Il mercato si è chiuso qualche giorno fa, lasciando dietro di sé una scia di polemiche e veleni, come sempre. E, da un certo...

Il mercato si è chiuso qualche giorno fa, lasciando dietro di sé una scia di polemiche e veleni, come sempre. E, da un certo punto di vista, siamo anche contenti che sia andata così, contenti di lasciare spazio al campo (e alle sue polemiche, naturalmente) almeno fino a gennaio, quando ricomincerà la rumba.

Il mercato, però, chiudendo, ha lasciato delle vittime dietro di sé: tutti quei calciatori, anche di livello internazionale, che non sono riusciti a trovare un contratto da firmare, e che sono ancora svincolati. Abbiamo messo insieme una formazione (anche piuttosto forte) con 11 degli svincolati più interessanti, tra vecchie glorie e giocatori finiti in rovina. Godetevela, anche perché a quanto pare c’è parecchia delinquenza.

Marco Amelia

Tra i pali, lo svincolato di lusso risponde al nome di Marco Amelia. Con l’arrivo del portoghese Eduardo, il numero uno ex Livorno, Palermo, Genoa e Milan è rimasto senza contratto, e non è detto che ne cercherà un altro, a dire il vero.

La sua storia è abbastanza particolare. Fino a qualche anno fa, infatti, proprio dopo un’estate in cui non aveva trovato un contratto, aveva deciso di dedicarsi alla squadra di Promozione del Rocca Priora, di cui era presidente onorario e dirigente, e di tanto in tanto si era tolto lo sfizio di scendere anche in campo. Poi, dopo qualche partita in Lega Pro con la Lupa Roma, a ottobre 2015 arrivò la chiamata di Mourinho al Chelsea, dove Amelia ricoprì il ruolo di terzo portiere.

A 34 anni non è utopistico qualcuno possa ancora puntare su di lui: del resto è sempre un Campione del Mondo.

Martin Caceres

Quello del difensore uruguaiano ex Juventus è un caso molto particolare: classe 1987, non è assolutamente fuori dai giochi per questioni anagrafiche, eppure, nonostante più di qualche contatto nel corso dell’estate, nessuno ha avuto il coraggio di portarsi a casa il buon Martin. Si parlava, infatti, di Napoli, Roma e Inter sulle sue tracce, ma poi non se ne è fatto nulla.

Nel suo palmares italiano ci sono cinque scudetti vinti con la maglia della Juventus, ma anche tanti infortuni (l’ultimo, parecchio pesante, al tendine d’achille) che ne hanno ridotto l’utilizzo in campo e di conseguenza l’affidabilità. Aggiungeteci il fatto che più di qualche volta si è reso protagonista di bravate automobilistiche che forse hanno consigliato a più di qualcuno di tenersi alla larga.

In ogni caso, se dovesse dimostrare di aver recuperato a pieno dall’infortunio, Caceres, che ha vestito anche le maglie di Barcellona e Siviglia, potrebbe essere un rinforzo importante per squadre di media caratura europea.

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Philippe Mexes

Altra conoscenza del calcio italiano, anche Mexes non è proprio in età da pensione: il difensore francese di Tolosa, infatti, all’anagrafe può ancora dire la sua, con i suoi 34 anni. Per Mexes, però, giocano un ruolo negativo le ultime infauste stagione giocate con la maglia del Milan. Certo, non può essere solo colpa sua il disastro della difesa rossonera negli ultimi anni, ma lui si è molto spesso dimostrato un capro espiatorio sin troppo facile.

Mexes ha anche fatto vedere più di qualche volta di non avere i nervi in pieno controllo, e forse questo ha allontanato più di qualche squadra dalle sue tracce: ma siamo sicuri che il difensore francese con la giusta testa potrebbe essere un ottimo rinforzo per qualche squadra in cerca di uomini da turnover o una chioccia per far crescere qualche giovane interessante al suo fianco.

Non è ancora tempo di lasciare le scene, e infatti crediamo che a breve qualche squadra di Ligue 1, campionato di casa, potrebbe puntare su di lui affidandogli nuovamente una maglia. Anche perché, visti i nomi che circolano in quel campionato…

Ricardo Carvalho

Un campione d’Europa in carica a spasso, ma stiamo scherzando? Attualmente, rispetto ad altri nomi di questa lista, il portoghese ha qualche anno in più (classe 1978, se la matematica non ci inganna sono 38 gli anni dell’uomo di Amarante) e quindi meno possibilità di trovare posto in una squadra competitiva.

