La superficialità ha ucciso Karius (e il calcio) La superficialità ha ucciso Karius (e il calcio)
Il Real Madrid ha vinto la Champions League, Gareth Bale ha deciso la partita con una doppietta da subentrato, Loris Karius con i suoi... La superficialità ha ucciso Karius (e il calcio)

Il Real Madrid ha vinto la Champions League, Gareth Bale ha deciso la partita con una doppietta da subentrato, Loris Karius con i suoi errori ha condannato il Liverpool, già sfortunatamente orfano di Salah, alla sconfitta.

Un’analisi rapida e non molto emozionante, certo, ma quanti di voi trovano sbagliato quanto scritto qui sopra?

Invece c’è molto di più, e va assolutamente detto, perché la semplificazione estrema è acerrima nemica di chi ama il calcio e più in generale cerca di andare oltre le prime, comodissime, impressioni. Esaltare gli eroi di una finale, come il superumano Bale e la sua rovesciata paranormale, è sicuramente giusto e ovvio, così com’è ancora più scontato accanirsi sul protagonista negativo della partita.

Karius il senza-braccia, il portiere arrivato in finale per sbaglio, colui che ha spento i sogni del Liverpool, l’autore di una delle peggiori papere del calcio mondiale, un giocatore che a 24 anni ha finito la carriera, come afferma uno dei nostri equilibratissimi quotidiani nazionali.

Dire che i Reds hanno perso per colpa del portiere è, né più né meno, una forzatura della realtà, alla quale nessuno di noi dovrebbe prestarsi. Nel calcio del 2018 nessun giocatore vince una partita da solo, nemmeno Messi e Cristiano Ronaldo, allo stesso modo non esiste un calciatore che sia unico responsabile di una sconfitta, per quanto disastrosa sia la sua prestazione.

Restando a un livello d’analisi ancora superficiale, basta ricordare come all’errore del tedesco sia seguito quasi immediatamente il pari di Mané, e che il nuovo vantaggio madrileno è arrivato in seguito alla prodezza di Bale, non alla seconda imprecisione del numero 1 del Liverpool.

Andrebbe anche evidenziato come i Reds abbiano di fatto giocato sul solo Mané dopo l’uscita di Salah, costretti a schierare nel tridente uno spaesato Lallana mai entrato in gara (Klopp avrebbe anche potuto alzare ben più produttivamente Chamberlain se l’inglese non fosse stato assente per infortunio), mentre Zidane ha scelto Bale per rimpiazzare un opaco Isco, a rimarcare la maggior profondità della rosa merengue.

Volendo essere precisi, si potrebbe opinare anche sull’ingresso del lungodegente Emre Can, fermo sulle gambe in occasione del 3-1 di Bale, così come sulla mancanza di un attaccante fisico sul quale appoggiarsi in caso di necessità, per un lavoro che Firmino non sarà in grado di compiere.

Ma volete mettere? Quant’è più facile prendere in giro Karius, attaccare il killer Sergio Ramos o appellarsi al “culo” di Zidane, un allenatore che ha SEMPRE portato a casa la Champions da quando allena? In fondo è lo sport che ci divertiamo a praticare tutte le settimane: attacchiamo gli arbitri, il sistema, il var, la FIGC e chi altro, giudichiamo partite guardando solo gli episodi e mai la loro interezza, critichiamo in modo fazioso senza mai sforzarci di approfondire, non perché non siamo in grado, ma perché non vogliamo.

Continuiamo pure a dire che Juve e Roma meritavano di più in Champions e avrebbero fatto meglio del Liverpool, dimenticando come i bianconeri abbiano giocato una gara d’andata terrificante col Real mentre i giallorossi siano stati schiacciati ad Anfield grazie a una prova monstre del Liverpool per intensità e tecnica.

La cosa più grave è che i nostri mezzi di informazione molto spesso cavalcano quest’onda, proponendo “approfondimenti” e contenuti poverissimi, programmi incentrati su polemiche, moviole più o meno veritiere, interviste trappola per giocatori e allenatori, azzerando i contenuti tecnici e rendendo inutili le competenze di chi è veramente valido e avrebbe qualcosa da dire.

È un serpente che si morde la coda, alle televisioni interessa dire quello che il tifoso medio vuole sentire, il tifoso che ha bisogno dello spunto polemico per inscenare l’ennesimo dibattito fondato sul nulla cosmico.

Chiudiamo facendo un giochino: se foste in Jurgen Klopp e doveste migliorare il Liverpool, da che ruolo partireste? Non ci sono risposte giuste o sbagliate, ma solo visioni del calcio più o meno complete. Del calcio, ma a volte non solo.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11