La tecnologia che ha fatto vincere i Mondiali 2014 alla Germania La tecnologia che ha fatto vincere i Mondiali 2014 alla Germania
L’uomo più importante per il successo tedesco agli ultimi Mondiali? Potrebbe non essere stato Mario Götze, che ha segnato il gol decisivo al 112′... La tecnologia che ha fatto vincere i Mondiali 2014 alla Germania

L’uomo più importante per il successo tedesco agli ultimi Mondiali? Potrebbe non essere stato Mario Götze, che ha segnato il gol decisivo al 112′ minuto dei tempi supplementari della finale contro l’Argentina.

Scavando a fondo nelle radici del successo tedesco, c’è un’altra persona che potrebbe aver aiutato, più di tutti, la Germania a issarsi sul trono del mondo: Dietmar Hopp, cofondatore dell’azienda di software SAP, e i suoi uomini hanno avuto un ruolo più importante di quello che si possa pensare nella vittoriosa cavalcata della squadra di Löw in Brasile.

Qualche mese prima dei Mondiali in Brasile, infatti, la Federcalcio tedesca e i vertici della SAP si incontrarono, per mettere a punto la tecnologia che avrebbe poi aiutato, in maniera decisiva, la Germania a prepararsi al meglio per tutte le gare di quei Mondiali. La SAP, con il calcio tedesco, aveva già un legame solido: il suo cofondatore, infatti, ha investito in quell’Hoffenheim che in questi anni si è distinto come una delle società più innovative in Europa.

Oggi, quasi tutte le squadre, di club e nazionali, utilizzano dei software molto simili a quello che la SAP predispose per la nazionale tedesca: nel 2014, invece, la tecnologia messa a punto per la squadra di Löw era rivoluzionaria e innovativa. Ma fu l’approccio dei giocatori in prima persona a renderla un fattore importante per il successo tedesco.




Match Insights, questo il nome della tecnologia che ha dato un supporto indispensabile alla nazionale tedesca.

Un software che permetteva l’analisi video di tutte le partite della Germania e di quella dei loro avversari tramite l’utilizzo dei big data, analizzati fino al più piccolo e (per gli altri) insignificante dettaglio. Uno strumento che metteva a disposizione, su tablet e schermi touch più grandi, tutte le informazioni più importanti, permetteva di analizzare situazioni simili e ricercarle e archiviarle in maniera semplice e ordinata.

Uno strumento par analizzare performance, organizzazione e strategia di gioco della Germania e dei suoi avversari“, come da descrizione della stessa SAP.

Lahm e compagni poterono, nel loro ritiro, analizzare decine e decine di avversari fino ai loro dettagli più piccoli: capire come si muoveva Cristiano Ronaldo ogni volta che girava a destra, studiare ogni piccolo movimento della difesa francese, conoscere ogni segreto dei calci piazzati dell’Algeria, e così via. Tutto in maniera semplice, intuitiva e precisa, qualcosa che nel 2014 solo la nazionale tedesca utilizzò in maniera così certosina.

Un vero e proprio vantaggio competitivo sulla concorrenza, insomma.

Il risultato più evidente dell’utilizzo di Match Insights fu il 7-1 al Brasile: come raccontato in seguito da staff e giocatori tedeschi, prima della semifinale contro il Brasile, il tool consentì di analizzare in maniera immediata tutte le partite del Brasile giocate senza Neymar e Thiago Silva, due elementi fondamentali della Seleção che in quella partita erano assenti.

Insomma, uno studio e un approccio scientifico che nel resto del mondo si diffuse solo qualche anno dopo, ma che i tedeschi impararono per primi a utilizzare in maniera efficace.

Ma il segreto di Match Insights – raccontato nel bel libro di Raphael Honigstein “Das Reboot” – fu un altro: mettere a disposizione dei giocatori della nazionale tedesca un sistema per guardare video e pezzi di partita in totale autonomia. 




I giocatori, a cui era stato dedicata anche un’apposita piattaforma di comunicazione, iniziarono a scambiarsi in autonomia clip, commenti, pezzi di video che aiutarono lo staff a preparare al meglio tutte le partite della Germania durante i Mondiali brasiliani. Lo staff di Löw poteva raccogliere suggerimenti e intuizioni dei suoi giocatori e preparare così le partite in funzione delle indicazioni ricevute dai calciatori. L’utilizzo autonomo da parte dei calciatori fu quindi forse il risultato più importante dell’adozione di questo software.

Come detto, negli anni a venire, la match analysis ha fatto il salto di qualità un po’ per tutti, e oggi strumenti del genere sono nelle mani dei migliori club del mondo. Nel 2014, però, Match Insights e la SAP aiutarono, in maniera decisiva, la Germania a vincere quel Mondiale grazie all’adozione anticipata di uno strumento di tale portata.

Il successo, in fondo, non dipende solo dalla fortuna: ma anche e soprattutto dall’intelligenza di chi va a cercarselo e meritarselo.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

 

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