Sin dai primi anni della sua carriera, Carvalho è stato un fedelissimo di José Mourinho, tra Porto, Chelsea e Real Madrid: per anni è stato un baluardo delle difese dello Special One, uno degli uomini disposti a buttare sangue, anima e cuore in campo per il suo allenatore. Certo, non sempre irreprensibile, più di qualche volta si lasciava andare a scivoloni difensivi degni di categorie inferiori, ma tante altre volte ha anche risolto partite in zona-gol.

Mourinho non ha potuto fare nulla per portarlo con sé al Manchester United (si è fatto comprare Bailly, mica scemo Mou) ma qualcuno un posto per Ricardo Carvalho potrebbe anche trovarlo, non per forza in Champions League. Visto che recentemente il suo compagno di nazionale Bruno Alves è arrivato a Cagliari, noi lanciamo una proposta: perché non si può fare Carvalho al Benevento?

Maicon

Un’altra vecchia conoscenza del calcio italiano. Lui l’anno scorso lo abbiamo ammirato ancora nel nostro campionato, con la maglia della Roma. Purtroppo per lui (e per noi che di conseguenza siamo diventati vecchi) gli anni sono passati per davvero, e quel Maicon non poteva essere lo stesso ammirato all’Inter negli anni gloriosi.

Classe 1981, gli anni del laterale brasiliano sono 35: non tantissimi per qualcuno che voglia ancora dire la sua, non tantissimi se qualcuno dovesse decidere di puntare sul difensore brasiliano. Il problema? Negli anni belli, i punti di forza di Maicon sono sempre stati l’esplosività fisica, la corsa e la velocità, dote venute decisamente meno nel tempo, con il logorio fisico e (si dice) con una vita non proprio da professionista inappuntabile.

Insomma, a 35 anni non sarebbe ancora tempo per appendere gli scarpini al chiodo: un’ultima stagione la potrebbe regalare, bisognerebbe vedere se lui ne ha davvero voglia…

Mathieu Flamini

Un altro dei nostri idoli, uno di quei calciatori a cui affideremmo volentieri le chiavi della nostra esistenza. 32 anni, Mathieu Flamini fino all’anno scorso ha vestito la maglia dell’Arsenal, la stessa che aveva vestito fino al 2008, prima di venire a deliziare i tifosi rossoneri del Milan con 96 presenze, fino al 2013. Poi il ritorno a Londra, con un ruolo ovviamente meno importante di quello rivestito nella sua prima esperienza ai Gunners.

Centrocampista di sostanza, grinta e polmoni, Flamini negli ultimi anni ha giocato sempre meno, anche per via di qualche guaio fisico. Recentemente, durante l’estate si era parlato dell’interessamento di club turchi, ma poi non se ne è fatto poi molto.

Potrebbe anche darsi che a Flamini non interessi poi molto dedicarsi ancora al calcio: il centrocampista francese infatti ha fondato un’azienda di energie rinnovabili che pare stia andando molto bene, e potrebbe essere questo il suo futuro…

Raul Meireles

Altro giro, altro idolo, altro delinquente. E con Raul Meireles non si sbaglia quasi mai. Il centrocampista portoghese, conosciuto anche come “El Meirelo Loco” (non abbiamo certo bisogno di spiegarvi il motivo, vero?) è attualmente senza squadra, dopo la sua ultima esperienza in Turchia al Fenerbahce, dove era arrivato nel 2012, facendosi notare, oltre che per le sue giocate, anche per qualche delinquentata, una delle quali piuttosto famosa (sputi e insulti ad un arbitro).

Il centrocampista portoghese, caratterizzato anche da look fuori dall’ordinario (pare non sia più disponibile un centimetro quadrato di pelle per un altro tatuaggio) ha 33 anni e potrebbe ancora risultare utile al centrocampo di qualche squadra in cerca di puntelli per sistemare la squadra.

Solo che, probabilmente, in pochi vogliono prendersi carico di un personaggio con cui è difficile avere a che fare, motivo per cui forse dovremo accontentarci di vederlo fermo oppure scappare in qualche meta esotica.

