La storia del primo Governo Sonetti La storia del primo Governo Sonetti
Il 5 marzo 2018 l’Italia si svegliò nell’incertezza. Come ampiamente preventivato da sondaggi e previsioni, le elezioni si erano chiuse senza che le urne... La storia del primo Governo Sonetti

Il 5 marzo 2018 l’Italia si svegliò nell’incertezza.

Come ampiamente preventivato da sondaggi e previsioni, le elezioni si erano chiuse senza che le urne avessero espresso una maggioranza in grado di formare un Governo.

Il clima di tensione si era ormai impossessato del Paese; da Nord a Sud l’insofferenza degli italiani era palese. Un clima che aveva probabilmente influito anche sui disordini scoppiati, proprio la sera del 4 marzo, durante il Derby della Madonnina di Milano, terminato con una violenta rissa tra Gennaro Gattuso e Luciano Spalletti, e finito con buona parte del pubblico di San Siro che, in un impeto luddista, si riversò in campo per distruggere il monitor del VAR.

La sfiducia era ormai diventata rassegnazione, e il popolo italiano aveva ormai perso le speranze.

Non si sarebbe mai trovato un accordo, le forze politiche non avrebbero mai deposto l’ascia di guerra per il bene dell’Italia.

Il Presidente della Repubblica Mattarella aveva aperto le fasi di consultazione risolto a trovare un accordo. Vennero esplorate tutte le alternative, vennero proposti nomi di ogni tipo.

A ormai parecchie settimane dal voto, le ipotesi vagliate erano arrivate a raschiare il fondo del barile. Dopo il gran rifiuto di Albano Carrisi, e dopo i dubbi sollevati da diverse forze politiche sull’opportunità di procedere a sorteggio tra tutti i cittadini italiani maggiorenni, tra le tante voci una riuscì a superare il volume delle altre.

All’Italia serviva un traghettatore.

Una figura forte, autoritaria, abituata all’austerità e alle difficoltà, un uomo in grado di reggere la baracca senza mai farla affondare.

Fu in questo contesto storico e politico che, il 5 aprile 2018, il Governo Nedo Sonetti giurò solennemente davanti al popolo italiano. Il Traghettatore per eccellenza accettò con entusiasmo l’incarico, nonostante l’età avanzata e nonostante il logorio delle tante battaglie sostenute.

Ma questa era proprio una missione per Nedo Sonetti.

Il nuovo Primo Ministro costruì la sua squadra e il suo Governo con grande solerzia, pescando tra uomini eminenti che avessero esperienza di conduzione in porto di barche disastrate. Tra i nomi che Nedo Sonetti chiamò a comporre il suo Governo (che venne immediatamente ribattezzato “la Gran Minestra”) trovarono spazio Beppe Iachini, Davide Ballardini, Pierpaolo Bisoli, Fabrizio Castori. Sandro Pochesci venne sistemato alle Politiche Agricole, mentre come Ministro dell’Interno venne scelto Don Fabio Capello, l’uomo adatto a riportare ordine e disciplina lì dove ordine e disciplina sembravano aver perso la trebisonda.

Eziolino Capuano passò alla storia come il miglior Ministro della Pubblica Istruzione da quando Garibaldi unificò l’Italia.

Con il lavoro del Governo Sonetti, venne risolto l’impasse istituzionale, e l’Italia trovò piano piano la sua strada. L’economia ripartì. Le strade tornarono sicure, l’armonia regnò sovrana. La gente tornò ad appassionarsi alla politica. La sacra arte di arrangiarsi venne elevata a religione, il popolo imparò da solo a fare il meglio che poteva con i mezzi a disposizione, come da linea politica dettata da Sonetti.

Ma questa, forse, è un’altra storia, e ve la racconteremo tra qualche mese…

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro