteremo conciati come lui, ad attendedere impazienti le vagonate di gnagna che dovrà solamente cadere ai nostri piedi per inerzia.