Sulley Muntari

Completiamo il centrocampo con un altro idolo supremo: Sulley Ali Muntari, un altro di quelli che abbiamo imparato a conoscere anche in Italia, e anzi forse proprio in Italia abbiamo visto al suo meglio. Certo, forse i tifosi di Inter e Milan avrebbero qualcosa da ridire, ma noi facciamo finta di niente e tiriamo dritto.

32 anni, il centrocampista di rottura (in tutti i sensi) ghanese fu scoperto dall’Udinese nei primi anni 2000, e dopo una breve esperienza al Portsmouth tornò in Italia, dove con la maglia dell’Inter si rese protagonista di grandi imprese, come farsi cacciare in 60″ in una meravigliosa partita a Catania, entrata negli annali della delinquenza.

Dal 2012 al 2015 ha vestito la maglia del Milan, rendendosi invece protagonista di uno degli episodi più discussi degli ultimi anni, quel “gol di Muntari” in un Milan-Juventus che forse decise le sorti di uno scudetto, il primo dell’era Conte. Poi un’esperienza non proprio indimenticabile all’Al-Ittihad. Per favore, riportate Muntari in Italia, ci manca.

Emmanuel Adebayor

No, purtroppo la notizia di Adebayor al Real Madrid è vecchia, anche se qualcuno ci aveva fatto illudere che il centravanti togolese era pronto a vivere una seconda gioventù in Spagna. E invece no, Adebayor, ad oggi, è ancora purtroppo svincolato e nessuno sembra intenzionato a puntare su di lui.

La sua ultima esperienza risale allo scorso anno, quando ha vestito per 16 volte la maglia del Crystal Palace trovando solo una volta la via del gol. Sono lontani i tempi dell’Arsenal, o anche solo, in epoca più recenti, quelli del Tottenham in cui comunque ancora riusciva a vedere la porta.

Calciatore controverso, con una personalità difficile da inquadrare in una mentalità di squadra, a 32 anni non dovrebbe avere difficoltà a trovare una squadra, per la sua carriera e comunque con dei mezzi tecnici e fisici non indifferenti, eppure a settembre è ancora a spasso. Qualche domanda ce la dovremmo fare.

Nicklas Bendtner

Ebbene si, il grande Nick è ancora senza una squadra, una vergogna di cui tutto il mondo del calcio dovrebbe rispondere. E pensare che, a 28 anni, l’attaccante danese dovrebbe essere tutt’altro che finito, soprattutto perché, qualche anno fa, di lui si parlava come un potenziale crack.

Ecco, poi qualcosa, in effetti, deve essere andata storta, e il meccanismo si è inceppato. Dopo le prime stagioni all’Arsenal, fino al 2011, dove a fatica ma comunque trovava spazio, è iniziata la sua parabola discendente: Sunderland, Juventus (solo 9 presenze senza mai trovare il gol), di nuovo Arsenal e poi Wolfsburg, dove si è fatto notare più per i suoi comportamenti fuori dal campo che per quello che ha combinato dentro al rettangolo verde.

A 28 anni Bendtner deve dimostrare di essere maturato e di poter trovare ancora spazio in qualche campionato importante. Altrimenti la Cina è dietro l’angolo, e a noi sicuramente dispiacerebbe vederlo finire in qualche gulag del genere.

Miroslav Klose

Il suo saluto alla Lazio, la scorsa stagione, sembrava solo il preambolo a una chiusura di carriera all’estero, magari in patria. E invece Miroslav Klose, miglior marcatore della storia della nazionale tedesca con 71 reti, non ha ancora trovato squadra e, forse, più che proseguire la carriera vorrebbe ritirarsi e appendere gli scarpini al chiodo, ma non sono mai arrivate indicazioni né in un senso né nell’altro.

Lui, a 38 anni, a parte qualche piccolo acciacco dovuto all’età, non ha mai dimostrato cedimenti, e anzi, per uno di quell’età, anche l’anno scorso è riuscito a dare il suo contributo. Non sappiamo se potrebbe essere in grado di reggere i ritmi dei campionati principali, né se avrà voglia di andare a battagliare nelle serie inferiori.

Sappiamo solo che uno come Miro Klose è un patrimonio del calcio mondiale, e non vogliamo arrenderci all’evidenza del tempo che passa, o ai suoi 38 anni. Quindi, in qualche modo, ovunque, fate in modo di trovare una squadra al ragazzo che noi vogliamo vedergli fare ancora le capriole.